Giornata mondiale per il Pianeta Terra: ad Unicam seminari su 'vulcani'

vulcano 2' di lettura 03/05/2010 - La giornata mondiale per il Pianeta Terra (Earth Day, 22 aprile) è stata celebrata anche quest’anno in UNICAM con iniziative di attualità aperte non solo a studenti di geologia, ma anche a tutti gli interessati.

La proiezione del film “EARTH!” a cura dai dottorandi in Scienze della Terra ed il seminario su “Vulcani e clima” tenuto dal prof. Michael Carroll, docente di Rischio Vulcanico dell’Università di Camerino, sono state le iniziative proposte quest’anno, che si sommano a quelle che si tengono in tanti paesi nel mondo intero, per focalizzare l’attenzione sulla fragilità del nostro pianeta.

In particolare il seminario del prof. Carroll, professore ordinario presso la Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie, ha attratto l’interesse certamente per l’attualità del tema proposto: “Quali sono gli effetti di una eruzione vulcanica sul clima?”.


Prendendo spunto dall’eruzione del vulcano Eyjafjllajokull in Islanda, il prof. Carroll ha evidenziato per prima cosa che non si è trattato di un grande fenomeno, bensì abbastanza contenuto rispetto ad eruzioni di altri vulcani, anche islandesi. Malgrado ciò gli effetti sull’atmosfera, e soprattutto quelli indotti sul traffico aereo e sull’economia mondiale, sono stati imponenti!


Basta andare indietro nella storia dell’umanità e pensare che l’eruzione del vulcano Laki in Islanda nel 1783, ha provocato “anni senza estate” con perdita di raccolti e carestie in tutta Europa. L’eruzione del Tambora in Indonesia produsse nel 1816 gelo in estate nel New England a causa delle polveri emesse nell’atmosfera che abbassarono la temperatura media di circa 3 gradi centigradi. L’eruzione del vulcano Pinatubo nelle Filippine nel 1991 riversò invece nell’atmosfera un’enorme quantità di biossido di zolfo che a contatto con la gocce d’acqua nell’atmosfera forma le “piogge acide”, corrosive e dannose per la vegetazione.


Durante il seminario il prof. Carroll ha evidenziato tramite immagini satellitari della NASA come le polveri emesse possano fare diversi giri intorno al pianeta e influenzare clima e popolazioni, suscitando interesse e discussione.

Ma che cosa succederebbe ad esempio se il Vesuvio riprendesse la sua attività? Per rispondere a questa e ad altre domande poste nel corso dell’incontro, il prof. Carroll ha organizzato due seminari, che saranno tenuti il 5 maggio dal prof. Claudio Scarpati dell’Università di Napoli e avranno per tema “L’eruzione vesuviana del marzo 1944: testimonianze contemporanee e studi vulcanologici” (con inizio alle ore 9) e “La distruzione di Pompei durante l’eruzione pliniana del 79 d.C.” (con inizio alle ore 12). Gli interessati sono invitati a partecipare. A richiesta sarà rilasciato un attestato.


Per informazioni: 0737-402607.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-05-2010 alle 17:19 sul giornale del 04 maggio 2010 - 458 letture

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