Incontro acceso sull'accordo di programma Unicam-Unimc

Roberto Sani e Fulvio Esposito 04/05/2010 - "Cittadini! Costituiamo un comitato per far passare alla regione Umbria tutto il territorio del camerinese! E' l'unico modo per salvarci dal trasferimento di tutto verso Macerata, Ascoli ed Ancona!". Queste sono le parole stampate a caratteri cubitali sul volantino anonimo che si poteva trovare lungo la scalinata del palazzo municipale venerdì sera, al termine dell'incontro indetto da Università e Provincia di Macerata, sull'accordo di programma tra l'ateneo camerte e quello maceratese.

Un incontro durato tre ore e che si è concluso con la contestazione verbale di alcune persone del pubblico, all'indirizzo di alcuni dei relatori, coadiuvati dal giornalista Stefano Brecciaroli. Ad aprire l'incontro è stato il presidente della provincia Franco Capponi, che ha ricordato l'iter che ha condotto all'accordo di programma per cui “io ci ho messo la faccia”, spiegando che ha anticipato la legge sulla riforma universitaria. Capponi ha ribadito l'importanza che il sostegno del territorio, anche con investimenti dei privati, ha per i due atenei, con valori che nel resto d'Italia si attestano intorno al 24 per cento, mentre nel maceratese non si raggiunge neanche la metà, sottolineando come “la Regione non ha trattato in modo equanime gli atenei marchigiani”.


"L'accordo non prevede obblighi – ha detto Capponi – è l'avvio di un progetto per rafforzare i due atenei e non per chiudere qualcosa, tagliando i rami secchi con la possibilità di ampliare il raggio di azione territoriale al centro sud delle Marche, aumentandone l'attrattività per i giovani, con il primo importante risultato ottenuto, di non avere un taglio di alcuni milioni di euro al fondo di finanziamento ordinario degli atenei”. Il rettore Fulvio Esposito ha ricordato come non sia in discussione l'autonomia tra i due atenei, e come l'accordo permetta “di avere cinque anni di tempo, per ridurre ciò che si ritiene un sovrafinanziamento del 10 per cento all'Università di Camerino, pari a 3 milioni e mezzo di euro, perseguendo l'aumento delle entrate e la ricerca di risorse su scala nazionale ed internazionale, in modo da poter rientrare nell'ottica di valutazione degli atenei con una struttura più forte, in modo da non temere tagli”.


Il consigliere provinciale Daniele Salvi ha ribadito come nell'accordo di programma vada coinvolta la regione e si debba procedere all'integrazione dei due atenei. Gli assessori regionali Sara Giannini e Marco Luchetti hanno ribadito come sia stata una grave leggerezza non aver coinvolto la Regione, che “farà la sua parte, coinvolgendo i rettori e tutti e quattro gli atenei marchigiani, alla luce dei fortissimi tagli apportati dal governo nazionale. Il consigliere regionale Massi ha invitato i camerinesi “a cogliere le opportunità dell'accordo”. L'accordo è stato definito penalizzante per la facoltà di Giurisprudenza dal preside prof.Ignazio Buti e dal prof.Massi, ex preside di Farmacia.


“Mi aspettavo si parlasse dei contenuti dell'accordo – ha detto l'ex magistrato Giontella, in rappresentanza del comitato spontaneo di difesa – dove si non si dice come si intende innovare e cambiare, non ci prendete in giro”. Presenti tra il pubblico i sindaci di San Severino Martini e di Matelica Sparvoli, l'assessore provinciale all'istruzione Agostini. Per il comune di Camerino, l'assessore all'istruzione Pupilli ha ribadito la contrarietà a parte dell'accordo, con la volontà di puntare tutto sul tavolo di trattativa aperto dal ministero. Il prossimo incontro di approfondimento è stato indetto per il sette maggio, dal comitato spontaneo di difesa dell'ateneo camerte.






Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2010 alle 15:48 sul giornale del 05 maggio 2010 - 327 letture

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