Gagliole: il Comune a rischio bancarotta, conseguenza delle scelte politiche dissennate

wwf 4' di lettura 10/05/2010 - E’ cronaca di questi giorni la notizia che il Comune di Gagliole sia talmente indebitato da rischiare seriamente la bancarotta! La motivazione è perché nel bilancio del piccolo Comune maceratese sono venuti a mancare gli introiti dei diritti di escavazione della famigerata cava di Valle Biondo – Pantani di Matelica, nota ai più come “cava di Valdiola”, data la sua vicinanza alla frazione.

Come si saprà, la ditta escavatrice che si era aggiudicata l’appalto pluriennale per la coltivazione della cava è fallita in corso d’opera, lasciando così a secco le casse comunali di Gagliole. Ma soprattutto lasciando completamente devastato un territorio fino a pochi anni fa incontaminato! Il sentimento di associazioni ambientaliste e culturali come il WWF di Matelica, Legambiente di San Severino, l’ANPI e l’Ass. “Spizzichino” di Gagliole, che negli anni passati hanno lottato in ogni modo per impedire l’apertura della cava in un sito peraltro vicinissimo al Monumento del Capitano, simbolo della famosa “Battaglia di Valdiola” combattuta il 24 marzo del 1944, è un misto di rabbia e di soddisfazione.


Rabbia per non essere riusciti ad impedire che si iniziasse lo scempio, soddisfazione perché poi la realtà dei fatti ha dimostrato inevitabilmente come la svendita e lo sfruttamento dissennato di un territorio montano come quello di Gagliole non porta mai benessere alla popolazione che vi risiede, ed i “guasti” arrecati all’ambiente alla fine ricadono poi sempre sulle generazioni future… Adesso, per “tamponare” la falla, il Comune di Gagliole starà magari pensando di tirar fuori il vecchio progetto di realizzazione di una centrale eolica sui Prati di Gagliole composta da 9 pale, alte la “bellezza” di 107 metri, ed in grado di sviluppare una potenza compresa tra 15 e 18 Mw. I 9 aerogeneratori verranno posizionati sopra il crinale montano ad una altitudine di quasi 1.000 metri, fino ai Pantani di Matelica, ad un centinaio di metri dal sito della cava e saranno piazzati su mastodontici basamenti in cemento armato. Inoltre, per convogliare l’energia elettrica prodotta, verranno realizzati chilometri e chilometri di elettrodotti e di strade che sconvolgeranno per sempre il territorio della zona.


Oltre all’impatto sul paesaggio e sull’ambiente, l’impianto eolico risulterà particolarmente devastante per l’avifauna, dato che le praterie sommitali rappresentano un’areale importantissimo per molteplici specie di uccelli, in particolare di rapaci come l’Aquila reale. Ma il fatto più assurdo è legato alla inadeguatezza del sito per lo scopo che si intende utilizzare. Infatti, dai dati forniti dalla stessa società che dovrà costruire e gestire l’impianto e derivati da anni di misurazioni anemometriche, risulta che i Piani di Gagliole posseggono una scarsa ventosità media, calcolata in poco più di 5 metri al secondo (il limite minimo per poter realizzare un impianto eolico è di 4). Ne deriva una produzione a regime di poco più di 2.000 ore all’anno: ciò significa che l’impianto sarà in funzione, cioè produrrà energia, per neppure 3 mesi all’anno, mentre nei restanti 9 mesi le pale resteranno ferme!


Chiediamo quindi alla nuova amministrazione di Gagliole di abbandonare queste scelte politiche dissennate, ed invece di puntare sulla valorizzazione del bene più importante e prezioso del suo territorio: l’ambiente! E l’occasione potrebbe essere la nuova Riserva naturale regionale di San Vicino – Canfaito, della quale fa parte, con una piccolissima porzione, anche il Comune di Gagliole. Esortiamo quindi il Comune ad allargare la propria quota di territorio dell’area protetta inglobando proprio l’area della cava ormai dismessa, obbligando quindi la ditta insolvente ad assumersi l’onere della rinaturalizzazione dell’area, ed estendendo i confini della Riserva anche alle pregiate praterie sommitali dei Pantani di Matelica, Campo della Bisaccia e Prati di Gagliole.


Siamo convinti, infatti, che il futuro di una piccola comunità rurale come quella di Gagliole (poco più di 600 abitanti) passi solo attraverso la protezione della natura, la valorizzazione e la promozione del suo patrimonio storico, culturale ed agro-silvo-pastorale, usufruendo degli stanziamenti regionali, statali ed europei legati a questo tipo di economia “verde”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-05-2010 alle 02:00 sul giornale del 10 maggio 2010 - 653 letture

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