Gemellaggio con la città di Viana, in nome del Borgia

08/05/2010 - Non solo Da Varano. La storia della città ducale fu segnata anche dalla burrascosa presenza di Cesare Borgia, al quale è intitolata la maestosa rocca, nel terziero di Muralto. In nome del Valentino, Camerino sta per stringere un gemellaggio con la città spagnola di Viana, in Navarra, dove il duca trovò la morte a soli 32 anni.

“Ho già preso contatti con gli amministratori della città spagnola – spiega il prof. Franco Ugo Rollo, docente di antropologia ad Unicam e consigliere delegato dal sindaco ai gemellaggi – è palese che esiste un legame tra le due comunità, quella dove esiste una rocca a suo nome e quella dove secondo la tradizione morì e ne è stato conservato lo scheletro”.


Con un lungo lavoro Rollo ha iniziato a ricostruire le tracce storiche della vicenda umana di Cesare Borgia, che nel 1502 come capitano di ventura riuscì a conquistare il ducato di Camerino prima e Urbino, cacciando dal comando i Da Varano, con il duca Giulio Cesare ed i suoi figli che vennero uccisi, mentre la futura santa beata Camilla Battista Varano fu costretta a fuggire prima a Fermo poi a Napoli. Il suo fine politico era di sottomettere i ducati allo stato pontificio, guidato dal padre, Papa Alessandro VI.


“La rocca borgesca fu fatta erigere dal Papa in funzione del figlio – spiega Rollo – in modo da consolidare la conquista del ducato”. Era il 1503. In quello stesso anno il Papa morì ed iniziò la parabola discendente del Valentino, che troviamo quattro anni dopo in Spagna, a Viana nella regione della Navarra. “Borgia morì come un eroe romantico, nella notte tra il 12 ed il 13 marzo del 1507, sotto una pioggia battente, a duello, circondato da altri cavalieri, sotto le mura di Viana”.


Fu colpito a morte mentre sollevava il braccio destro, lasciando scoperto uno spazio nell’armatura metallica. La tradizione racconta che, come si conveniva ai nobili del tempo, fosse sepolto nella chiesa di Viana, dove fu eretto un monumento funerario. Alla fine del 500 la chiesa venne distrutta e di lui si persero le tracce. Alla fine dell’ottocento lo storico francese Charles y Riarte effettua alcuni scavi e indica in uno scheletro trovato nel sagrato della chiesa, quello di Cesare Borgia.






Questo è un articolo pubblicato il 08-05-2010 alle 15:10 sul giornale del 10 maggio 2010 - 3153 letture

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