Lavoro: Salvi, un sì responsabile per affrontare la crisi

lavoro 3' di lettura 14/05/2010 - Nel Consiglio provinciale del 10 maggio scorso si è discusso il Piano della formazione e delle politiche attive del lavoro 2010-2011. Il Partito democratico ha espresso sull’atto presentato dalla giunta un voto favorevole in considerazione del difficile momento che attraversa il nostro territorio e che richiede una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti, per affrontare con la massima coesione il perdurare degli effetti della crisi e le ricadute che avranno le pesanti scelte assunte in sede europea.


La crisi economica e sociale non è stata certo in questi mesi in cima ai pensieri della nuova amministrazione provinciale, ma il Pd non si è voluto sottrarre per questo al confronto di merito sulle proposte avanzate.

Nel piano vengono, peraltro, presentate misure che già la precedente amministrazione aveva assunto su vari temi: creazione d’impresa, borse lavoro per diplomati e borse di ricerca per laureati, conciliazione vita-lavoro, il progetto Ulisse. Su ciascuno di questi, nel dibattito, il Pd ha avanzato specifici suggerimenti al fine di rendere ancor più efficaci gli interventi.

Viene riproposta l’esperienza dell’anticipo della Cassa integrazione straordinaria, inaugurata dalla precedente amministrazione e che oggi viene estesa, seppure su questo sia già intervenuta anche la Regione Marche.

In una fase che vedrà ancora crescere la disoccupazione e soffrire le nostre piccole imprese, occorre a nostro avviso allungare il periodo di validità della cassa integrazione, estendere l’indennità di disoccupazione anche a chi oggi ne è sprovvisto e soprattutto è necessario che il governo rifinanzi adeguatamente gli ammortizzatori sociali.

Come Pd abbiamo proposto la costituzione di un fondo provinciale di garanzia per quei lavoratori che, pur lavorando, da almeno tre mesi non percepiscono lo stipendio, a causa della difficoltà di diverse imprese di onorare le scadenze.

Abbiamo sollecitato il superamento del ritardo sull’attivazione della formazione per chi rientra negli ammortizzatori in deroga per le aziende con meno di 15 dipendenti finanziati dal Fondo sociale europeo. Ciò sarebbe potuto avvenire attraverso l’adozione di forme agili di supporto alla grande mole di lavoro che i Centri per l’impiego sono chiamati a svolgere.

Abbiamo proposto di destinare ai nostri piccoli Comuni i lavoratori in mobilità con un’integrazione del loro reddito, così come abbiamo suggerito di collegare la formazione ai settori che potranno trainare la ripresa (turismo, energia, cultura, nuove tecnologie).

Infine, abbiamo richiamato la giunta provinciale alla necessità di completare il disegno di riorganizzazione in primo luogo logistica dei Centri per l’impiego con spazi moderni e funzionali, ritornando sulla decisione di vendere l’ex-liceo di Civitanova Marche. In quell’area sarebbe potuto sorgere un complesso in grado di ospitare le sedi del Centro per l’impiego di Civitanova Marche, che oggi è in affitto in spazi insufficienti, e della società Tecnomarche, partecipata dalla Provincia, che pure si trova nei locali in affitto di via Einaudi, dando vita così ad un moderno centro per la formazione, il lavoro e l’innovazione.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2010 alle 18:31 sul giornale del 15 maggio 2010 - 370 letture

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