Giornata delle Marche, Pettinari ha ricordato i marchigiani emigrati e il diritto al lavoro

13/12/2011 -

‘O patria mia…Leopardi, le Marche, l’Italia’, è stato il tema ed il filo conduttore dell’edizione 2011 della Giornata delle Marche, che si è svolta sabato 10 dicembre a Recanati. "Leopardi, che con la Giornata delle Marche celebriamo nella sua città natale - ha dichiarato il presidente della Regione, Gian Mario Spacca - ci rappresenta a livello internazionale, è un ambasciatore della nostra regione nel mondo".



Il poeta marchigiano, dunque, come "simbolo della necessità di aprire sempre di più le Marche al mondo, di esportare le nostre eccellenze, di valorizzare la nostra creatività sullo scenario internazionale".

Allo stesso poeta ha fatto riferimento anche il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, che ha portato – dopo il sindaco Francesco Fiordomo – il saluto della comunità ospitante.

"Recanati è soprattutto la patria di Giacomo Leopardi – ha detto Pettinari dal palco del teatro Persiani – poeta amato, letto e tradotto in ogni parte della Terra, che con le sue poesie, immortali e piene di suggestioni, ha fatto conoscere questa nostra meravigliosa provincia a tutto il mondo. Basti ricordare il verso ‘quei Monti Azzurri’ che ha reso famosi i nostri Sibillini".

Quindi il presidente della provincia ha fatto un accostamento con Padre Matteo Ricci a cui fu dedicata la Giornata delle Marche celebratasi a Macerata nel 2009. "Il filo teso da Padre Matteo Ricci tra Macerata e le comunità asiatiche, così come il canto poetico di Leopardi, sono solo alcuni dei tanti legami che uniscono oggi le Marche ad ogni lembo di terra nel mondo. Non a caso la Giornata delle Marche si celebra il 10 dicembre, solennità della Madonna di Loreto. Quello lauretano – ha aggiunto Pettinari - è stato il primo santuario mariano nel mondo e ciò ha favorito un legame di fede tra gente di ogni parte della terra con la Vergine lauretana, ma anche tra Paesi lontani e la terra marchigiana".

Un passaggio del discorso del presidente della Provincia ha riguardato i tanti marchigiani che vivono all’estero e coloro che emigrarono tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900. "Questa Giornata è anche l’occasione per onorare la loro memoria", ha detto Pettinari, il quale ha aggiunto: "L’emigrazione è stata un triste fenomeno che non ha interessato solo le Marche, ma ogni regione d’Italia. Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia che si è celebrato quest’anno e che si sta ancora celebrando è un’occasione, ancora più solenne, per condividere storia, origini, e soprattutto valori dell’italianità, così come questa Giornata delle Marche è un’opportunità per rinsaldare il senso di appartenenza di tutti noi alla comunità marchigiana. Il tema di oggi, racchiude, quindi, perfettamente il senso di questo nostro incontro e di questa celebrazione".

Pettinari ha poi ricordato che il 10 dicembre è anche la Giornata della Pace voluta dal Consiglio regionale delle Marche ed è pure l’anniversario della proclamazione, da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. "Libertà, Giustizia e Pace – ha proseguito il presidente – sono valori assoluti oggi messi in pericolo non solo dalle guerre e dalle tirannie, ma anche dalle ingiustizie sociali, dall’egoismo, dalla speculazione economica e finanziaria. Tutte cause che provocano mancanza di lavoro, esso stesso un valore che dà senso e dignità alla persona. Senza lavoro, infatti, non si più essere liberi. In questo momento di grave crisi economica internazionale, anche nelle Marche viviamo il problema della disoccupazione e della perdita di posti di lavoro.

In questa Giornata dobbiamo, quindi, farci anche interpreti del dramma di tante famiglie. Penso, ad esempio, agli operai dello stabilimento Best di Montefano, che da più di un mese presidiano la loro fabbrica chiusa dalla sera alla mattina, con una decisione unilaterale tanto improvvisa quanto premeditata che ha mostrato, purtroppo, disprezzo per la stessa dignità dei lavoratori.

Accanto a coloro che perdono il lavoro ci sono migliaia di giovani che non riescono a trovare occupazione e lo stesso dicasi per tante donne e tante giovani mamme. Ritengo che questa Giornata debba essere dedicata anche a loro, per assicurarli che non saranno lasciati soli e per far sentire unita intorno a loro l’intera comunità marchigiana in questo momenti di difficoltà anche sotto il profilo della crescita e dello sviluppo".

L’ultima parte del suo discorso, Pettinari l’ha dedicata ad uno sguardo verso il futuro, attraverso le potenzialità delle Marche e dei marchigiani. "La nostra regione – ha detto il presidente della Provincia di Macerata – unisce in sé tutte le caratteristiche ambientali del nostro Bel Paese: ricchezze naturali che costituiscono grandi potenzialità per il turismo e per la nostra economia, permettendo così una giusta compensazione con le difficoltà del sistema manifatturiero. Tante potenzialità hanno i marchigiani: in primo luogo la laboriosità, quell’amore per il lavoro che ha permesso in passato a tanti nostri emigranti di farsi valere in ogni angolo del pianeta. Poi il grande senso delle famiglia, su cui viene costruita e tenuta unita la società. Aggiungo il profondo senso religioso che è alla base degli altri valori e sviluppa un altro forte sentimento dei marchigiani, cioè lo spirito solidaristico.

Tra le potenzialità delle nostra regione non possiamo dimenticare le tante risorse intellettuali, a cominciare dalla nostre quattro università, due delle quali rappresentano un inestimabile valore per la provincia di Macerata. Inoltre dobbiamo essere fieri dei tanti imprenditori di successo che sono oggi testimonial non solo delle Marche, ma dell’Italia intera. Abbiamo tutte le condizioni per crescere, per garantire sviluppo e per risorgere dai momenti di difficoltà. Spetta a noi, pubblici amministratori, avere la consapevolezza delle nostre capacità per rimetterci in cammino. Ai cittadini non dobbiamo chiedere solo sacrifici; dobbiamo dare loro concreta speranza e questo lo possiamo fare mostrando prima di tutto una grande coesione sociale ed istituzionale. Lo abbiamo di recente dimostrato con la “regionalizzazione” del Patto di Stabilità, che ha permesso di sbloccate risorse per 90 milioni di investimenti in opere pubbliche".

Pettinari h poi concluso: "La speranza per tutti nasce proprio da queste tante potenzialità che abbiamo e che proprio nei momenti di difficoltà riusciamo a far emergere. Ieri sera viaggiando lungo le strade dell’interno abbiamo potuto vedere in lontananza decine di falò che ardevano in mezzo alle campagne. Erano i falò che da secoli la tradizione vuole per ricordare la ‘Venuta’ della Santa Casa. Nel giorno in cui celebriamo la Madonna di Loreto facciamo sì che quei falò siano anche segno di speranza per le Marche e per tutti noi Marchigiani".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-12-2011 alle 17:03 sul giornale del 14 dicembre 2011 - 424 letture

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