Tassa sui fossi, PdL: 'Gli agricoltori non avranno i soldi se la Provincia non ritira la delibera'

provincia di macerata 29/12/2011 -

Il PDL riesce in Regione ad eliminare la cosidetta "la Tassa sui Fossi", ma i 40.000 agricoltori e i titolari di diritti di proprietà difficilmente avranno indietro i soldi se la Provincia non ritira la delibera.



"Una vittoria senza precedenti" sul balzello della Tassa sui Fossi introdotta dal centrosinistra in Regione e subito applicata, senza che ce ne fossero i veri presupposti e senza una informazione consapevole agli agricoltori. Una vittoria "della trasparenza sull'arroganza" quella che abbiamo conseguito - dicono i Consiglieri Regionali Acquaroli, Marinelli e Massi del PDL- con l'abrogazione dell'art. 18 della L.R. 16/2010 e che aveva ridato la potestà ai Consorzi di Bonifica di introdurre nuove tasse. Con un emendamento del PDL infatti, sostenuto anche da alcune forze coerenti con le loro enunciazioni (socialisti, Api e IDV) e' stato introdotto l'art. 14 alla Legge finanziaria 2012 che di fatto abolisce proprio l'art. 18 della L.R. 16/2010 tagliando alla radice l'intenzione della Regione Marche di far rivivere i Consorzi di Bonifica attraverso la possibilità di imporre indefiniti ed impropri tributi agli agricoltori e a tutti i proprietari di superficie di terreni. Secondo i Capigruppo in Consiglio Provinciale Capponi (PPE), Agostini (PDL) e Zura Puntaroni (Lega) il Consorzio di Bonifica del Bacino del Musone, Chienti, Potenza, Asola e Nera non aveva, neanche precedentemente a tale modifica legislativa, alcun diritto di imporre le tasse di bonifica ai circa 40.000 contribuenti. Dalla loro, la giurisprudenza di cassazione, che si e' espressa gia' in tal senso, secondo la quale, tasse del genere possono essere richieste solo in presenza di effettive migliorie e solo a coloro che di tali migliorie hanno usufruito. Ma l'abolizione della previsione di legge regionale - sottolineano i consiglieri provinciali - e' assolutamente da benedire, taglia la testa al toro ed è quindi da salutare con favore.

Ma come fermare oggi il versamento che scade al 31/12/2011? "E' quello che abbiamo chiesto ripetutamente e chiediamo al Presidente della Provincia Pettinari" - dicono Capponi ed Agostini - "La provincia infatti puo' revocare in autotutela la delibera n. 89/2011 approvata dal Commissario Prefettizio che ha retto la Provincia per un anno e che ha dato avvio alla richiesta del tributo originariamente bloccata dalla Giunta da me guidata (con Pettinari assessore) con la D.G.P. 237/2010". Ma la mozione che abbiamo presentato per arrivare a cio' dopo due mesi non e' stata ancora discussa. Pettinari in questo modo ci farebbe anche capire meglio la posizione dell'UDC e dare seguito alle sue affermazioni a mezzo comunicati stampa: il "Consorzio di Bonifica e' un' Ente inutile" e ancora il "tributo di Bonifica non va' pagato". "Queste affermazioni infatti sono palesemente in contrasto con quello che l'UDC fa' in Regione" - rincara Massi - "dove l'UDC e' al Governo e i suoi rappresentanti invece hanno votato contro la nostra proposta di abolizione del Balzello del nuovo tributo di Bonifica e gia' avevano introdotto e votato quell'articolo 18 che nel 2010 ha inteso ridare vigore ad un Ente commissariato da 6/7 anni e reintrodotto la ipotetica possibilità di emettere ruoli esattoriali agli inermi agricoltori per servizi non svolti su tutto il territorio di competenza dai Consorzi di Bonifica". "Il successo speriamo non si trasformi in una beffa" - affermano gli esponenti dei moderati e del centrodestra - dato che molti agricoltori hanno già pagato e non e' chiaro come potranno riavere indietro i soldi versati e per quelli che ancora non hanno pagato, se non interverrà il congelamento del piano di classifica con il blocco della Delibera 89/2011 da parte della Provincia, saranno costretti a fare ricorso contro le cartelle di EQUITALIA, se queste non verranno bloccate prima. "E' stata un'azione giusta" - dicono ancora gli esponenti del centrodestra - che tra l'altro fanno notare che in agricoltura, chi agisce con responsabilità (la stragrande maggioranza degli agricoltori in questa provincia), proprio per i fossi non classificati (fossi limitrofi o interni ai propri fondi, fossi di capezzagna o fossi di scolo di confine ) e' gia' oggi a loro carico e obbligatoria e' la manutenzione a seguito delle norme nazionali introdotte sulla condizionalità ed indispensabile per accedere al contributo della PAC (Politica Agricola Comunitaria).

Il mantenimento e la riesumazione della "Tassa sui Fossi" sarebbe una batosta tremenda sul mondo agricolo, che oltre alle difficoltà economiche e dei bassi prezzi di mercato dei prodotti, nel 2012 dovranno sopportare l'aumento dell'ICI (IMU) sui terreni e in modo ancor più devastante sarà la tassazione di tutti i fabbricati agricoli (abitazione ed accessori) con la nuova IMU che viene introdotta per la prima volta anche in agricoltura. Quanto aumenterà l’imposizione fiscale introdotta dal governo Monti per le aziende agricole? Come noi, anche Confagricolttura, Cia, Coldiretti e Copagri, hanno gia' lanciato l'allarme e prefiguriamo un aumento impositivo che potrà raggiungere in alcuni casi anche il 300%. Uno scenario reso ancora più complesso dalla mancanza di misure tese a ridare vigore e impulso alla crescita e alla competitività del settore. L’aumento inoltre delle accise sui carburanti costerà dai 300 ai 3 mila euro a impresa agricola, un colpo di scure micidiale per il settore. L’agricoltura italiana e Marchigiana non è mai stata bastonata sotto il profilo fiscale come con il decreto ‘Salva Italia’. Aumenti allucinanti degli estimi catastali e dei coefficienti moltiplicatori sui terreni e sui fabbricati rurali e per questo chiediamo la massima modigeratezza ai Sindaci nella scelta delle aliquote IMU da applicare. Non si considera ancora una volta la differenza che esiste tra agricoltori professionali, in particolare i giovani agricoltori e i proprietari di beni affittati. Siamo convinti che occorra salvare l’Italia, ma senza condannare al "de profundis" la nostra agricoltura ed e' per questo che la tassa sui Fossi non puo' essere un nuovo balzello imposto a tutti gli agricoltori che pagherebbero in base alla fascia di proprieta' dai 18 ai 150 Euro per azienda ma la suddivisione catastale in piu' partite fa' pagare ad alcuni anche piu' di mille Euro.

La ridefinizione del ruolo delle Provincie potrà rendere necessario un percorso condiviso per la creazioni di reti dedicate alla cura e alla manutenzione del reticolo idrografico minore, ma non e' quanto proposto dal Consorzio di Bonifica di Macerata la strada. Bisognerà fare un vero patto ambientale con gli agricoltori soprattutto per attuare in modo coerente la nuova PAC 2014-2020 che dovrà avere la massima attenzione, anche finanziaria, al Green, all'Ambiente ma anche all'agricoltore professionale e manutentore del contesto naturale. Ma sarà una partita da giocare a carte scoperte, senza commissari, senza reticenze, per far ritornare in termini economici agli agricoltori gli sforzi che fanno per la manutenzione del territorio, per la cura dell'ambiente e delle risorse naturali.


da Franco Capponi e Nazareno Agostini
Capogruppo PPE e Capogruppo PDL in Consiglio Provinciale di Macerata





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-12-2011 alle 17:21 sul giornale del 30 dicembre 2011 - 407 letture

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