San Severino: ospedale, esposto del sindaco per interruzione di pubblico servizio

ospedale di san severino marche 18/01/2013 - Un esposto denuncia per interruzione di pubblico servizio, firmato dal sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, è stato inviato al Procuratore della Repubblica di Camerino, Vincenzo Luzi, per i fatti accaduti all’ospedale “Bartolomeo Eustachio” il 27 dicembre 2012 quando, “senza alcun preavviso ed all’indomani delle festività natalizie, veniva a mancare il servizio d’accettazione per i prelievi del laboratorio analisi per i non ricoverati”. Nello stesso atto viene chiesto alla magistratura di fare luce sul comportamento dei responsabili di quella decisione.

E adesso, a distanza di pochi giorni, il primo cittadino e l’assessore comunale alla Salute, Vincenzo Felicioli, tornano alla carica: “Ci sono fatti e vicende che continuano a ripetersi e che sono di una gravità inaudita. Non si può continuare a giocare sulla pelle dei settempedani e di persone malate cui la Costituzione riconosce precisi diritti quali quello alla salute ed alle cure mediche. D’ora in avanti chiameremo in causa direttamente i responsabili di queste decisioni senza guardare in faccia nessuno: dal direttore generale, al direttore amministrativo, a quello sanitario, a quello di presidio, al responsabile del personale, a quello del servizio infermieristico.

Chi firma certe decisioni dovrà assumersene la responsabilità. Chi sbaglia, se sbaglia, dovrà pagare. Chi avallerà decisioni che possono anche venire dall’alto, si dovrà però ricordare che nello svolgimento delle sue funzioni vestirà comunque i panni del pubblico ufficiale e, dunque, non si potrà prestare a situazioni di correità. Come amministratori – sottolineano Martini e Felicioli, a nome dei colleghi della Giunta – scopriremo chi non è solito giocare a carte scoperte. Sempre più spesso rischiamo tutti quanti di finire nel ridicolo per certe scelte che vengono prese da altri. In questi giorni è girata voce che la camera mortuaria del nostro ospedale era stata chiusa.

Ebbene, non c’è niente di vero. Vero è che in una circolare inviata alle imprese di pompe funebri della zona si dice che le salme di persone defunte in altre città non possono essere trasferite alla camera mortuaria di San Severino, come previsto dalla legge, perché la struttura sarebbe carente di dotazioni. Ebbene la carenza starebbe tutta nell’assenza di un campanello per cui, in caso di risveglio dei defunti, non potrebbe essere lanciato l’allarme. E’ mai possibile – concludono Martini e Felicioli - che decisioni sciocche e scellerate vengano sempre e solo prese contro il “Bartolomeo Eustachio”? Non c’entra nulla la politica e nemmeno i tagli sulla sanità ma la colpa è solo di atteggiamenti ostili nei confronti del nostro ospedale di cui noi ed i cittadini settempedani ne hanno abbondantemente piene le tasche”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2013 alle 15:51 sul giornale del 19 gennaio 2013 - 454 letture

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