Riscoprirsi attraverso la musica: l'introspettività di J Chep's RC in un'intervista

13/11/2014 - Non ama definirsi un rapper e comunica tramite testi incredibilmente introspettivi, è appena uscito in freedownload il suo ultimo mixtape intitolato “Papers Monsters”, lui è José Maldonado aka J Chep’s RC e noi siamo andati a intervistarlo!

Semplicemente, cosa rappresenta per te l'hip hop?
Io rispetto l’hip hop come cultura musicale, però mi rappresenta in minima parte in quanto il mio concetto è totalmente introspettivo e diverso dalla forma originale che ritengo l’unica vera forma di HipHop (la cosiddetta OldSchool). Tutto quello che scrivo è dentro di me, non prendo ispirazione da politica, tv, altri “rapper” di adesso o il mondo in generale. Interiorizzo quello che vivo e lo metto in rima. L’etichetta di “rapper” o “hiphoppettaro” non mi si addice, quindi ripeto il mio grande rispetto per la cultura, ma non per la spazzatura che propina attualmente la “scena”.

Come ti sei avvicinato al rap?
Ho iniziato facendo freestyle in spagnolo con qualche amico proseguendo poi in italiano con Gk1 e i soliti amici, qualche tempo dopo mi sono dedicato alle scritture di testi realizzando un mixtape da 8 tracce che però è stato rimosso e del quale non parlo per non dare meriti a chi non ne ha. Dopo aver conosciuto il duo Rede e Jeikei abbiamo deciso di formare La Crew fino a culminare con il Mixtape OL3. Dopo questa bellissima parentesi sono tornato da solo per realizzare Paper Monsters un tape da 9 tracce molto introspettivo che mi descrive attraverso i mostri di carta. Per quanto riguarda gli artisti che mi hanno ispirato non saprei chi menzionare o forse ne potrei dire troppi ma la maggior parte di questi non fanno YO! Alcuni però mi hanno lasciato qualcosa di importante musicalmente sono stati vari rimanendo sempre molto nell’ambito dell’underground, diciamo che mi hanno ispirato quelli che fanno MUSICA.

Cosa significa per te suonare dal vivo?
E' un momento in cui vorrei avere la potenza vocale per far tremare il pensiero di chi è li presente. Il live è la connessione fra te e chi crede al tuo messaggio e lo segue come fosse un credo... penso che cantare dal vivo sia il modo migliore per esternarti al pubblico come forma di spettacolo diventando musica.

La notorietà acquisita dal rap negli ultimi anni, secondo te, sta danneggiando i veri valori di questo genere musicale?
SI! Li ha deteriorati esaltando solo vagabondi e prostitute, infatti è il “degenero del genere” ormai sembra che chiunque riesca a dire le proprie cavolate davanti a un microfono sia un rapper, come il solo fatto di vestirsi da omologati sembra sinonimo di Rap. Nella “scena” c’è chi dice solo cagate però compensa col flow e la demenza di chi lo ascolta rendendo il tutto una beffa a differenza di questi che non hanno proprio niente. Credo che la musica in generale debba evolversi ma non così! Questo mezzo ha una presa fortissima sui più, che però sembrano preferire le solite hit in autotune rispetto a concetti elevati come quelli di Kaos One e della lunga discendenza dell'underground. C'è una frase di un Mc francese (Bakar) che secondo me racchiude questo concetto: "Il Rap si è evoluto cambiando il suo volto. ogni epoca ha il suo classico, old schoolnew school... poco importa, l'essenziale è il rispetto per la musica".

Vuoi che la musica rimanga uno svago che ti distragga dalla quotidianità o speri che un giorno possa diventare il tuo lavoro?
La musica per me non è mai stato uno svago, e non sarà mai un lavoro. Mi esprimo semplicemente così, se fossi stato bravo a disegnare probabilmente avrei disegnato, è una forma d’arte e di espressione come qualsiasi altra, la mia è questa e la uso per esprimere la mia concezione del tutto. Per quanto riguarda il futuro sto lavorando al video acustico di Tragicomico terzo estratto del mio tape Paper Monsters. Mentre con Enfield, un beatmaker locale, stiamo lavorando a Horror Vacui un Ep da 6 tracce che uscirà per HORROR INFECTA altro super progetto nel quale sono coinvolto a pieno, più i vari personaggi molto interessanti che ci saranno all’interno.


di Giacomo Buldrini e Alessandro Paciaroni




Questa è un'intervista pubblicata il 13-11-2014 alle 15:07 sul giornale del 14 novembre 2014 - 1087 letture

In questo articolo si parla di musica, cultura, hip hop, intervista

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