Tapanelli infuocato dopo l'ultimo consiglio comunale: "Temi scomodi vanno affrontati, ogni amministrazione va per la sua strada"

Pietro Tapanelli 10/06/2017 - L'ultimo consiglio comunale è stato piuttosto acceso e gli scambi di battute hanno trasceso l'analisi politica. Non fa parte del mio essere accusare i consiglieri di maggioranza di latitare: un'assenza riferita alla scarsa partecipazione ai dibattiti consiliari, ma che comunque non rende giustizia ai sacrifici fatti da tutti in questi mesi.

Da tutti, appunto. Maggioranza e minoranza, al contrario di quanto asserito dallo stesso primo cittadino che ci ha più volte ripreso per non essere stati presenti o collaborativi. Provocazioni dialettiche che lasciano il tempo che trovano e che non meritano repliche.

L’impegno dei consiglieri è, e deve essere, politico. Un impegno fatto di suggerimenti, di critiche, di idee e di ogni altra attività atipica riconducibile alla politica. Il fatto che io sia uscito dal mio aplomb, alzando la voce e scambiando battute decise ed aspre contro la maggioranza, è dovuto alla rabbia che ho accumulato in questi mesi. Una sorta di livore istituzionale alimentato dalla totale assenza di visione strategica che attanaglia da sempre il territorio martoriato dal terremoto.

Provo un grande senso di smarrimento nel vedere le singole amministrazioni che si arrangiano autonomamente nel tentare di far ripartire città e paesi distrutti. Encomiabili gli sforzi, ma aberranti e condannabili con fermezza le conseguenze. A cosa serve spendere milioni di euro per ricostruire ogni singola scuola, senza considerare magari due o tre poli scolasti baricentrici e all'avanguardia, sostenibili per i prossimi 30/40 anni? Perché costruire villaggi commerciali senza criterio, solo per dare un illusorio ristoro, di brevissimo termine, ai relativi beneficiari, senza ragionare su uno sviluppo a lungo termine di un intero territorio? Perché non ragionare su fusioni di comuni, considerando che i prossimi decenni vedranno mettere a dura prova il numero dei residenti delle realtà colpite?

Non dico che sia facile o risolutivo un dibattito su questi quesiti, ma almeno va messo in piedi. Sono temi scomodi che tuttavia vanno affrontati, anche a rischio di essere etichettati come traditori della propria città. Vedere invece ogni singola amministrazione andare per la propria strada, in buonafede sicuramente, mi fa star male. Vedere la Regione Marche che si preoccupa di mettere in fila le carte, perché la burocrazia ce lo impone, dà molto fastidio, in quanto c'è necessità di creare un modello di sviluppo per i prossimi 30 anni e non che la politica si sostituisca ai tecnici.

C’è bisogno di rivedere la programmazione regionale per orientare i fondi sullo sviluppo delle aree terremotate. C’è bisogno di un presidio fisico permanente che coordini la politica disarticolata del territorio montano. Non solo niente di tutto ciò è stato fatto, ma, cosa ben più grave, non se ne è neanche parlato. Per questi motivi le comunità locali si sentono messe da parte. Per questi motivi mi sono inalberato nell'ultimo consiglio comunale. Per questi motivi inizio a stancarmi di una politica miopie ed autoreferenziale. Per questi motivi non riesco a vedere la luce in fondo al tunnel. Per questi motivi, mi sia concesso il termine poco nobile, mi incazzo.


da Pietro Tapanelli
Consigliere Comunale 




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2017 alle 12:18 sul giornale del 12 giugno 2017 - 1641 letture

In questo articolo si parla di politica, camerino, tapanelli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aKcZ