La Regione da il nulla-osta alla demolizione del palazzo in via Seneca, Fanelli: "Pasqui si sbrighi a revocare l'ordinanza"

10/09/2017 - L’ufficio ricostruzione della Regione Marche ha risposto al comune di Camerino fornendo il nulla-osta alla demolizione del palazzo condominiale di via Seneca n. 30, dopo il terremoto noto come “palazzo Toffee” (nella foto scattata prima del sisma).

Sembra quindi di essere giunti all’epilogo di questa annosa – e per certi versi gravissima – questione che si trascinava già da diversi mesi tra l’incredulità di tutti. Il comune infatti, con un’ordinanza a firma del sindaco, aveva disposto la messa in sicurezza del palazzo, che tuttavia presentava livelli di danno talmente elevati che avrebbe reso più conveniente l’abbattimento. Spendere all’incirca 100.000 euro per la messa in sicurezza di un palazzo che poi si sarebbe dovuto abbattere era illogico e inaccettabile.

I condomini non avevano accolto la decisione palesemente sbagliata del comune e, pagando di tasca propria un tecnico di fiducia, avevano fatto eseguire una perizia alla luce della quale chiedevano al sindaco di tornare indietro rispetto alla propria decisione. Il comune, non pago del primo errore, richiedeva un’ulteriore perizia al proprio tecnico, a conclusione della quale, tuttavia, l’ordinanza di messa in sicurezza non veniva revocata. I condomini allora sono stati costretti ad attendere in sede amministrativa il parere dell’ufficio ricostruzione della Regione Marche, il quale si è espresso convenendo con la necessità e l’utilità dell’abbattimento del palazzo, essendo troppo elevato il livello del danno strutturale.

In teoria la storia potrebbe chiudersi qui, ma in pratica ancora non lo è. Se infatti il sindaco non si affretta a revocare l’ordinanza di messa in sicurezza del palazzo prima che scadano i tempi per il ricorso giurisdizionale, i condomini si troveranno costretti, nonostante la risposta dell’ufficio ricostruzione, a depositare il ricorso al TAR Marche, con aggravio dei costi a loro carico che si andranno a sommare a quelli già sostenuti per la perizia tecnica di parte. La questione è grave perché il comune ha perso mesi preziosi durante i quali molti cittadini abitanti in immobili agibili prossimi al palazzo da demolire sarebbero potuti rientrare a casa e perché non è giusto che chi ha casa distrutta debba anche difendersi da questo atteggiamento incomprensibilmente vessatorio.

Da troppo tempo questo palazzo tiene in ostaggio un intero quartiere. Sindaco, i termini per il ricorso scadono a metà settembre: una settimana è più che sufficiente per far risparmiare soldi e tempo ai condomini e per consentire il rientro a casa di molte famiglie in tempi brevi. Si sbrighi!


da Marco Fanelli
Consigliere Comunale Camerino




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-09-2017 alle 19:20 sul giornale del 11 settembre 2017 - 6390 letture

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