Matelica: scuola, Comune, caserma e centro storico. Tanti gli argomenti affrontati nell'assemblea

13/09/2017 - Matelica ridisegnata dal sisma? Forse sì, forse solo in parte. L'amministrazione comunale si trova infatti di fronte a scelte epocali per la città di Matelica, come ad esempio quella di trovare una sede per la scuola elementare o per il Comune.

Sono decisioni che vanno prese in base a tanti fattori e durante l'assemblea pubblica che si è tenuta martedì sera al teatro Piermarini, il sindaco Alessandro Delpriori ha provato a motivare ogni ipotesi vagliata.

Partiamo dalla scuola. Il plesso di via Spontini (realizzato nel '61) non è adeguato sismicamente per ospitare centinaia di studenti: al momento vi si trova all'interno la sede del Comune con i suoi uffici. Un soluzione provvisoria in vista della ricostruzione del nuovo plesso. Sono stati infatti stanziati circa 5 milioni e 400mila euro per la nuova struttura nel post sisma.

Il sindaco ha elencato al pubblico le possibili strade percorribili. La prima è quella di demolire l'edificio di via Spontini e costruirne uno secondo gli standard sempre in via Spontini. L'altra invece è l'acquisto di alcuni lotti in località Boschetto per avere maggiori metri a disposizione e magari riuscire a costruire materna ed elementari insieme senza troppi problemi di spazio. Anche la viabilità non dovrebbe risentirne. Sono state vagliate anche altre soluzioni, come ad esempio dei lotti in via La Malfa o in via Aia Lunga, ma in entrambi casi erano troppe le problematiche da risolvere. Un'altra zona che avrebbe potuto ospitare la nuova scuola era stata individuata nel campo vecchio di Borgo Nazario Saurio, in modo da poter ricavare, con i soldi stanziati, un palas nuovo che sarebbe servito anche agli studenti per fare ginnastica. In questo caso a preoccupare è la viabilità.

Nei prossimi giorni quindi il Comune prenderà una decisione, scegliendo tra le più probabili Boschetto e via Spontini. Ovviamente alla scuola è collegato il discorso degli uffici comunali e del Coc. Due cose ben distinte in quanto il Centro Operativo Comunale deve essere per forza collocato in un locale adeguato sismicamente secondo le norme del 2008. E l'ormai ex sede all'interno del Palazzo Comunale non potrà mai esserlo. A proposito di quel Palazzo, sono stati finanziati interventi per 1 milione e 260mila euro per la parte con i danni minori, ovvero quella degli Ottoni dove si trova la sala multimediale Boldrini e la biblioteca. L'altro lato invece presenta danni molto più gravi per cui bisognerà attendere un pò più a lungo. "Il Comune deve stare in piazza - ha riferito il sindaco - Si crea un giro di persone importante per il tessuto economico del centro storico, quindi lo riporteremo lì". 

L'intenzione è quella di liberare la scuola materna di via Bellini accorpandola alle elementari e spostare lì solo il Coc, lasciando uffici, consiglio comunale e quant'altro nella vecchia sede restaurata di piazza Mattei. 

A proposito di piazza Mattei si è parlato anche della Loggia dei Mercanti, attualmente protetta da impalcature. Il problema in questo caso sembrano essere le fondamenta. "Senza ponteggi il 26 ottobre sarebbe crollata - ha spiegato Delpriori - Ora serve un cerchiaggio esterno delle colonne per cui potevamo entrare nelle graduatorie dei finanziamenti post sisma. Questo però avrebbe significato attendere forse per anni, quindi abbiamo preferito intervenire con i fondi del Comune". 

Sul fronte caserma si stanno studiando due soluzioni che verranno proposte all'Arma nei prossimi giorni. La sede della Forestale, di proprietà del Ministero degli Interni, o il mattatoio, in disuso ed appartenente al Comune. Per quanto riguarda i beni culturali invece sono rientrati nel primo piano di finanziamento il Museo Piersanti e la chiesa di Santa Teresa. Fuori San Francesco e la Beata Mattia. Nel primo caso, visti i gravi danni, ci penserà il Ministero, nel secondo caso, con danni più lievi, interverrà il Comune per una spesa di circa 150mila euro. "La diocesi ed il Ministero hanno preferito dare precedenza alle parrocchie, ecco perché la scelta di Santa Teresa - ha affermato il sindaco - Per noi però ha una grande importanza anche la Beata Mattia e considerato che ci sono danni tuttavia non troppo importanti, abbiamo pensato di intervenire noi. Il sogno è quello di poter tornare al suo interno per la messa di Natale, ma forse sono troppo ottimistico".

A concludere sui lavori pubblici è stato l'assessore Montesi, che ha spiegato di voler puntare, nei prossimi mesi, sulla viabilità e sul centro storico. Per la bretella di San Rocco il Comune spenderà circa 400mila euro, senza aspettare la graduatoria di finanziamenti dell'Anas che potrebbe avere tempi di attesa biblici. In questo modo si prevede l'apertura della strada entro la primavera del 2018. Passi avanti anche per la rotatoria sulla SP256 all'altezza della pizzeria Lucien; mentre per il centro storico, oltre alla loggia, si rimetterà a posto il tratto di vicolo Cuoio, il selciato avanti la torre e quello lungo il corso ed i vicoli adiacenti. Probabilmente, visto lo stato del fondo, serviranno lavori importanti che comporteranno una significativa chiusura di corso Vittorio Emanuele.

Si è parlato anche di sanità e dell'ospedale, con l'intervento dell'assessore Valeriani. Sulla camera mortuaria un cavillo dell'Asur sta bloccando la situazione. Secondo proprio l'Asur infatti al cliente che ne usufruisce spetta il pagamento del personale, ovviamente il Comune si è opposto. "Abbiamo assistito ad una riunione vergognosa con i loro dirigenti - ha detto Montesi - addirittura un rappresentante della Protezione Civile, offeso come noi, si è alzato e se ne è andato. Bastavano 10mila euro per intervenire e riaprire subito il tutto, invece abbiamo aspettato mesi." Altro aspetto da approfondire è quello della Stomatoterapia, con l'ambulatorio sempre più a corto di personale e meno giorni di apertura. "Ci siamo sentiti subito con Maccioni - ha spiegato Valeriani - E' ovvio che qualcosa non va bene, soprattutto perché il ridimensionamento è stato fatto durante le ferie da un giorno all'altro. E' un segnale preoccupante, c'è una delibera regionale che dice quali sono i servizi che devono essere presenti all'interno del nostro nosocomio e noi ci atteniamo a quella. Ora siamo in una fase di dialogo, ma ci aspettiamo di essere ricevuti da Ceriscioli".







Questo è un articolo pubblicato il 13-09-2017 alle 11:03 sul giornale del 14 settembre 2017 - 1979 letture

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