Sae a Camerino, Pasqui replica a Caprodossi: "Slittamento dei tempi per perseguire condizioni migliori"

Gianluca Pasqui 15/12/2017 - Mi fa molto piacere che il consigliere Andrea Caprodossi riconosca e condivida la “battaglia” che sto portando avanti per rivedere il cratere del sisma e suddividerlo in base ai livelli oggettivi di danno.

Tutti, a tutti i livelli, hanno capito che il problema sta proprio nel trattare alla stessa maniera comuni che fanno i conti con problematiche assolutamente e sostanzialmente diverse. È altrettanto chiaro, però, che se ad oggi non si è messa mano a tale questione è perché c’è un problema politico, soprattutto in questo momento di imminenti elezioni. Invito, quindi, il consigliere Caprodossi a farsi interprete all’interno del suo partito, come segretario del PD di Camerino, della necessità di rivedere il cratere, soprattutto con quei sindaci di area che non vedono di buon occhio l’ipotesi di una divisione. Lo stesso sto facendo io, oltre che su tutti i piani istituzionali, anche a livello partitico, ormai da mesi, con i sindaci e gli amministratori della mia area, nella convinzione che il diritto sacrosanto a veder riconosciuta l’oggettività dei fatti non è questione rossa o azzurra, ma è sia rossa che azzurra. Su una cosa, quindi, siamo d’accordo e siccome sono abituato a gioire per quanto otteniamo piuttosto che lamentarmi per quanto non abbiamo, ritengo che il sostegno di Caprodossi almeno sulla questione del cratere sia un significativo e importante passo verso la collaborazione.

Non sono abituato e non mi piace, invece, assumermi le responsabilità di colpe non mie. Mi riferisco a quanto sostenuto dallo stesso Caprodossi (leggi), che vede una colpa dell’amministrazione comunale nei ritardi per le Sae. La procedura, infatti, prevede che l’amministrazione comunichi una serie di aree alla Regione e che quest’ultima individui quelle idonee, comunicandole poi al Comune. Il comune recepisce il documento e sceglie tra le aree idonee quelle su cui procedere, ma poi tutto passa nuovamente nelle mani della Regione, che ha quindi curato la gestione, l’urbanizzazione, la progettazione e la realizzazione delle casette.

Se ci sono ritardi non è certo colpa del sindaco. E, sia chiaro, non ritengo nemmeno che sia colpa della Regione che, anzi, attraverso l’ingegner Stefano Stefoni ci è stata sempre vicina, dimostrando grande disponibilità a valutare e accogliere ogni tipo di miglioramento. In corso d’opera ci siamo ritrovati a valutare interventi che hanno il solo scopo di rendere il più vivibili e il più comode possibili le nuove aree e se c’è stato uno slittamento dei tempi è stato solo ed esclusivamente per perseguire condizioni migliori.

Se, invece, la colpa del sindaco è quella di non aver preferito aree distanti chilometri da Camerino, allora me ne assumo tutta la responsabilità. La nostra è stata una scelta politica fondata sulla convinzione che una comunità rinasce e si ricostruisce se rimane il più vicina possibile alle sue radici e alla sua storia. Abbiamo scelto di non allontanarci dalle nostre mura e se questa decisione sia stata giusta o sbagliata lo decideranno i cittadini nel momento opportuno.


da Gianluca Pasqui
Sindaco di Camerino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-12-2017 alle 14:21 sul giornale del 16 dicembre 2017 - 1490 letture

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