Camerino, Tapanelli scrive a Babbo Natale: "Anno vecchio finito, ma di casette neanche l'ombra"

3' di lettura 17/12/2017 - Dopo quasi quattro anni di consiglio comunale, mi sento in colpa. Sono stato un “cattivo” consigliere. Sarà per questo che tutte le proposte fatte in questi anni sono state bocciate dalla maggioranza? A questo punto, penso di sì e, aggiungo, per fortuna.

Però, voglio rimediare. Almeno ci devo provare. Recentemente ho visto un Sindaco dall’inchiostro facile, che, presa carta, calamaio e penna, ha iniziato a scrivere, tra le altre cose, una serie di lettere ai potenti della ricostruzione.

Se ci aggiungiamo anche il brio della stilografica dell’ex Sindaco Dario Conti, onnipresente alle iniziative politiche della maggioranza, tanto che durante uno degli ultimi consigli comunali qualcuno lo ha (erroneamente?) chiamato Sindaco, viene fuori che abbiamo inondato di missive praticamente tutti i palazzi del potere di Roma. Abbondandis in abbondandum, diceva Totò mentre dettava la famosa lettera a Peppino. Déjà vu?

Io, comunque, me li sono immaginati Gentiloni, Nencini, Mattarella e De Micheli, in fila all’Ufficio Postale di Piazza Colonna, con il numeretto in mano, a maledire gli stalker dei caratteri mobili da Camerino. Allora ho deciso. Voglio aiutare. La collaborazione è fondamentale e l’unione fa la forza. Allora, pensa che ti ripensa, mi sono accorto che, tra le tante lettere, è mancata quella più importante. Eh sì, quella a Babbo Natale.

Allora ecco la proposta; l’aiuto della minoranza. La scrivo io e autorizzo, fin da subito, il Sindaco Gianluca Conti… cioè Dario Pasqui, insomma, quello con gli occhiali… vabbè, quello più giovane, ad utilizzare il testo.

Caro Babbo Natale, ti scrivo così mi distraggo un po’. E siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. È passato un anno e mezzo e c’è una grossa novità, l’anno vecchio è finito ormai, ma di casette neanche l’ombra. Si esce poco la sera, ma anche quando è giorno e compreso quando è festa. Non sappiamo dove andare. Ma la politica ha detto che il nuovo anno porterà un sacco di casette e tutti quanti stiamo già aspettando. Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni povero cristo uscirà dai container e forse gli sfollati faranno ritorno. Ci sarà da mangiare e lavoro tutto l’anno, anche i commercianti potranno lavorare, mentre i politici già lo fanno dato che le elezioni sono in vista. E si farà l’amore, ognuno nella sua casetta, e senza grandi disturbi qualcuno non tornerà: speriamo siano i troppo furbi e i cretini di ogni età.

Vedi, caro Babbo Natale, cosa ti scrivo e ti dico e come sono contento di essere qui in questo momento? Vedi, caro Babbo Natale, cosa ci si deve inventare per tirare a campare e per continuare a sperare? E se quest’anno, poi, passasse in un istante? Vedi, caro Babbo Natale, come diventa importante che in questo istante ci sia la politica seria. L’anno che sta arrivando, tra un anno, passerà e i terremotati si stanno preparando ad un altro anno all’addiaccio. Caro Babbo Natale, qui non è più sufficiente neanche la Provvidenza. Ci sei rimasto solo tu. Sotto l’albero, portaci un po’ di serietà della politica!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-12-2017 alle 19:14 sul giornale del 18 dicembre 2017 - 896 letture

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