Lavoratori 'fantasma' nelle aree Sae: aperte le indagini dopo la denuncia della Cgil

13/01/2018 - Non c’è pace nei cantieri delle Sae. Ancora lavoratori fantasma nei cantieri delle casette del maceratese: sempre sottopagati, alcuni senza contratto e senza i regolari versamenti.

Altri con termini non chiari di impiego. Nove in tutto. Si ripete la stessa scena che, a dicembre, aveva portato la Cgil a puntare il dito contro le condizioni di lavoro di due operai: uno italiano, l’altro romeno, impiegati nei cantieri Sae a Ussita, dalla ditta Europa, consorziata di Gips, a sua volta subappalto di Arcale. Il lavoratore italiano era senza stipendio e busta paga, mentre l’altro era infortunato ma l’incidente non risultava da nessuna parte.

Ora altri nove lavoratori, tutti romeni e sempre della ditta Europa, hanno deciso di uscire allo scoperto e di rivolgersi a Massimo De Luca, segretario Fillea Cgil. Per i primi due operai, la Cgil ha trovato l’accordo con il consorzio Gips i cui vertici già si erano detti ignari di quanto accadeva nell’azienda Europa, rendendosi disponibili a subentrare per tutelare i lavoratori. Ora l’obiettivo è trovare la soluzione anche per gli altri nove. Bisogna recuperare somme, tra stipendi e versamenti di contributi per "migliaia di euro – dice Daniel Taddei, segretario Cgil Macerata - Gli operai che si sono rivolti a De Luca hanno gli stessi problemi retributivi dei primi due. Alcuni senza contratto, altri con contratti di cui non si capisce l’inizio e la fine. E la ditta Europa, intanto, è irreperibile".

L’incontro con il consorzio Gips è per lunedì pomeriggio. "Il consorzio aveva già accettato di prendersi carico della situazione dei primi due operai – spiega Taddei - . Questa situazione, in ogni caso, certifica che non si tratta di episodi singoli ma di un sistema consolidato".

Da metà dicembre, nel frattempo, "c’è stato un esodo di operai dai cantieri – dice - Anche se stanno aumentando le ore versate in cassa edile".

I nove lavoratori sono ora assistiti dal sindacato, anche a livello materiale: la Cgil, come per i primi due, ha trovato loro un posto dove stare. L’operaio romeno risulta ancora infortunato. "La pratica per l’infortunio è stata perfezionata con qualche difficoltà – chiarisce Taddei – poiché la ditta Europa è sparita. Il suo piede ha ancora bisogno di controlli".

Dopo i casi sollevati dalla Cgil, alcuni in odore di caporalato, sono due le procure che hanno aperto un’indagine, inclusa quella di Macerata. Anche l’Anticorruzione ha aperto un’indagine.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-01-2018 alle 11:48 sul giornale del 15 gennaio 2018 - 737 letture

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