Ferito al braccio da un compagno durante battuta di caccia a Esanatoglia, Baldini: "Zona già teatro di un altro grave episodio"

caccia| 18/01/2018 - Ennesimo incidente di caccia avvenuto mercoledì durante una battuta al cinghiale, la forma di caccia di gran lunga più pericolosa, sia per i cacciatori, che per chi si trovasse a passare nei paraggi o abitasse nella zona dove viene svolta.

Un cacciatore è stato ferito ad un braccio da una fucilata esplosa da un compagno di battuta, che gli ha procurato delle gravi lesioni, al punto da essere ricoverato all’ospedale Torrette di Ancona, dove dovrà essere sottoposto ad intervento chirurgico.

L'incidente è avvenuto in loc. Collemare, nella immediata periferia di Esanatoglia, una zona già teatro qualche anno fa di un altro grave episodio, sempre durante una battuta al cinghiale, nel corso del quale un pallettone entrò dalla finestra dell'abitazione di un pittore e si conficcò nel trave, sfiorando la testa dell'artista. Il pericoloso precedente non ha comunque scoraggiato i cacciatori della zona, neppure in una giornata proibitiva dal punto di vista meteorologico, visto che era in corso una vera e propria tempesta di vento, pioggia e grandine, quindi con una visibilità ridotta al minimo, fatto che avrebbe consigliato di rinunciare alla braccata.

Ricordiamo infatti che nel corso delle micidiali “braccate” al cinghiale vengono utilizzate armi che hanno una notevole gittata (con la canna rigata oltre 4,5 Km.), munizioni pesanti a pallettoni e vi partecipano decine e decine di cacciatori, quindi è veramente da irresponsabili praticare questo tipo di caccia a ridosso dei centri abitati come avvenuto ad Esanatoglia.

Ma nulla ferma questa gente, neppure i tanti morti e feriti di questa stagione venatoria che sta volgendo al termine, una stagione da record negativo, se si considera che fino al 31 dicembre erano morte a causa della caccia 28 persone e con un centinaio di feriti, fra questi 10 morti e 17 feriti si trattava di persone innocenti ed estranee al mondo venatorio. Un macabro record che aggiorneremo purtroppo al rialzo alla fine di questa stagione di caccia 2017/2018.

Dalla società civile e dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani, dichiaratamente contrari alla caccia, sta montando quindi sempre di più un vento di protesta e di intolleranza nei confronti di questa pratica pericolosa ed ormai incompatibile con le regole di civile convivenza che ci siamo posti. Chiediamo quindi una ferma e chiara presa di posizione nei confronti della caccia da parte delle varie forze politiche che si affronteranno alle prossime elezioni politiche del 4 marzo e ci aspettiamo che le Istituzioni si riapproprino una volte per tutte della gestione della fauna selvatica, patrimonio collettivo dello Stato e quindi di tutti i cittadini, finora invece sempre delegata dalla politica ad esclusivo uso e consumo del mondo venatorio.


da Danilo Baldini
Delegato LAC Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2018 alle 13:10 sul giornale del 19 gennaio 2018 - 2563 letture

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