De Leo risponde a Per Matelica: "Se chiedere referendum su scuola è causa di linciaggio personale, questo la dice lunga"

14/04/2018 - Prendo atto come una proposta politica riguardante il referendum sulla scuola debba essere accolta così serenamente tanto da suscitare nei miei confronti, da parte del gruppo di maggioranza di cui ancora faccio parte, un comunicato così veemente e grondante di attacchi personali, evidentemente frutto di un estensore dalla penna repressa e con poco autocontrollo (leggi).

Se chiedere il voto dei cittadini su un tema così importante è causa di linciaggio personale, questo la dice lunga su tante cose. Quanto ai rilievi che mi sono stati mossi, non credo che ai matelicesi interessi il resoconto delle chiamate e degli sms da parte dei colleghi della maggioranza a cui il sottoscritto risponde o meno. Né il fatto che, considerate le mie richieste di venire incontro al sottoscritto, almeno parzialmente, su giorni e orari per le riunioni di maggioranza sistematicamente ignorate, dopo un primo periodo di viaggi con relativi costi per rincorrere necessità altrui alla fine abbia deciso di non partecipare. Specie quando la mia partecipazione era risultata del tutto infruttuosa, se penso alle proposte, ad esempio sul tema comunicazione, avanzate internamente a inizio consiliatura e puntualmente ignorate.

Credo sia molto più rilevante il fatto se un assessore risponda o meno alle chiamate o alle lettere dei cittadini, o magari sia presente o meno alle riunioni di Giunta. E qui invito, molto tranquillamente, a compiere un’utile riflessione considerando che in un caso è stato addirittura necessario presentare un’interrogazione dal momento che un gruppo di cittadini ha visto le proprie richieste scritte su un tema specifico cadere del tutto nel vuoto.

Quanto alla mia decisione di astenermi in alcune votazioni in Consiglio, derubricare una scelta politica a scarsa conoscenza della materia trattata è offensivo, frutto di arroganza, scarsa memoria (non era certo la prima volta che mi astenevo) oltreché controproducente. A questo punto infatti, se la mia è mancata conoscenza della materia, non so come si possa definire la circostanza in cui un componente della Giunta, chiamato all’interno del dibattito in Consiglio a esprimersi su un argomento di propria competenza dall’opposizione, reagisca con una granitica scena muta.

Infine, quanto al mio ruolo nell'Amministrazione, è comprovato dai numeri come io sia il consigliere di maggioranza con il più alto numero di interrogazioni, mozioni e interventi in Aula. Chi, infatti, non è chiamato ad un ruolo esecutivo ha il diritto e il dovere di porre questioni secondo regolamento. Ma forse è proprio questo il problema, essendo tutto ciò probabilmente percepito come lesa maestà.

Probabilmente l’intento era di rendere il gruppo consiliare afono, o che al massimo si firmi in maniera collettiva. Con punte di coraggio, peraltro, come in questo caso: un plotone di esecuzione corale contro il sottoscritto quando nessuno, in Consiglio, si è mai alzato per mettere la faccia nel confutare le mie argomentazioni (Sindaco a parte con cui c’è sempre stato rispetto reciproco nella differenza di idee). Con tutto il rispetto, ma quella del gregario non è la mia natura. Sono abituato a prendere responsabilità mie, non comande di altri.


da Pietro De Leo
Consigliere Comunale




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2018 alle 14:33 sul giornale del 16 aprile 2018 - 1894 letture

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