Jovanotti a Roti, il giorno dopo: "Ci sentiamo fortunati perché ci hai regalato un sogno, grazie"

06/08/2018 - E’ stata una giornata memorabile, come pregustavamo. Ci aspettavamo decine di migliaia di persone, ma settantamila sono tante, tantissime. La terra sotto il San Vicino, insostituibile stella polare per tutti i matelicesi sin da secoli, rifugio materiale e morale, è tornata di nuovo a tremare: di vita.

Ci voleva Jovanotti, l’artista più straordinariamente esuberante del panorama italiano, con la sua traboccante e incontenibile energia, con le sue impareggiabili doti empatiche e di coinvolgimento, con il suo unico modo di forgiare e trasmettere emozioni vitali, per suggellare l’ennesima, incredibile, intuizione di Neri Marcorè. Una tribù che balla, fatta di settantamila ragazzi fortunati a pensare positivo perché vivi, che hanno trasformato Roti nell’ombelico del mondo, per impressionare le (furono) pellicole fotografiche dei moderni droni, in quella che è stata facilmente (e a ragione) battezzata la “Woodstock delle Marche”.

Quei sentieri che poco più di settant’anni fa erano dei partigiani combattenti per la libertà di Matelica, delle Marche e dell’Italia, sono stati invasi da un interminabile fiume di persone sin dall’alba (e poi fino alla notte), per ore e ore, e per chilometri, fino all’inizio di un live show difficilmente ripetibile. L’anfiteatro naturale di Roti, con i suoi prati verdi, il profumo inebriante della mentuccia, i colori che solo la montagna d’agosto sa regalare, hanno fatto da cornice a un interminabile inno alla gioia, alla vita, alla libertà, al rispetto. Il resto – per il rispetto del territorio e dell’ambiente ospite – è stato un concerto fatto di un minuscolo palco, pochi strumenti, quattro strumentisti, un cantante, l’eccezionale accompagnamento alla chitarra di Marcorè, ma zero effetti speciali. Se non quelli improvvisi e indimenticabili che possono nascere dall’unione tra un popolo ferito, ma orgoglioso, tenace, accogliente e sempre ottimista, con un artista che è ad un tempo solo cantante, poeta, intrattenitore, presentatore, ipnoterapeuta delle folle.

Jovanotti ha coinvolto il pubblico in ogni pezzo, ha più volte stuzzicato l’orgoglio marchigiano, ha rotto continuamente l’incantesimo dello spettacolo preparato e pre-confezionato per dialogare coi presenti, si è inginocchiato per cantare e suonare una canzone di Bennato con una bambina di dodici anni, ha voluto decine di persone a suonare percussioni vicino a lui, non ha avuto paura a gettarsi tra la folla per abbracciare, farsi abbracciare, e trasmettere ai suoi fans quella stupefacente voglia di vita che è palpabile e immediatamente percepibile ovunque egli vada e faccia spettacolo.

Prima di andarsene, si è fatto simbolicamente promettere dal pubblico – per ben tre volte – di “mantenere quest’entusiasmo”, con un tono di affetto , quasi di vicinanza paternale. La voce storica dello spettacolo del TG1, Vincenzo Mollica, ha definito Matelica una “zona incantevole delle Marche”, Jovanotti ha parlato di “luoghi e gente meravigliosa”. RisorgiMarche, per Marcorè che l’ha concepita, aveva due grandi obiettivi: lenire le ferite dell’anima di chi in pochi secondi di catastrofe ha perso tutto e tenere la luce accesa su un territorio generoso che ha ancora tanto da offrire e regalare.

Non era facile chiudere questo incredibile Festival itinerante. Era ancor più difficile dare vita ad un evento di tale portata, in pochissimi giorni. Che, va sottolineato, è stato reso possibile grazie al lavoro infaticabile di centinaia di volontari dei corpi di soccorso e di assistenza, di funzionari delle istituzioni e degli enti coinvolti, delle forze di polizia e di protezione civile, oltre, ovviamente allo staff impagabile di Risorgi Marche.

“Voi siete pazzi, voi siete pazzi!” hai detto, Jova, quando hai visto la marea umana che ti aspettava da ore, festante, sotto al sole. Noi siamo pazzi, proprio come te, ma da ieri ci sentiamo anche un pò fortunati perché ci hai regolato un sogno. Grazie.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-08-2018 alle 12:45 sul giornale del 07 agosto 2018 - 10606 letture

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