Settimana del Pianeta Terra nel segno di Unicam

06/10/2018 - In occasione della Settimana del Pianeta Terra, in programma da domenica 14 a domenica 21 ottobre 2018, l’Italia va alla scoperta delle Geoscienze.

A Camerino è in programma un interessante seminario laboratorio in programma giovedì 18 ottobre dal tema “Siro e le orme mesozoiche scoperte sul Monte Conero”, presso l’Auditorium Benedetto XIII dalle ore 9,30 alle 12. Siro è il nome che è stato scelto dagli autori della ricerca per questo antico e sconosciuto rettile marino, dello stesso periodo dei dinosauri terrestri, che ha lasciato impressa una pista, scoperta recentemente, nelle rocce del Monte Conero depostesi in mare profondo.

Durante un interessante seminario-laboratorio, un gruppo di studenti delle scuole superiori potrà ripercorrere la storia di questo straordinario territorio che, nel Mesozoico (Era suddivisa in tre periodi: triassico, giurassico e cretaceo, che va da circa 250 a 66 milioni di anni fa), a partire da circa 210 milioni di anni fa era ricoperto dalle acque di un antico oceano chiamato Tetide, mentre la terraferma era popolata da dinosauri di ogni genere. L’archeologo maceratese Luca Natali insieme al geologo Giuseppe Crocetti e al biologo Alessandro Blasetti (nella foto sopra), entrambi del Museo delle Scienze Unicam, esporranno la storia del rinvenimento, e il loro relativo studio scientifico, di tale pista lasciata da Siro, questo antico abitante dell’oceano che, muovendosi su un fondale marino profondo,ha lasciato le sue tracce sulle rocce affioranti sul Monte Conero, risalenti a circa 110 milioni di anni fa.

Quello di Camerino si preannuncia un seminario affascinante e di grande interesse da parte dei giovani studenti, provenienti da tutto il maceratese. “Il seminario è rivolto principalmente agli studenti delle scuole superiori – dice il geologo Giuseppe Crocetti di Unicam - e quindi, oltre alla narrazione della ricerca scientifica, si cercherà di coinvolgerli anche facendoli partecipare attivamente a piccoli laboratori o dimostrazioni collegate alle varie fasi dell’indagine. Questo evento è in realtà un’anticipazione della presentazione ufficiale della ricerca, che al momento è in stampa presso una rivista scientifica di livello internazionale. Gli studenti che parteciperanno alla manifestazione saranno circa 250 e provengono dal Liceo Scientifico “L. da Vinci” di Civitanova Marche, dal Liceo Scientifico “Filelfo” di Tolentino, dai Licei di Camerino, dall’I.T.C.G. “G. Antinori” di Camerino e dall’ I.P.S.I.A. “G. Ercoli” sempre di Camerino. Ci auguriamo, inoltre, la partecipazione da parte degli studenti universitari e dei cittadini del nostro territorio".

Le caratteristiche di questo misterioso animale preistorico rimandano al periodo giurassico. Le sue tracce sono state trovate in più punti delle Marche. “Dai dati che abbiamo raccolto presumiamo che si tratti di un tetrapode – prosegue Crocetti - cioè un rettile marino dotato di quattro zampe, che abbiamo deciso di chiamare Siro, perché le sue tracce si trovano nel territorio del Comune di Sirolo. Ma ora non voglio rivelare altro per non togliere il piacere della sorpresa a chi parteciperà alla manifestazione. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, sono solo due al mondo le piste fossili, ovvero le tracce della camminata di un essere animale in un suolo antico, con caratteristiche simili alla nostra, cioè impresse in sedimenti depostisi in mare profondo: una è stata segnalata qualche decina di anni fa nell’interno della provincia di Pesaro e Urbino; un’altra si trova in Cina, la cui segnalazione è più recente e risale al 2014.”

L’università di Camerino ha partecipato in primis, con i suoi ricercatori, a risalire a Siro. “La pista è stata notata dall’archeologo ed esploratore Luca Natali qualche anno fa – conclude Crocetti - che ha partecipato a numerose spedizioni scientifiche in tutto il mondo ed ha anche preso parte a diverse campagne di scavo paleontologico. Questa sua esperienza lo ha portato a comprendere che quello che aveva notato per caso sul Monte Conero aveva delle caratteristiche particolari. Sempre la sua grande esperienza lo ha portato nel 2015 a rivolgersi a noi del Museo delle Scienze dell’Università di Camerino, confidando nella conoscenza intima della geologia del territorio umbro-marchigiano della prestigiosa “Scuola di Geologia” dell’Ateneo camerte, di cui fa parte anche il direttore del Sistema Museale il prof. Gilberto Pambianchi, che sono onorato di aver avuto come docente, unita alla grande esperienza pluridecennale nel campo della biologia e del recupero di resti fossili del mio collega dott. Alessandro Blasetti. Da quel momento ci siamo attivati nella ricerca sotto la supervisione del dott. Stefano Finocchi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche che ha delegato il dott. Filippo Invernizzi nel seguire le fasi della campagna di indagine sul luogo del rinvenimento".

“E’ stato un lavoro durato quasi quattro anni i cui risultati saranno svelati in parte durante la manifestazione e in parte nella presentazione ufficiale – aggiunge Crocetti - che seguirà l’uscita imminente della relativa pubblicazione scientifica. Abbiamo voluto rivolgere questa iniziativa ai ragazzi delle scuole con lo scopo di farli appassionare allo studio delle scienze, perché il nostro territorio cela ancora molte cose da scoprire, e vogliamo lasciare l’auspicio che un giorno saranno proprio loro a raccontarci le scoperte che avranno fatto.”

La 6a edizione della Settimana del Pianeta Terra è dedicata alla scoperta delle nostre risorse naturali – montagne e ghiacciai, grandi laghi, fiumi, colline, coste e paesaggi marini, isole, vulcani – sia le più spettacolari, sia le meno conosciute, ma non meno affascinanti: quelle che abbiamo la fortuna, spesso senza saperlo, di avere proprio a due passi da casa. La finalità è quella di far appassionare i giovani alla scienza, alle geoscienze in particolare, e trasmettere l’entusiasmo per la ricerca e la scoperta scientifica. Le Marche sono in prima fila sul fronte della geoscienza e dell’Associazione Settimana del Pianeta Terra, il cui presidente è il professore Rodolfo Coccioni, ordinario di Paleontologia e Paleoecologia presso l'Università degli Studi di Urbino. Fra gli eventi organizzati per l’edizione di quest’anno nelle Marche troviamo: passeggiate tra panorami fiabeschi lungo il sentiero che conduce alla Grotta del Mezzogiorno e al Foro degli Occhialoni all’interno del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi; un viaggio di circa 140 chilometri dalle dolci colline dell'antico ducato di Urbino agli aspri versanti di Monte Nerone, proseguendo poi verso la suggestiva Gola del Furlo; sulle tracce della storia attraverso il Parco geo-paleontologico-archeologico Valle dell'Elce di Gagliole nell’appennino maceratese, dove affiora una successione completa e continua di rocce e sedimenti che rappresentano gli ultimi 200 milioni di anni della storia del territorio.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2018 alle 16:49 sul giornale del 08 ottobre 2018 - 803 letture

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