Pasqui riaccende la lampada della fede e della speranza sull'urna di Santa Camilla Battista da Varano

18/10/2018 - A distanza di due anni, Camerino e le suore Clarisse del Monastero di Santa Chiara, sono tornati a festeggiare l’anniversario della canonizzazione a Santa della beata Camilla Battista da Varano.

Sono trascorsi 8 anni da quella festa in Piazza San Pietro del 17 ottobre 2010 che ha segnato una data storica per la città ed il movimento ecclesiastico locale in generale. Da due anni, a causa del terremoto, che ha gravemente danneggiato monastero e chiesa di Camerino, si era spenta la fiammella che alimenta la lampada sopra l’urna della Santa, in segno di devozione e speranza.

Quella speranza di riavere la struttura originale, al momento è stata accontentata con il nuovo monastero in legno donato alle sorelle clarisse ed inaugurato lo scorso 16 settembre, realizzato all’interno del perimetro di quello originale. Nella nuova chiesina di lego, in un clima raccolto e carico di emozioni, mercoledì sera è stato ricordato l’ottavo anniversario della canonizzazione di Camilla Battista a Santa con una solenne celebrazione presieduta da padre Ferdinando Campana (Ministro Provinciale dei frati minori delle Marche) insieme a don Marco Gentilucci, accompagnata dal coro delle clarisse.

In una chiesa gremita, la cittadinanza ha dimostrato tutta la propria devozione ed il proprio amore verso Santa Camilla Battista, che come ha ricordato padre Campana è stata una delle principali protagoniste della riforma ecclesiastica nel periodo in cui è vissuta (1458 -1524). “Abbiamo atteso per secoli la canonizzazione di Santa Camilla Battista – ha detto padre Campana all’inizio dell’omelia – e questa ora costituisce un valore di estrema importanza, sia per l’esempio che la Stessa ha dato, per il tipo di famiglia a cui apparteneva e per il periodo storico che ha vissuto. Di Santi ce ne sono tanti, ma non tutti i Paesi ce l’hanno. Camerino, con Camilla, ne ha uno proprio, tutto suo e questo ha valore prezioso per tutta la gente e la popolazione ecclesiastica”.

Al termine della cerimonia religiosa è stato il sindaco Gianluca Pasqui a riaccendere la lampada sopra l’urna, alimentata con l’olio offerto dal Comune. Tutta la zona del camerinese (e dell’allora ducato) è ricca di storia e luoghi di culto, che dimostrano l’importanza ed il significato del francescanesimo, e tutt’oggi ricoprono un ruolo fondamentale per la fervida attività religiosa. Il Monastero delle sorelle Povere di Santa Chiara è uno di questi. “Per noi è un momento di grande gioia tornare a festeggiare l’anniversario della canonizzazione – dice l’abbadessa del monastero di Camerino Suor Chiara Laura – in quanto siamo molto legate alla nostra città, alla nostra chiesa ed alla nostra Santa. Dover abbandonare subito il nostro convento è stato molto duro, ma non abbiamo perso mai la speranza di ritornare. Noi lo volevamo fortemente ed anche la gente di Camerino ci chiedeva: quando tornate? Abbiamo bisogno di voi! Questo ci ha dato coraggio, forza e fatto sentire sempre vicine alla nostra gente e alla nostra città. Oggi vogliamo condividere questo momento di gioia e di preghiera anche con tutti i benefattori, che ci hanno permesso di rientrare donandoci questa struttura in legno. Noi siamo poche, abituate al sacrificio, ma ci stiamo bene”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it






Questo è un articolo pubblicato il 18-10-2018 alle 12:05 sul giornale del 19 ottobre 2018 - 1548 letture

In questo articolo si parla di attualità, camerino, angelo ubaldi, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aZwd