Il centro di diagnosi prenatale di Loreto punto di riferimento anche fuori regione. Parla il primario Cecchi

6' di lettura 26/02/2019 - L'Asur Marche tra gli innumerevoli servizi sanitari erogati vanta in particolare quello del Centro di Diagnosi Prenatale di II livello di Loreto che è diventato, a soli ben due anni dall'inaugurazione, un'eccellenza della nostra sanità e punto di riferimento anche da fuori Regione per le mamme che vi si rivolgono per i più svariati motivi.

Dai sospetti di patologia fetale o per rischi da assunzione di farmaci, per familiarità fino ai problemi derivanti dall'esposizione a radiazioni o per malattie infettive contratte in gravidanza e a rischio per danni al prodotto del concepimento, con un incremento del +58% rispetto al 2017.

Un Centro dove chiunque vi si rivolge può trovare personale sanitario di alto profilo professionale e umano capace di dare risposte esaustive a sospetti e dubbi sulle malattie, e in grado di accompagnare le gestanti attraverso un percorso consapevole verso la soluzione migliore ai problemi riscontrati sia per la salute della mamma che del nascituro. I dati del report 2018 parlano chiaro: su un totale di 11492 prestazioni erogate vi è stato un incremento del 49% rispetto all'anno precedente (6873 vs 4619) ed un afflusso di 1026 nuove pazienti, di cui 166 da fuori regione, con tempi di attesa medi per l'erogazione delle prestazioni di soli 4.3 giorni.

Nella nota città mariana, un'equipe di professionisti guidati dal Primario Dott. Alessandro Cecchi (di Camerino) in una struttura all'avanguardia tecnologica, ubicata in un'ala all'interno dell'Ospedale Santa Casa, pone al centro della sua attività principale il feto con tutte le problematiche connesse e attorno ad esso fa ruotare il mondo sanitario, con le sue regole e i suoi continui mutamenti. A tutte le pazienti viene offerto un colloquio consultivo ad ogni accesso, anche in corso di follow up, per permettere a loro e al partner di poter seguire l'evoluzione della situazione coinvolgente il proprio bambino.

Dott. Cecchi, i numeri del Centro di Diagnosi Prenatale dimostrano la qualità dei servizi offerti alle mamme, in particolare quali sono le patologie malformative più frequenti? "Il Centro sta diventando sempre più un punto di riferimento importante per tutta la comunità marchigiana sia per le donne italiane che per le straniere, infatti la percentuale di accesso per queste due tipologie di popolazione rispecchia perfettamente la percentuale dei relativi parti a livello nazionale. Questo dato dimostra come al Cur di Loreto si rivolgono tutte le mamme marchigiane, parimenti italiane e straniere, a riprova della qualità delle prestazioni erogate che sono in grado di soddisfare le richieste di un'utenza universale. Un altro dato interessante e significativo è l'aumento percentuale dal 2017 al 2018 della provenienza della popolazione da parte delle zone più estreme della Regione, confermata dal trend del primo mese 2019: dove l'Area Vasta 1 ha una percentuale di afflusso dell'11% (nel 2017 era l'1%) mentre è del 35% quella proveniente dall'Area Vasta 2, del 22% dall'Area Vasta 3, del 19% dall'Area Vasta 4 e del 13% dall'Area Vasta 5; riscontrando un maggior afflusso dalle zone limitrofe del Centro. Da sottolineare come anche da fuori Regione si è assistito ad un aumento percentuale importante di pazienti dall'Umbria e dall'Abruzzo: in totale con un aumento del 68% e una ridistribuzione uniforme delle richieste sanitarie. I dati registrati giustificano l'esistenza del Cur dell'Asur Marche quale scelta strategica della Sanità marchigiana per garantire l'eccellenza nelle erogazioni dei servizi sanitari. La maggior parte delle malformazioni osservate sono state cardiopatie, nel 2018 su 26 casi diagnosticati 23 sono stati quelli operati e gestiti in modo da proseguire il percorso, 22 con successo, soltanto 3 hanno interrotto la gravidanza. Più in generale, possiamo dire che globalmente il 60% delle patologie malformative più gravi, comprese quelle cromosomiche, hanno proseguito la gravidanza ed è un ottimo risultato, frutto di un lavoro multidisciplinare che ha visto coinvolti numerosi specialisti dell'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona. A titolo esemplificativo, si parla di 300 consulenze “super” specialistiche realizzate nell'arco di un anno da parte di questi medici, che sono testimonianza tangibile dell'impegno profuso a favore dei nascituri e delle famiglie che vivono il dramma delle patologie del loro bimbo diagnosticate in utero".

Di recente il Governatore Luca Cerescioli ha inaugurato due ecografi molto all'avanguardia, di cosa si tratta? "Parliamo di due ecografi Voluson E10, il sistema più avanzato disponibile in commercio in grado di risolvere in tempi più brevi le sfide diagnostiche più complesse, in particolar modo nel campo dell'ecocardiografia fetale dove i pazienti si rivolgono per ottenere risposte affidabili. Grazie a questo sistema ecografico è incrementata l'efficienza e la precisione degli esami, si è in grado di connettersi e condividere con sicurezza i risultati dell'ecografia con pazienti e colleghi e, in particolare, di studiare il cuore fetale in maniera più efficiente e rapida".

Il Cur di Loreto è diventato in breve tempo un qualificato Servizio dell'Asur Marche che effettua, con competenza e celerità, la diagnosi prenatale di II livello. Dove sarà necessario potenziare le risorse e le attività? "Credo che il nostro Centro, se si eccettua la regione Toscana, è l'unico dell'Italia centrale che funge da punto di convergenza unico per tutta la Regione per la parte della diagnosi prenatale. Noi abbiamo un tipo di schema di rete clinica unico in Italia, questo è stato possibile perchè le Marche sono una regione piccola, ma teniamo presente che ad oggi questo Servizio, così come è concepito, è presente solo nelle Marche e non è attivo in regioni limitrofe, quali ad esempio l'Umbria e l'Abruzzo. Oggi il Cur è riuscito ad espandere l'offerta sanitaria sul territorio marchigiano, ma soprattutto ad ottimizzarla con relativo abbassamento dei tempi di prenotazione e di conseguenza anche di offerta della prestazione, che vanta standard elevati sia come tempistica che come numeri. La richiesta delle prestazioni sta, infatti, aumentando in modo molto vistoso: se consideriamo le 1023 persone che si sono rivolte al Cur nel 2018, queste rappresentano più del 10% delle gestanti che hanno partorito (9893): cioè una donna su 10 si è avvalsa dei servizi offerti dal Centro. Questo dato non soltanto ne giustifica l'esistenza, ma in futuro la necessità di potenziarne l'assetto organizzativo con attrezzature specialistiche dedicate e nuovo personale tecnico e di consulenza, in grado di mantenere minimale il tempo che intercorre tra la richiesta degli esami specialistici e la relativa prenotazione e garantire un sempre più elevato livello prestazionale e diagnostico".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-02-2019 alle 15:00 sul giornale del 27 febbraio 2019 - 5078 letture

In questo articolo si parla di attualità

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/a4Gs





logoEV