La primaria di Camerino incontra l'arco (foto)

17/04/2019 - La scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “Ugo Betti” di Camerino, nell’ambito del Progetto “Alla corte dei Da Varano: impara l’arte e …”, nato con l’intento di favorire le attività intra scolastiche che realizzino la funzione della Scuola come centro di produzione culturale, storica, sociale e civile, è lieta di presentarvi: LA SCUOLA INCONTRA L’ARCO in collaborazione con l’associazione Aspidum Sagittas Asd di Camerino.

Quest’ultima è stata fondata nel 2018. Sebbene giovane vanta già attività di promozione e d'avvicinamento al tiro con l’arco in eventi ludici, feste e rievocazioni storiche in diversi comuni delle Marche. Affiancando all'esercizio del tiro con l'arco laboratori per bambini per la creazione di bersagli o nella costruzione delle frecce come "La notte dei lupi a Montemonaco e Borgo in gioco a Sarnano”. Nelle rievocazioni storiche presenzia con accampamenti storici curando tutti i dettagli dei piccoli stazionamenti medioevali. A scuola porta attività di insegnamento di Pratica di tiro dai più piccini agli adulti, con la presenza di un tecnico educatore sportivo U.I.S.P. e un tecnico secondo livello A.S.I. specializzati nell'arte arcieristica.

L'associazione Aspidum Sagittas vuole porre attenzione alla storia e all'evoluzione del tiro con l'arco, sia nel cambiamento dei materiali utilizzati sia nella didattica del tiro stesso, piccole lezioni di storia sulle abitudini degli arcieri attraverso i secoli e con la prova del tiro con l'arco. “Ho sempre ritenuto fondamentale in qualsiasi disciplina capire e conoscere come questa sia nata ed evoluta e si sia sviluppata attraverso il tempo”, afferma Andrea Ercoli, fondatore, presidente e maestro-istruttore dell’associazione.

L’incontro inizia con una semplice domanda: "Secondo voi quanto tempo fa l'uomo ha inventato l'arco?" Giá tutti i bambini della prima classe sono in grado di dare come risposta "nella preistoria" oppure "è stato inventato dall’uomo delle caverne". “A questo punto mostro loro - continua Ercoli - una stampa delle tante che uso raffigurante delle pitture rupestri della grotta di Lascaux con figure stilizzate di uomini che con i loro archi e frecce cacciano grossi animali cornuti”.

Si spiega, quindi, che i loro archi erano costruiti da un unico pezzo di legno e si passa a spiegare come erano fatte le frecce. “Con noi abbiamo delle ottime riproduzioni di punte di pietra di selce che i bambini si passano in un sacchetto di pelle. Possono anche manipolare una freccia costruita da me con punta di selce legata con fibre vegetali e collanti naturali.”

Spiegata poi la funzione delle piume di coda il nostro viaggio continua attraverso la storia e i secoli passando dall’antico Egitto ai popoli del nord Europa spiegando come venivano costruiti gli archi laminati unendo diversi tipi di legno, fino alla suprema arte dell’arco composito asiatico, dei grandi guerrieri a cavallo, in tutte le sue parti. Questi ultimi due sono anche visionabili dal vivo dai bambini. Un momento significante, data anche l’importanza che lega la nostra città alle sue tradizioni di rievocazione, legata al periodo medievale. L'arco diventa sempre piú importante come strumento sia da caccia che da guerra.

Sempre con le immagini stampate i bambini vedono come si presentava un arciere inglese della Guerra dei Cento Anni in tutto il suo corredo e nelle attrezzature specifiche. Attraverso le varie proposte i ragazzi scoprono l’utilizzo dell’arco come strumento strettamente correlato al proprio corpo e quanto sia importante la ripetitività del movimento per l’interiorizzazione del gesto e il raggiungimento del risultato. La motivazione di base è il divertimento e la gioia di partecipare; il godimento immediato garantisce la prosecuzione anche se l’attività può risultare faticosa. Finita questa parte di introduzione i bambini vengono aiutati a tirare con un arco scuola verso un bersaglio disegnato su juta. Utilizzando il tiro servo assistito è facile per tutti i bambini scagliare un paio di frecce e colpire il bersaglio senza problemi.

Gli incontri si svolgono di lunedì, dal 22 febbraio al 8 aprile 2019, per concludersi il 15 aprile con il concerto dei Winieload, parola tedesca che significa canti amici o canti popolari.

Il gruppo, nato nel 2014, è il progetto di "archeologia sperimentale musicale" della compagnia Fortebraccio Veregrense. Si ripropone di ricercare, esplorare e ricostruire la musica altomedievale, riproponendo brani soprattutto di natura popolare, profana, attingendo dalla tradizione orale, dai manoscritti, dall'epica, utilizzando, e anche in parte realizzando, repliche degli strumenti dell'epoca giunti fino a noi tramite reperti (Lira di Trossingern e Sutton Hoo, flauti di osso), iconografia (citola carolingia, crotta gallese, gemshorn ed altri). Gesta di cavalieri e paladini, lingue a noi lontane, giuramenti di eterno amore di una dolce troll incantano gli alunni dai sei agli undici anni. Occhi attenti, curiosi e meravigliati ammirano i racconti di canti e melodie di un’Europa d’altri tempi. Una storia in musica difficile da dimenticare.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2019 alle 11:50 sul giornale del 18 aprile 2019 - 1592 letture

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