La Giulietta di Enrico Mattei torna a Matelica: vinta la battaglia legale della nipote Rosy

3' di lettura 06/06/2019 - Anche l'Alfa Romeo Giulietta acquistata nel 1958 e di proprietà dello stesso Enrico Mattei, tornerà a casa, a Matelica ed andrà a completare la collezione dei documenti storici, personali del fondatore e primo presidente dell'Eni, raccolti nell'omonimo museo all'interno del palazzo di famiglia a Matelica.

Quella Giulietta, tanto cara a Mattei, è stata custodita prima al garage dell'Eni all'Eur a Roma, dove per anni è stata messa in moto ogni domenica dal suo fedelissimo autista Antonio Freddi, per conservarla e renderla sempre efficiente. Successivamente la vettura è stata trasferita a Pomezia, nella sede dell'archivio storico dell'Eni, dove si è recata nei giorni scorsi la nipote, la signora Rosangela Mattei, per sbrigare gli ultimi dettagli.

E' recente, infatti, il riconoscimento di tutta la documentazione e degli atti presentati da Rosangela per chiedere in custodia definitiva l'auto dello zio Enrico. Il giudice ha riconosciuto l'affidamento di diritto a parenti ed eredi. Così la signora Rosangela ha vinto la lunga battaglia con l'Eni per avere indietro l'autovettura.

La Giulietta di Enrico Mettei, uno dei personaggi più importanti della storia italiana del dopoguerra, che ricevette la laurea honoris causa in Chimica presso l’Università di Camerino il 27 aprile del 1960 e di Urbino nel 1962, è stata l'ennesima conquista della famiglia Mattei nel riunire tutti i cimeli più importanti e significativi della vita di Enrico. Fra quest'ultimi gli oggetti personali di Enrico Mattei, recuperati la notte del 27 ottobre 1962 nelle campagne di Bascapè (nel pavese), quando perse la vita in un tragico disastro aereo, insieme a Irnerio Bertuzzi (pilota del bimotore Morane Saulinier 760 B dell'Eni) ed al giornalista statunitense William Mc Hale. Disastro che prese subito in contorni del giallo, fu definito poi in incidente, ma i famigliari non ci hanno mai creduto. Determinanti per la riapertura dell'inchiesta sulla morte di Mattei, le testimonianze al processo per la morte del giornalista siciliano Mauro De Mauro e quei reperti (frammenti di aereo e oggetti personali) raccolti da Rosangela sul posto dell'incidente il mattino successivo (oggetti personali e resti del bimotore).

Gli oggetti personali di Enrico sono stati riconsegnati alla famiglia solo il 10 dicembre 2018 su ordinanza del presidente del Tribunale di Pavia ed ora sono custoditi nel museo di famiglia. Ci sono: la borsa con i suoi documenti personali, una macchina fotografica piccola danneggiata dall’esplosione (simile a quella che aveva regalato poco tempo prima proprio a Rosangela), i suoi occhiali, parte dell'anello ed altro. Documentazione raccolta e pubblicata nel secondo libro di Rosangela Mattei, che ha dedicato tutta la sua vita a cercare la verità sulla morte dello zio, intitolato “La mia vera storia. Enrico Mattei” uscito il 29 aprile scorso e completo di foto, documenti, perizie che provano come non si sia trattato di un incidente, ma di un attentato, con l'esplosione di una bomba collocata sull'aereo e che esplose a soli 15 km dall'aeroporto di Linate, dove doveva atterrare di ritorno da Catania.


di Angelo Ubaldi
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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2019 alle 11:59 sul giornale del 07 giugno 2019 - 4034 letture

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