Il calore di Camerino per Papa Francesco (foto)

5' di lettura 16/06/2019 - Un'invasione pacifica a Camerino per la visita di Papa Francesco.

Tanti fedeli sono giunti nei pressi della città ducale già dalle prime ore dell'alba per vedere il Santo Padre.

Il pontefice è atterrato con il suo elicottero in mattinata presso gli impianti sportivi a Le Calvie. Ad attenderlo c'erano l’Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, S.E. Mons. Francesco Massara, il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, il Prefetto di Macerata, Dott.ssa Iolanda Rolli, il Presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, il Sindaco di Camerino, Sandro Sborgia e il Rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari. A seguire, dopo i saluti istituzionali, Francesco si è spostato nelle Sae in zona Cortine per poi raggiungere piazza Cavour dove è stata celebrata la Santa Messa con l'Angelus.

Agli sfollati fuori dalle loro case provvisorie il Papa ha rivolto un saluto particolare: "Buongiorno a tutti voi. Io avrei voluto visitare tutte le case, ogni casa… Ma non è possibile e per questo vi saluto da qua e do la benedizione a tutti voi - ha spiegato il Papa - Sono vicino a ognuno di voi. Sono vicino. E prego per voi, perché questa situazione si risolva al più presto possibile. Grazie per la vostra pazienza e per il vostro coraggio. Voi, pregate per me".

Tante le strette di mano, le foto e i saluti ravvicinati a Francesco che non ha avuto timore a sfilare davanti ai numerosi fedeli sotto un sole cocente. Il Papa è anche entrato in casa di alcuni di loro, esprimendo personalmente la sua vicinanza agli sfollati residenti nelle Sae. Per lui un vero e proprio bagno di calore e affetto, con striscioni inneggianti al suo arrivo, abbracci e doni dei bambini, che gli hanno regalato un quadro raffigurante tante mani (che tendono ad un aiuto) realizzate dagli stessi ragazzi. Foto, abbracci e selfie del pontefice all’interno e fuori delle Sae, dove le emozioni sono state grandi e forti, come quella di Stefania, che non era la prima volta che riusciva a stringere la mano ad un Papa. “Mi veniva da piangere – dice Stefania – è la stessa emozione che ho provato anche in passato prima con la visita a Camerino di Woytila nel 1992 e sempre con lo stesso papa a Cesi dopo il terremoto del 1997. Posso ritenermi fortunata di essere capitata sempre nel punto giusto ed ogni volta l’emozione è stata grande, ho avuto i brividi e devo dire anche commozione. Anche a lui sono affidate le nostre speranze. Con questa visita così lunga ha riacceso l’attenzione su Camerino e gliene siamo grati”.

A seguire il passaggio fra applausi e scatti attraverso il quartiere di San Paolo e Madonna delle Carceri fino in Duomo, in piazza Cavour, per la celebrazione della messa, dove anche in questo caso, per necessità di spazi e disposizioni relativi a diretta, ospiti, autorità e rappresentanze varie, solo alcune centinaia di persone della popolazione locale hanno potuto trovare spazio. A concelebrare la messa, in diretta su Rai 1 e Tele2000 (rete Vaticana), che hanno trasmesso anche i momenti salienti di tutta la mattinata del Papa a Camerino, il vescovo Francesco Massara ed il Cardinale Menichelli. Sul palco anche l’ex vescovo Francesco Brugnaro ed il vescovo di Cremona, il camerte Antonelli Napolioni. Insieme a loro il parroco di San Venanzio don Marco Gentilucci.

A conclusione dell’omelia significativo il messaggio del vescovo dell’arcidiocesi di Camerino e San Severino Marche mons. Francesco Massara, che rivolgendosi a Papa Francesco ha paragonato il dramma del sisma a quello relativo al cieco Bartimeo, nel senso che il sisma ha provocato la cecità di un territorio bello, storico, accogliente e falcidiato i suoi abitanti. “Storie di cecità indotte dagli eventi – ha sottolineato Massara – che ho trovato negli occhi della gente. Uomini e donne segnati dalla dolorosa perdita di ciò che si ha più caro, desiderosi di rialzarsi, ma incapaci di riprendere il cammino. Il sisma infatti per le sue vaste proporzioni ha avuto un triplice effetto: ha sventrato le case, ha strappato dal cuore della gente ogni speranza e infine purtroppo ha dato vita a un'ulteriore terremoto, ovvero quello delle promesse. La ricostruzione si è lasciata ingabbiare dalla burocrazia”.

Finita la messa, dopo che Papa Francesco ha abbracciato la popolazione in piazza Cavour, pontefice e vescovo camerte si sono diretti a bordo di un’auto scoperta lungo le vie del centro fino al santuario di Santa Maria in Via, simbolo delle ferite e della zona rossa camerte, dove sono entrati per constatarne lo stato dopo i crolli. Con loro anche il neo sindaco Sandro Sborgia. Un saluto alle forze dell’ordine per il lavoro svolto nell’emergenza ed ancora fino ad oggi, poi il pontefice è andato a consumare il pranzo presso il centro di comunità San Paolo con i sacerdoti della Diocesi.

Nel primo pomeriggio, dopo aver incontrato al palasport comunale circa 200 bambini pronti alla prima comunione nel territorio dell'arcidiocesi, Francesco è ripartito per il Vaticano in elicottero passando sopra i cieli di San Severino per un saluto alla città dall'alto.

(clicca sulle immagini per ingrandire)


di Riccardo Antonelli e Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 16-06-2019 alle 12:26 sul giornale del 17 giugno 2019 - 5338 letture

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