Matelica, Ciccardini: "Stiamo cercando di superare le difficoltà per rendere fruibili teatro e museo"

3' di lettura 10/08/2019 - Sarebbe bello organizzare e fare gli splendidi con mostre altisonanti e un Museo sempre aperto.

Qualche remora viene quando per far questo si corre il serio rischio di subire deficit pesanti o ricorrere a finanziamenti regionali per pareggiare gli elevati costi nel realizzare mostre a fronte di contenuti incassi da bigliettazione. Rischio che ritengo al momento opportuno non correre, né far correre. Si apre il Museo, si chiude il Teatro e viceversa. Questo sta diventando il ritornello/tormentone estivo che tanto piace a qualcuno. Capisco che può sembrare poca cosa, o forse bizzarro, ma stiamo cercando di superare le molte difficoltà, non ultime quelle economiche, per rendere fruibile il Teatro e in parte il Museo, sempre con personale qualificato.

A taluni, in questo caldo agosto, piace rimarcare che il Museo ha un’apertura ridotta rispetto al passato, aspetto che ho già avuto modo di spiegare; frutto della pesante posizione debitoria in capo al Piersanti. Provo a essere più concreto prendendo in considerazione la mostra del 6.11.2015 “Luca di Paolo e il Rinascimento nelle Marche”; analogo approccio può essere fatto anche per le altre due mostre, sempre realizzate al Piersanti. Gli organizzatori hanno in più occasioni evidenziato la qualità di quanto esposto, l’affluenza di visitatori e i suoi benefici in termini di turismo indotto, sarebbe a tal proposito importante una conferma dagli operatori interessati. Oltre a questi aspetti vorrei fornire, per avere un quadro più completo, il resoconto dell’allora Direttore del Museo. La mostra si è chiusa con entrate derivanti da n. 3.491 biglietti venduti per € 21.137,00, spese totali per organizzarla € 111.814,76, con uno sbilancio negativo di € 90.677,76. A quella data le spese ancora da saldare ammontavano a € 81.848,24, il tutto è riportato nella delibera di Giunta n. 206 - 29.08.2016.

Nonostante i successivi contributi, una - tantum del Comune e di una ditta locale, alcuni fornitori ancora pressano per avere soddisfazione dei loro crediti. Sono convinto della buona fede di chi le ha pensate e realizzate, spinti dalla convinzione che la cultura è un investimento lungo a venire, oltre a portare un po’ di visitatori che possano spendere nelle attività locali. Dai risultati delle mostre non credo, purtroppo, che l’importante investimento abbiano avuto un reale impatto moltiplicativo sulla comunità.

E' stata consumata molta liquidità, oltre ad aver creato qualche problema di troppo, in rapporto al concreto ritorno corrente; per quanto riguarda l’investimento in cultura nel tempo questo è un argomento dove la discrezionalità la fa da padrone. E’ la diversa interpretazione sulla sostenibilità di un progetto culturale che ci differenzia, io penso che debba esserci sempre un minimo di equilibrio fra tutte le sue componenti perché si possa continuare nel tempo a operare; pena fare come il Museo, ridurre le aperture per mancanza di liquidità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-08-2019 alle 20:11 sul giornale del 12 agosto 2019 - 1215 letture

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