Unicam da anni al fianco della Polizia Scientifica di Marche e Abruzzo

9' di lettura 06/09/2019 - Da circa 15 anni, la sezione di Fisica dell’Università di Camerino collabora a stretto contatto con il Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per le Marche e l’Abruzzo per fare accertamenti, rilievi e verifiche su importanti casi della cronaca giudiziaria.

Non solo Fisica, ma tutta la Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, con i suoi matematici, chimici e informatici, sono stati a più riprese coinvolti nello studio ed implementazione di tecniche analitiche applicabili sulla scena del crimine in occasione di rilevanti fatti di cronaca accaduti nell’ambito di competenza della Polizia Scientifica. In taluni casi si tratta di veri e propri coldcases, come nella nota inchiesta sull’autenticità del Papiro di Artemidoro (che la magistratura di Torino ha ritenuto un falso, ma sul quale sono ancora in corso accertamenti).

Anche i ricercatori Unicam sono stati chiamati in causa per le loro specifiche competenze nelle analisi al carbonio 14 che sono state svolte presso il laboratorio CIRCE della Università Vanvitelli di Caserta. Le verifiche e gli accertamenti di polizia giudiziaria sui diversi aspetti di un delitto non possono prescindere da indagini rigorose e riproducibili, tipiche del metodo scientifico, come ad esempio nella balistica, dove occorre determinare la distanza e la traiettoriadei colpi d’arma da fuoco, oppure l’effetto dell’impatto del proiettile (balistica terminale) o gli altri rilievi necessari alla ricostruzione della dinamica di un fatto delittuoso. Le metodologie di analisi della fisica, della matematica, della chimica e dell’informatica possono dunque essere sfruttate con successo e offrire prospettive di lavoro oltre che nell’insegnamento e nella ricerca, anche in questa branca della Polizia di Stato.

Al Commissario tecnico Gaetano Rizza, funzionario del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per le Marche el’Abruzzo, abbiamo chiesto come e quando è nata questa collaborazione con Unicam. “E’ nata quando - dice Rizza - da studente di Fisica di UNICAM mi sono trovato ad affrontare alcune tematiche inerenti le indagini di polizia scientifica, in cui le competenze presenti all’interno del dipartimento di Fisica e la collaborazione con le professionalità presenti in UNICAM, hanno permesso di sviluppare sofisticati strumenti dedicati alla soluzione di complessi problemi in ambito forense, permettendo analisi più precise o approfondite".

E’ un lavoro attento, meticoloso e preciso, quello che accomuna l’attività della Polizia Scientifica e la ricerca scientifica, che utilizza strumenti e tecnologie avanzate eche coinvolge quasi tuttele discipline che si studiano presso l’Università di Camerino. “Diciamo che la Polizia Scientifica si occupa a 360° di indagini forensi, ed utilizza strumentazioni e tecniche appartenenti a diverse branche della scienza come la chimica la fisica la matematica e la biologia, applicandole in settori quali la merceologia, la balistica, l’identificazione personale o la caratterizzazione di tracce, allo scopo di rilevare, analizzare e conservare tutti gli elementi utili alle indagini della Polizia Giudiziaria e della Magistratura. Tante e diverse sono le competenze coinvolte –prosegue Rizza – e la loro sinergica collaborazione è uno strumento potente ed indispensabile; che permette di esplorare ogni punto di vista, fare simulazioni, verificare le teorie che vengono elaborate durante l’analisi di un caso,valutare le implicazioni e le conseguenze dei risultati analitici, conoscendoe considerando gli errori e le incertezze che ogni operazione introduce nella ricostruzione della scienza di un crimine.”

Diversi sono stati i casi rilevanti di cronaca nell’ambito di competenza della scientifica di Ancona, ma anche a livello nazionale, in cui ci si è avvalsi della collaborazione dei tecnici e docenti di Unicam. “Sono state numerose le collaborazioni importanti – aggiunge Rizza - soprattutto nel settore della balistica per lo svolgimento di simulazioni, per permettere di risalire ad informazioni come la traiettoria e la distanza tra soggetti coinvolti in un azione di fuoco, oppure nello sviluppo di strumenti per l’identificazione (il riconoscimento vocale) del parlante attraverso alcune tecniche sviluppate all’università. Sono stati elaborati software che impiegano algoritmi di confronto, tipici della matematica e della fisica, utilizzati per esempio per l’identificazione di forme e sagome ed impiegati nell’analisi di immagini provenienti da telecamere o di linee papillari di impronte digitali. Attraverso la spettroscopia ottica e infrarossa è stato possibile scoprire elementi che non erano visibili con la luce naturale come su un antico libro a cuore del museo di Pesaro. Oppure come nel caso del Papiro di Artemidoro, rivelatosi un falso, si sono utilizzate tecniche di radio datazione tramite la spettrometria di massa con acceleratore”.

La collaborazione si è sviluppata anche nel settore della didattica e dell’orientamento degli studenti, coinvolgendo numerosi licei nell’ambito del progetto Nazionale Lauree Scientifiche, partecipando a manifestazioni di promozione sia della Polizia Scientifica che di Unicam. Diversi i percorsi che gli studenti possono fare per lavorare in Polizia, in particolare nella Scientifica. “Per quello che riguarda l’accesso in particolare alla Polizia Scientifica ci sono due percorsi – precisa Rizza - il primo prevede, dopo l’assunzione nella Polizia di Stato attraverso gli appositi concorsi pubblici, una successiva specializzazione interna tramite specifici corsi presso il Servizio Polizia Scientifica della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, che preparano l’operatore per intervenire sulla scena del crimine per la ricerca e repertazione delle tracce e per il fotosegnalamento e l’identificazione delle persone. L’altro percorso, che è quello più tecnico, permette di entrare direttamente nella Polizia Scientifica con concorsi a diversi livelli, riservati a diplomati o laureati in discipline scientifiche come Fisica, Chimica, Matematica, Biologia e altro, grazie alle quali si può essere impiegati direttamente nei laboratori della Polizia Scientifica o in altri settori tecnici”.

Lavorando nella Polizia Scientifica ai vari livelli, si assume la qualifica di Agente o Ufficiale di Polizia Giudiziaria e di Pubblica di Sicurezza, qualifiche che prevedono tra l’altro il porto di un’arma in dotazione individuale. “Nell’ambito della collaborazione con la Polizia Scientifica, cerchiamo di coinvolgere anche gli studenti dei vari corsi di laurea in Fisica – spiega il dott. Alessandro Saltarelli, docente e ricercatore in fisica nucleare - perché per loro è una buona opportunità sia per svolgere tesi sia per imparare nuove tecniche scientifiche. L’aspetto più importante della collaborazione è che si può facilmente estendere ad altri campi della scienza, come la matematica, l'informatica, la chimica, la biologia e altri settori, per cui non riguarda solo studenti di Fisica, ma tutti gli studenti UNICAM. Una volta individuato il problema da affrontare, di solito, abbiamo un tempo abbastanza limitato per la sua risoluzione, che dipende dalle esigenze del tribunale e dei magistrati responsabili delle indagini. In questi ultimi tre anni ho sostanzialmente lavorato su due fronti: il primo sullo sviluppo di software per il riconoscimento vocale attraverso i quali sia possibile associare o escludere un sospettato alla voce presente su intercettazioni telefoniche o ambientali. Questo è sostanzialmente un problema di matematica e di informatica, nel quale siamo partiti da metodologie classiche del voice recognition, per sviluppare poi algoritmi che meglio si adattassero al problema in oggetto. Il secondo aspetto riguarda soprattutto le strumentazioni tecniche: in questi ultimi anni abbiamo lavorato, assieme al prof. Roberto Gunnella, su spettrometri Raman portatili, per l'individuazione di sostanze esplodenti o stupefacenti sul campo (pensiamo ad esempio a porti e aeroporti). L'idea infatti è quella di sviluppare il più possibile una strumentazione portatile e di facile utilizzo, in modo tale che alcune indagini possano essere fatte direttamente senza trasportare campioni e senza alterare troppo la scena del crimine”.

“Per quanto riguarda la parte prettamente più didattica della nostra collaborazione con la Polizia Scientifica - aggiunge Saltarelli - ritengo sia una buona opportunità per i nostri studenti, sia triennali che di specialistica, poter collaborare con il Gabinetto della Polizia Scientifica di Ancona, in modo da mettere in pratica molte nozioni che hanno acquisito nel corso dei loro studi, oltre all'aspetto riguardante la successiva possibilità di lavorare in pianta stabile, cioè essere assunti, in Polizia.”

La ricerca universitaria è in continua evoluzione, anche per quanto riguarda tecnologie e strumentazioni. In alcuni settori specifici, come la spettrometria ottica e infrarossa, Unicam si avvale di mezzi e tecnici di qualità, che hanno svolto ricerche e indagini molto particolari. “Sostanzialmente – spiega Saltarelli - per quanto riguarda la parte informatica, noi utilizziamo software e programmazione in c o c++, per la strumentazione, io personalmente mi occupo di fisica nucleare sperimentale, collaborando con l’Istituto nucleare di Fisica Nucleare, ed in particolare,anche se sinora non si è fatto, la collaborazione con la Polizia in futuro potrebbe riguardare l'utilizzo di rivelatori per particelle cariche come elettroni o alfa, oppure raggi gamma, per il riconoscimento di sostanze radioattive, ad esempio nelle discariche o nei container. Ma al dilà dei miei interessi personali, molte altre strumentazioni di fisica sono state utilizzate nel corso di questi ultimi anni, come ad esempio il microscopio elettronico, gli spettrometri Raman e molti altri strumenti che si trovano nei laboratori di struttura della materia dell'università, con cui si possono analizzare campioni e si possono riconoscere determinate sostanze”.

“Come ricerca la scuola di Scienze è molto ben valutata a livello Nazionale – dice Saltarelli - e negli ultimi anni si sono condotte ricerche finanziate da progetti Europei o progetti nazionali, da collaborazioni, come quella con l’INFN, che ci permettono, da un lato di acquisire sempre nuove strumentazioni e dall'altro di avere accesso ai principali laboratori nazionali e collaborare quindi con università più grandi della nostra come Milano, Padova e Firenze. Un aspetto positivo del nostro lavoro è sicuramente infatti la possibilità di accedereai laboratori di altre università, come è accaduto nel caso del papiro di Artemidoro. Grazie alla collaborazione che avevamo instaurato già da parecchi anni con il CIRCE, siamo riusciti condurre questa indagine a Caserta, dove si trova un piccolo acceleratore di particelle. Quindi grazie a collaborazioni nate con intenti prettamente scientifici e di ricerca di base possiamo estendere il nostro raggio di azione ad altri settori, quali la fisica applicata.”


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-09-2019 alle 18:30 sul giornale del 07 settembre 2019 - 1150 letture

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