Sisma e busta paga pesante, Confartigianato: "Imminente pagamento delle tasse è inappropriato"

Terremoto 2' di lettura 10/10/2019 - Nonostante le numerose rimostranze e richieste ufficiali, siamo costretti ad affrontare di nuovo la questione della “busta paga pesante”, sottolineando per l’ennesima volta lo scollamento tra la macchina burocratica imposta dalle Istituzioni e le reali problematiche che quotidianamente cittadini e imprese affrontano.

La data per il versamento delle rate e dei contributi previdenziali, la cui proroga era stata millantata più volte, rimane fissata per il 15 ottobre prossimo. Un tempo troppo ristretto per completare l’iter richiesto dalla presentazione della domanda all’Inps. L’Istituto inoltre ha fornito le indicazioni operative per la ripresa dei versamenti contributivi sospesi a causa del sisma, precisando che il pagamento potrà essere effettuato anche in forma rateizzata, senza applicazione di sanzioni e interessi, fino ad un massimo di 120 rate mensili di pari importo.

Vogliamo evidenziare, se ce ne fosse ancora bisogno, che la situazione in molte delle zone colpite dal sisma è ancora decisamente precaria, e infierire su aziende e famiglie, che non sono ancora rientrate nelle proprie case, chiedendo l’imminente pagamento delle tasse, seppur a rate, è evidentemente inappropriato. Purtroppo non vengono fornite delle risposte o provvedimenti adeguati alle necessità delle centinaia di imprese che sono in difficoltà e che devono ancora fare i conti con tutte le conseguenze economiche e sociali derivanti dagli eventi sismici. Si sente troppo spesso parlare di semplificazione, sburocratizzazione, norme più rapide, ma quello con cui invece abbiamo a che fare è un sistema lento, macchinoso e complicato, che sembra non voler tener conto delle effettive esigenze del Paese. Come Associazione, Confartigianato ha quindi il dovere morale di continuare a chiedere senza sosta il posticipo del pagamento delle prime rate, a tutela delle piccole e medie imprese coinvolte e in special modo per evitare che non vengano arrecati ulteriori danni economici alle stesse.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-10-2019 alle 13:58 sul giornale del 11 ottobre 2019 - 1704 letture

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