Da Fiastra a un passo dalla Serie A: auguri al campione Mario Sestili

6' di lettura 28/11/2019 - “Tanti auguri mitico”. Si può restringere così il senso dei tanti messaggi ricevuti oggi nel giorno del suo compleanno, dall’ex calciatore Mario Sestili, nato a Fiastra il 28 novembre del 1941, che ha infiammato le platee di squadre professionistiche dalla Sambenedettese, all’Udinese, al Chieti, segnando la storia della Salernitana per concludere ancora nella Samb da professionista.

Modesto, ma estroverso, quel Mario Sestini che con il suo senso del gol ha poi regalato magie anche al Camerino negli anni d’oro dei biancorossi agli inizi degli anni ’70 nell’allora serie D (interregionale), compie oggi 78 anni. Sui campi di calcio, visto il suo amore e la sua passione c’è rimasto a lungo anche nelle serie minori locali, dove con il suo talento indiscusso e sempre cristallino influiva sui risultati anche solo da calcio piazzato, indimenticabili i suoi gol su punizione.

Il segno più indelebile della sua carriere da professionista lo ha lasciato nella Salernitana, dove accanto al bomber Prati (che fu anche del Milan) regalò una storica promozione ai granata dalla C in B nel campionato ’65-’66. Salerno che gli è rimasta nel cuore, così come “Sesto” ai salernitani, che gli hanno dedicato anche un libro che racconta la storia della Salernitana prima dei 100 anni, scritto da Alfonso Pierro (del sito Il bello dello Sport).

Non solo a Salerno Sestili ha lasciato il segno, anche a Udine la sua figura ancora è ben visibile negli esercizi commerciali storici ed è stato bello per qualche suo corregionale che ha vissuto in parte in Friuli, sentirsi dire che proveniva dal paese di Sestili e vedersi mostrare foto con la maglia bianconera, oltre ad alzare lo sguardo e notare foto del giocatore marchigiano appese ai muri.

“Prima di Zico solo Sestili ci ha regalato certe giocate di altissimo livello” ci si sente raccontare ad Udine da chi ancora può ricordare quelle gesta. Se questo non è uno dei più bei complimenti per un giocatore semplice e che sicuramente non immaginerebbe nessuno di paragonare al famoso fantasista e goleador brasiliano…. Mario lo sa, glielo hanno raccontato e si è quasi emozionato, ma la sua semplicità, onestà e umiltà lo hanno trattenuto.

Nella carriera di Sestili manca la serie “A”, dove sicuramente avrebbe fatto parlare e sarebbe stato ricordato con più onore ai posteri. Questo è stato il suo unico rammarico e l’occasione l’ha avuta, anche grande ed importante. Il carattere estroverso infatti è una delle principali cause di quel salto di qualità che gli è mancato: “Un giorno Oscar Montez, allenatore argentino che ho avuto a Chieti - racconta Sestili - mi disse: tu non diventerai mai un campione perché non hai regole e non ascolti nessuno, sarai sempre un campione dilettante”.

Come non dargli ragione visto come sono andate le cose. “Feci un provino per la Fiorentina ed ero già un probabile Olimpionico, poi a Tokio non ci andammo perché l’Italia fu squalificata avendo inserito giocatori professionisti che non erano previsti, ma io non ci sarei andato comunque per la paura di volare - dice Sestili - al test con i viola c’era Pandolfini e a me mi avevano detto che mi voleva vedere Valcareggi che venne a visionare. Avevo immaginato di giocare contro la Fiorentina, quella vera. Quando ho visto che erano tutti ragazzi della mia età e che me li sarei mangiati mi sono stranito. In quelle circostanze nessuno ti passa la palla perché tutti vogliono mettersi in evidenza. Quando riesco a prenderla ne scarto diversi, compreso il portiere e segno. Pandolfini, che era il tecnico delle giovanili (ex Inter e Nazionale) mi dà la mano e mi dice bravo. Io le rispondo che giocare con questi ragazzi era troppo semplice e che da quel momento mi sarei messo sotto un’ombra perché era caldo e poi avrei smesso. Pensavo che mi aveva promosso, dandomi la mano, invece nella sua relazione disse che ero strafottente, così salto tutto. Allora andai a Udine con Eliani che mi aveva allenato alla Sambenedettese. Ci furono alti e bassi della squadra. Eliani fu esonerato alla quarta giornata quando eravamo ultimi, poi segnai 6 gol su 6 partite e tornammo a metà alta, poi per 4 gare non ho giocato e il nuovo allenatore Segato non mi vedeva. Gli dissi che se mi toglieva non segnava più nessuno, mi preferiva Braida (ex Milan e dirigente del Barcellona). Si verificò quello che gli dissi. Ho vissuto anche dei momenti difficili con tutta la squadra”.

Quella parentesi con la Fiorentina da giovanissimo gli precluse il cammino verso la serie “A”. “A Salerno - continua Sestili – mi sono tolte grosse soddisfazioni. La Salernitana e la Sambenedettese le porto nel cuore.”

Aveva tutto e forse niente, come dice lui, per diventare un grande del calcio, ma visto com’è andata lo possiamo definire “il grande campione incompiuto”. “Per diventare calciatori devi avere doti fisiche e mentali – dice Sestili – e io non ne avevo nessuna”.

Eppure quando esordì in B con la maglia della Sambenedettese contro il Napoli (che poi vinse il campionato), dal suo allenatore fu paragonato per la sua classe, movenza e visione di gioco a Rivera, ed il giorno dopo l’accostamento era riportato da tutti i giornali nazionali sportivi. “Del mio esordio ricordo che quando mister Eliani mi disse che avrei giocato centroavanti, mi sorprese, visto che in precedenza avevo calcato solo campetti di casa ed altri improvvisati nei prati con le piante come porte”.

La Samb lo aveva preso ad appena 15 anni vedendolo nelle giovanili maceratesi della Giorgiana prima e della Robur Macerata poi. Da lì l’escalation. Da “prati” di Fiastra, di campagna, ai “Prati” veri. Sarebbe lungo stare a ricordare quanti altri Sestili ci sarebbero potuti essere se oltre al talento ci fossero state quelle qualità che lui stesso ammette ancora oggi di non avere, ovvero fisico e testa. Però tanta qualità ed estro calcistico Mario ne aveva da vendere.

Sestili finirà poi la carriera giocando nel Camerino in serie D, poi nella Settempeda, Folgore Castelraimondo, Matelica, per concludere nelle serie ancora minori come Pieve Torina e Pievebovigliana.

Buon Compleanno…Campione, per tanti, tantissimi lo sei stato e lo sarai sempre.

IL PARAGONE - Storie e carriere diverse, ma ricordi simili per due glorie del calcio marchigiane come Massino Palanca e Mario Sestili, che hanno lasciato il segno anche nel Camerino. Infatti, se uno capita a Catanzaro o in Puglia e chiede di Palanca, la gente ancora va in visibilio se invece si va sull’altra sponda dello stivale a Salerno e chiedi di Sestili è la stessa cosa. Un’altra cosa comune tra i due, il piede mancino e la specialità dei calci piazzati, entrambi attaccanti, rapidi, più ali che centrali visto il loro esile fisico.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 28-11-2019 alle 17:40 sul giornale del 29 novembre 2019 - 4237 letture

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