Contributi sospesi e busta paga pesante, Confartigianato: "Ennesima beffa per imprese e cittadini"

Terremoto 3' di lettura 15/01/2020 - Ennesima beffa per imprese e cittadini che hanno appreso solo due giorni fa le modalità di versamento dei contributi sospesi, il cui rateizzo deve iniziare oggi (15.1.2020), inclusa la quota relativa alla cosiddetta “busta paga pesante” da restituire.

In particolare nel messaggio pervenuto dall’Inps agli addetti ai lavori (n. 78 del 13.1.2020), si legge che al momento i soggetti beneficiari del provvedimento potranno usufruire della riduzione prevista dal decreto sisma solo dopo controlli sul de minimis (il cui tetto massimo è di 200 mila euro nel triennio) e che quindi dovranno subito versare il 100% dei contributi.

A questo si aggiunge un’inutile ulteriore passaggio burocratico che impone l’obbligo di presentare una nuova domanda di rateizzazione, nonostante l’imbarazzante ritardo con cui le istruzioni operative sono arrivate. Senza considerare i notevoli rallentamenti e malfunzionamenti del portale Inps in fase di predisposizione ed invio della domanda, il cui rinvio era stato comunque promesso, ma mai mantenuto. Slitta quindi lo sconto del 60% sui contributi previdenziali sospesi per le imprese artigiane, commercianti e professionisti e quello relativo ai contributi dei dipendenti per la quota a carico del datore di lavoro. I contributi dipendenti, come anche l’Irpef, pari appunto al 40%, dovranno essere restituiti in un’unica soluzione o in 120 rate mensili, mentre quelli personali, da versare sempre in un’unica rata o in 120 rate mensili, sono pari al 100%. Per quanto riguarda il rispetto del regime de minimis, il datore di lavoro verserà o rateizzerà il 100% del dovuto, in attesa del successivo conguaglio.

“A partire dal 15 gennaio – dichiara il Presidente Leonori - chi ha usufruito della busta paga pesante con l’opzione della rateizzazione, dovrà iniziare la restituzione del 40% di quanto dovuto. Chi invece ha già iniziato a pagare le rate dovrà conteggiare di nuovo il dovuto alla luce dello sconto del 60%, e chi ha provveduto a saldare il totale in un’unica rata, dovrà attendere ulteriori disposizioni da parte del Governo in merito alla tempistica. E tutti quei cittadini ed imprenditori che, pur avendone diritto, non hanno richiesto né la busta pesante né la sospensione del pagamento dei contributi, pagando a suo tempo l’intero importo? Per questi nessuno sconto. Ecco questa disparità di trattamento a noi sembra una vera e propria ingiustizia sociale! Per non parlare del fatto che nel calcolo del de minimis rientrano anche una serie di agevolazioni per le aree del cratere, tra cui la Zona Franca Urbana, destinate per lo più alle micro e piccole imprese artigiane, oltre a liberi professionisti e commercianti che, fronteggiando ancora le svariate problematiche dovute al sisma, si ritrovano oggi a dover pagare il totale di questi importi senza ancora sapere quando potranno usufruire della famosa riduzione del 60%. Siamo davvero rammaricati – conclude Leonori - per questo protrarsi di ingiustizie a discapito di imprese e cittadini che continuano a vivere in situazioni precarie, dovendo ancora affrontare ogni giorno le conseguenze del sisma. Come si può fronteggiare una situazione così delicata, che ha bisogno da sempre di semplificazioni e soluzioni mirate che non aggiungano ancor più difficoltà alla già complicata gestione post terremoto, in maniera così superficiale e confusionaria?”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2020 alle 19:18 sul giornale del 16 gennaio 2020 - 3930 letture

In questo articolo si parla di economia, terremoto

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