Busta paga pesante, Confartigianato: "Giù le mani dalle imprese. Basta prese in giro, aziende vittime di un sistema inefficiente"

Terremoto 3' di lettura 16/01/2020 - Il Segretario Generale Giorgio Menichelli torna sull’argomento “busta paga pesante”, condividendo e ribadendo il malumore già espresso dal Presidente Leonori nella giornata di mercoledì.

“Non c’è mai fine al peggio. Se mercoledì eravamo basiti per l’inadeguatezza della gestione dei pagamenti e rateizzi dei contributi sospesi, ora possiamo dire che siamo veramente arrabbiati.

Mercoledì sera, alle ore 19, è arrivato il messaggio Inps n.125 con cui l’Istituto ha comunicato che “stante l’approssimarsi della data del 15 gennaio 2020 a decorrere dalla quale sono effettuati gli adempimenti e i pagamenti delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali e assistenziali… la ripresa degli adempimenti e dei versamenti contributivi sospesi potrà avvenire a decorrere dal 15 gennaio 2020 ed entro il 31 gennaio 2020”.

Quindi, l’Inps ha pensato bene, alle 19 dello medesimo giorno di scadenza, di far sapere che la scadenza stessa è stata prorogata al 31 gennaio, termine entro il quale si dovrà appunto provvedere al versamento della contribuzione sospesa in unica soluzione, ovvero alla presentazione delle domande di rateizzazione del pagamento dei contributi sospesi e al versamento dell’importo della prima rata.

Questa è la triste dimostrazione che non c’è alcun rispetto da parte delle Istituzioni nei confronti di chi è già in una situazione di disagio e che dovrebbe invece sentirsi quantomeno tutelato.

Siamo profondamente rammaricati per tutte le nostre imprese e gli operatori, trattati come burattini in balia delle scellerate decisioni prese da chi al comando agisce in maniera del tutto sconsiderata, frettolosa e totalmente inadeguata rispetto alle responsabilità e ai ruoli, ahinoi, ricoperti.

Le molteplici proposte di emendamenti studiate e redatte dai territori e dalle Associazioni di categoria, tre cui anche quelle di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, non sono state minimamente prese in considerazione. E allora come biasimare l’azione intrapresa dai Sindaci di Caldarola, Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo, Muccia, Serravalle di Chienti e Valfornace pronti a riconsegnare le proprie fasce se non ci saranno delle concrete ed efficaci misure per la ricostruzione? Da parte nostra esprimiamo totale vicinanza e solidarietà per questa dura, ma comprensibile, presa di posizione. Queste sono conseguenze che non devono stupire, perché dettate da un protrarsi di una logorante situazione stazionaria che sta portando inevitabilmente all’esasperazione di tutti. Come Associazione, il cui scopo primario è quello di tutelare le proprie imprese, non siamo più disposti a collaborare in questi termini, accondiscendendo passivamente a questo scempio.

Non bastavano già le centinaia di norme ingarbugliate, gli aggiornamenti, le revisioni e i continui rimpalli dei legislatori! Ad infierire sulle aziende e cittadini ci sono anche gli Istituti che complicano ancora di più il tortuoso percorso post terremoto, con provvedimenti malati che non fanno altro che aumentare la sfiducia e lo sdegno nei confronti dell’intero sistema.

E’ chiaro ed evidente a tutti, ed è per noi allarmante, l’ampliarsi dello scollamento che c’è tra la politica e le istituzioni in generale, e il territorio. Continuare a gestire una situazione di per sé complicata e complessa come quella post sisma, in modo così barbaro, significa non avere la minima percezione della realtà del proprio Paese.

Si sono superati tutti i limiti, ieri abbiamo parlato di ennesima beffa, oggi siamo convinti si tratti di indecente incompetenza!”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-01-2020 alle 16:31 sul giornale del 17 gennaio 2020 - 448 letture

In questo articolo si parla di attualità, terremoto, camerino, marche, ascoli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/be8z