Coronavirus: nelle Marche scuole e musei chiusi, sospese le manifestazioni pubbliche

2' di lettura 25/02/2020 - Dopo il dietrofront di ieri (lunedì 24 febbraio) imposto dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, il governatore delle Marche ha deciso comunque nella giornata di oggi di firmare l’ordinanza che aumenta le misure per limitare la diffusione del contagio del Coronavirus.

A rendere note queste decisioni è lo stesso presidente Ceriscioli sul suo profilo Facebook: “A partire dalle ore 00.00 di mercoledì 26 febbraio 2020 e fino alle ore 24.00 del 4 marzo 2020 sul territorio della Regione Marche in quanto confinante con i cluster è disposta:
- la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, di qualsiasi natura;
- la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche, universitarie (lezioni, esami di profitto e sedute di lauree) e di alta formazione professionale e dei percorsi di istruzione e formazione professionale, salvo le attività formative svolte a distanza e quelle relative alle professioni sanitarie ivi compresi i tirocini;
- la sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale sia estero;
- la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura e delle biblioteche; - la sospensione dei concorsi pubblici fatti salvi quelli relativi alle professioni sanitarie per le quali dovranno essere garantite le opportune misure igieniche”.

La Regione ha poi diffuso un comunicato stampa con le dichiarazioni di Ceriscioli. "E’ una scelta importante maturata dopo 24 ore di attesa e il percorso fatto con il Governo nella riunione di questa mattina nella consapevolezza che la situazione si è ulteriormente aggravata - spiega il governatore - Un contagio al confine della nostra regione, a Cattolica, ci segnala che sono sempre più urgenti misure di contenimento. Bisogna affiancare alle misure individuali seguite fino ad oggi (lavarsi le mani, non frequentare luoghi affollati, non stare troppo vicini a chi ha tosse e raffreddore, disinfezione dei locali) quelle che evitano l’assembramento delle persone: così si riducono il rischio di contagio. Si tratta di una settimana ed è una scelta importante e con il contributo di tutti potremo arginare l’ampliarsi del contagio. E’ una scelta che riguarda la nostra salute e chiediamo a tutti di attenersi scrupolosamente alle indicazioni. Facendo ognuno il proprio dovere sarà possibile fare una grande azione collettiva di contenimento della malattia”.






Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2020 alle 19:07 sul giornale del 26 febbraio 2020 - 1376 letture

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