La Croce Rossa di Matelica ai tempi del Coronavirus. Dalla spesa a domicilio ai volontari temporanei: "La vita del nostro comitato è cambiata"

5' di lettura 23/03/2020 - Cambia il panorama sanitario dell'entroterra a causa dell'emergenza Coronavirus e cambia anche lo scenario intorno al mondo della Croce Rossa.

In questi giorni di chiusure e stop, c'è chi non si ferma e nonostante i tanti cambiamenti è obbligato ad andare avanti per il bene di tutti. Medici, infermieri, ma anche dipendenti e volontari del soccorso, a partire da quelli della Croce Rossa di Matelica, realtà che copre un territorio molto vasto nell'entroterra maceratese.

Non solo la Cri di Matelica non si è fermata, ma ha anche proposto una serie di servizi in più alla popolazione costretta in casa a causa del Coronavirus. "Subito dopo l’adozione dei provvedimenti nazionali per contrastare il diffondersi del Covid-19 - spiegano dal direttivo della Cri matelicese - abbiamo rivolto la nostra attenzione alle fasce più deboli della popolazione. In particolare, verso gli anziani e le persone più fragili come gli immunodepressi, nonché disabili e coloro che hanno scelto la quarantena volontaria preventiva. Abbiamo attivato un numero dedicato della Croce Rossa Italiana Comitato di Matelica, lo 0737/787301 attivo dalle 9.00 alle 18.00, a cui risponde uno dei nostri giovani volontari. Compilando un breve questionario prendiamo nota delle necessità, se farmaci o spesa, e cerchiamo di evadere le richieste immediatamente. Naturalmente, coloro che chiamano indicano anche la farmacia e/o il negozio di alimentari. Per i farmaci utilizziamo anche forme di rispetto della privacy, in collaborazione con medici e farmacie. E’ un servizio che viene svolto anche in collaborazione con la Protezione Civile, ed attivo pure nei comuni di Esanatoglia, Gagliole, Castelraimondo e Pioraco con modalità diverse. E’ un servizio molto utile e apprezzato, come dimostra l’aumento delle richieste e soprattutto reso possibile grazie anche il contributo dei “volontari temporanei”, una figura introdotta dalla Croce Rossa Italiana che permette a qualunque cittadino di entrare subito a far parte della nostra Organizzazione di Volontariato per dare il suo contributo in periodi di emergenza, come quello che stiamo vivendo".

Per far fronte a questa emergenza c'è quindi bisogno di ancora più volontari, sia per garantire nuovi servizi, sia per continuare a svolgere al meglio quelle che sono le normali attività della Croce Rossa. E' chiaro che molte cose sono cambiate nelle ultime settimane. "Sì, dall’inizio di questa emergenza la vita del Comitato è notevolmente cambiata - confermano dal direttivo - Se da un lato sono rimasti in essere tutti i servizi che riguardano pazienti che non possono sottrarsi a cure indispensabili, come ad esempio l’emodialisi, dall’altro abbiamo adeguato la nostra attività adattandola continuamente secondo le iniziative assunte dal piano sanitario, operando sempre nella nostra sicurezza nostra e quella dei pazienti. Come noto a tutti, coloro che presentino sintomi (quali febbre, dispnea) non possono recarsi al pronto soccorso per farsi visitare, stante le necessità di evitare il contagio nelle strutture sanitarie, ma devono chiamare il 118. L’equipaggio, informato dalla Centrale di un sospetto caso attraverso domande che vengono poste dall’operatore, si reca a casa del paziente indossando una serie di presidi sanitari (mascherine ffp3, tute etc) e monitora la condizione del paziente. Naturalmente, in caso di gravi eventi come infarto, ictus o altre patologie, vengono prestate le normali procedure di soccorso e trasferiti nelle strutture di competenza. Invece, sempre nel caso in cui il quadro di sospetto di Covid-19, il paziente non necessiti di ricovero ospedaliero vengono predisposti i relativi accertamenti (tampone) ed in caso di esito positivo vengono predisposte le opportune cautele (quarantena familiari, indicazioni dei soggetti che abbiano avuto contatti etc.), monitorando la situazione".

Oltre alle procedure, è variata anche l'intera geografia della sanità. "Nel corso del tempo, la necessità di contrastare il diffuso contagio ha suggerito la creazione di ospedali dedicati Covid-19, come appunto Camerino - commentano dal direttivo matelicese - Il nostro Comitato ha partecipato all'evacuazione della struttura dei pazienti ospitati ed al contempo al trasferimento di tutti i pazienti con Covid-19 accertati nella struttura camerte e nelle altre predisposte. Trasferimenti complessi e vissuti con grande responsabilità dai nostri volontari e dipendenti, sia per la propria tutela con i presidi previsti, sia nella procedura di sanificazione dei vani sanitari vista la possibilità di contagio. Non possiamo sostenere di avere un ospedale di riferimento dopo la trasformazione del nosocomio di Camerino, perchè ci troviamo in una situazione mutevole e condizionata secondo le patologie. Ad esempio, in presenza di un soggetto vittima di un trauma, l’ospedale di riferimento può essere l’Ortopedia di Macerata o altre strutture. Per altre patologie quello di Fabriano. Insomma, secondo disponibilità della struttura e tipologia, la centrale operativa indica la struttura di riferimento".

Nuove direttive, ma sempre la stessa passione e voglia di aiutare il prossimo. Specialmente in questo momento di difficoltà generale. "Ci teniamo a far comprendere cosa facciano i volontari. Il loro contributo ha un valore immenso in questo momento, visti i rischi cui si espongono - ammette il direttivo della Cri - Dedicarsi volontariamente ad aiutare il prossimo, del tutto gratuitamente e spontaneamente, è un gesto che merita gratitudine. Ma farlo poi in un periodo in cui si vivono paure, per se stessi ed i propri cari, fa diventare quel gesto immenso. Tutti guardano con ammirazione con medici ed infermieri, come condividiamo, ma crediamo debba riflettersi anche sul ruolo dei volontari della Croce Rossa Italiana che stanno facendo grandi sacrifici per aiutare il nostro paese. Possiamo vincere questa guerra contro questo virus uniti. Restare a casa è un atteggiamento responsabile per impedire la diffusione. E l’aiuto può esprimersi in tante forme. Abbiamo promosso una campagna di aiuti al nostro Comitato per il Covid-19. I comitati di quartiere di Matelica hanno donato alla nostra associazione un apparecchio per la sanificazione dei vani sanitari delle ambulanze, utile per i viaggi Covid-19. Vorremmo acquistare anche un monitor, un ventilatore polmonare ed altri apparecchi indispensabili per la nostra attività. Chiunque può fare un’offerta al nostro conto postale dedicato 10 321 376 79”.








Questo è un articolo pubblicato il 23-03-2020 alle 18:15 sul giornale del 24 marzo 2020 - 2911 letture

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