Coronavirus ed eccidio di Braccano, Anpi: "Avremo modo e tempo per ricordare, questa è la nostra nuova Resistenza"

4' di lettura 24/03/2020 - In questo drammatico momento davvero complesso e colmo di incognite verso il futuro, che sta attraversando il nostro Paese e l’intera umanità, per il diffondersi dell’epidemia del Coronavirus, è un dovere, per noi, richiamare alla solidarietà e all’amicizia tra tutti gli italiani, tra i popoli del mondo, alla riscoperta dei valori che ci accomunano, quelli dell’etica, civili e democratici dei quali l’A.N.P.I. è una strenua, instancabile sostenitrice.

Domenica 22 marzo, come del resto tutti gli anni, avremmo voluto commemorare l’eccidio di Braccano, perpetrato dai nazi-fascisti il 24 Marzo del 1944. Avremmo voluto incontrarVi per condividere questa tragica ricorrenza; avremmo voluto chiedervi il rinnovo della vostra adesione alla nostra Associazione; avremmo voluto, in questa occasione, illustrarVi i molteplici progetti che la nostra Sezione ha messo in campo per l’anno corrente e per il futuro. Avremmo voluto raccoglierci con Voi davanti al Monumento dei Martiri di Braccano, ricordare Don Enrico Pocognoni e gli altri 5 Martiri massacrati. Ascoltare i discorsi istituzionali, sventolare le nostre bandiere insieme a quelle dei Comuni e delle Associazioni, delle rappresentanze Sindacali. Avremmo voluto discutere con Voi di quel tragico 24 marzo di 76 anni fa, dei suoi Martiri, dei Partigiani combattenti, delle staffette partigiane e di tanti cittadini comuni, dei preti che hanno supportato il movimento resistenziale.

Ricordare il Capitano Salvatore Valerio che nello stesso giorno cadde in combattimento sui Prati di Gagliole e gli altri partigiani e le persone comuni trucidate per rappresaglia a Valdiola e i partigiani barbaramente uccisi e gettati nel fosso sul ponte di Chigiano. Avremmo voluto, sì, stigmatizzare la ferocia del mostro nazi-fascista che si espresse in tutta la sua brutalità in questa zona, nel camerinese, a Montalto di Caldarola, nel corso della primavera del 1944; dei molteplici momenti conflittuali che si estesero in tutta l’area del Monte San Vicino, che oggi ne è una silenziosa testimonianza. Braccano, Valdiola, Chigiano, Esanatoglia, con l’Eccidio del 1° Aprile 1944, la deportazione di tanti giovani presso i campi di lavoro forzato in Turingia.

Ma avremo modo e tempo per ricordare, importante è che invece in ognuno di noi resti la memoria, come riferimento e insegnamento per affrontare questo tragico presente. Questa è la nostra nuova Resistenza, insieme contro un nemico subdolo e invisibile, un nemico senza eserciti, senza vessilli, privo di cannoni. Uniti come non mai in questa comune sfida vinceremo, con l’aiuto della scienza al servizio dell’umanità e della solidarietà vissuta come pratica quotidiana di vita. Insieme per costruire una grande rinascita dell’Italia e dell’intero pianeta senza conflitti in cui regni la pace e la fratellanza tra i popoli.

A nome del Direttivo di sezione, dei nostri iscritti e simpatizzanti esprimiamo piena solidarietà agli ammalati e ai famigliari delle numerose vittime causate dal tremendo virus; un ringraziamento ai ricercatori, al personale medico, infermieristico che, spesso a costo di gravissimi rischi, e purtroppo con decine di vittime, è in prima linea in questa immensa battaglia contro un nemico subdolo, impalpabile. Un sentito, sincero, grande ringraziamento a tutte le categorie a rischio: trasportatori, commessi, negozianti che devono tenere aperti i propri esercizi e tutti gli altri soggetti; ai volontari che si prodigano, alla Protezione Civile, alle Forze dell’Ordine, al Governo, i Sindaci, i funzionari pubblici; al personale delle Case di Riposo e a tutte le forze politiche che, unitariamente, contribuiscono a lottare per arginare e sconfiggere la pandemia.

Uno spirito positivo, come quello dei Costituenti, ci guidi in questa guerra globalizzata, con la stessa forza e l’originale unità e costante ricerca di armonizzazione, collaborazione fra le diversità di opinione e delle matrici culturali e politiche che contribuirono a stilare la Carta Costituzionale; tutto ciò ci siano d’esempio. Oltre ai tradizionali diritti di libertà, uguaglianza, i diritti civili e politici furono accompagnati dai diritti sociali, significando in concreto che i diritti vengono esercitati (diritto alla salute in questo caso) non solo nell’interesse della persona singola, ma anche nell’interesse della collettività. Restiamo a casa! Non vanifichiamo gli immensi sforzi che si stanno facendo per combattere una guerra che nessuno è in grado di prevedere quando finirà. Una guerra combattuta con le armi spuntate dell’attuale mancanza di un vaccino. Una nuova Resistenza civile da porre in atto con le armi del buon senso, del bene comune, con responsabilità e coscienza di ognuno di noi. Ce la faremo!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-03-2020 alle 12:01 sul giornale del 25 marzo 2020 - 392 letture

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