Sfascia: "L'ospedale di Camerino tornerà presto più efficiente di prima"

Sfascia 6' di lettura 23/05/2020 - “L’ospedale di Camerino tornerà presto alla sua efficacia e più efficiente di prima. Quando ci chiedono aiuto noi della montagna ci siamo sempre, speriamo che questa esperienza serva a ricordare agli altri di sostenerci nelle nostre esigenze, soprattutto d’ora in avanti”.

Questa la frase più significativa del dottor Stefano Sfascia, specialista ortopedico dell’ospedale di Camerino e assessore alla sanità nella giunta Sborgia, con il quale abbiamo fatto il punto della situazione ad ormai pochi giorni dal ritorno alla normalità dell’Ospedale di Camerino.

Dal 9 marzo scorso il nosocomio camerte era stato precettato e trasformato in Covid Hospital, diventando insieme a quello di Civitanova un riferimento regionale e per la provincia di Macerata nell’emergenza per l’epidemia. Un ospedale, quello di Camerino, sempre al centro delle attenzioni e soprattutto delle preoccupazioni per le continue riforme e tagli sanitari, che hanno sempre allarmato la popolazione. Anche alla vigilia di questa epidemia ricordiamo le perplessità dei cittadini che temevano di non riavere più la struttura o la sua totale efficienza, il tutto malgrado le garanzie dei vertici della Sanità provinciale e regionale.

Ancora una volta, l’ospedale di Camerino, non solo ha superato bene l’esame “Coronavirus” e questo grazie al sacrificio di tutti, ma ha riscontrato tanti consensi da parte di pazienti Covid19 e di molti sostenitori. “L’emergenza per il Coronavirus è praticamente finita e l’ospedale di Camerino dovrebbe riaprire il 15 giugno – prosegue Sfascia - considerando i tempi necessari per la sanificazione. I pochi pazienti rimasti sono già stati da qualche giorno radunati su un piano solo e sono in via di trasferimento. Per cui quando ripartiremo, lo faremo con pazienti zero, si riprenderà con il ritorno al pieno funzionamento del Pronto Soccorso, quindi con i ricoveri legati alle varie patologie. Logicamente la ripresa sarà nel rispetto nelle nuove norme di sicurezza, per cui l’attività chirurgica andrà un po’ più a rilento ed i posti saranno ridotti perché non può stare più di un paziente sottoposto ad intervento per stanza e ad ognuno andranno fatti due tamponi, uno prima e uno dopo l’intervento. Poi torneranno anche i ritmi di prima.”

Praticamente un ospedale nuovo per pazienti, ma anche potenziato da infrastrutture moderne arrivate in dotazione e anche donate per via dell’emergenza. Un aspetto di cui si dovrà tenere conto. Al momento del precetto il nosocomio camerte era dotato di 8 posti di rianimazione, portati a 24 per l’emergenza. Difficilmente saranno mantenuti tutti i posti aggiuntivi, magari esagerati per il normale fabbisogno sul territorio, ma sicuramente resteranno in dotazione le apparecchiature donate, che vanno a completare quelle già esistenti. “Spero a questo punto - prosegue Sfascia – che sia la Regione che l’Area Vasta 3 comprendano l’importanza e l’efficacia dell’ospedale di Camerino, che ha dimostrato di essere di supporto a qualsiasi esigenza, oltre ad avere un ruolo insostituibile per il territorio. La nostra struttura, che già in passato era stata dotata di strumentazioni importanti, ne ha ricevute altre in donazione da sostenitori che hanno dimostrato di volerci bene, ma ora non bisogna dimenticare tutto ciò. E’ l’occasione per far funzionare meglio tutte le nuove apparecchiature arrivateci e per questo serve personale e di questo debbono tenerne conto i vertici della sanità Regionale e Provinciale. Abbiamo la grande opportunità di offrire un servizio più ampio e qualificato ai pazienti con macchinari di ultima generazione e di personale qualificato.”

Va sottolineato inoltre come il personale dell’ospedale di Camerino si sia riqualificato per far fronte all’assistenza dei pazienti Covid19, provenienti principalmente da altre città della regione, in particolare dalla zona del pesarese. “Nei primi giorni ci siamo appoggiati per i nostri pazienti all’ospedale di San Severino – dice Sfascia – considerato che il nostro era stato trasformato in 24 ore per assistere i contagiati più gravi. Poi anche io e miei colleghi ci siamo reinventati pneumologi per gli altri tre mesi, ci siamo messi a studiare e ci siamo calati in questa emergenza facendo del mostro meglio. Tutto sommato è andata bene e con i rischi che c’erano in situazioni simili, solo poche persone del personale sono state contagiate, ma è andato tutto per il meglio. Abbiamo ricevuto encomi e continuiamo a riceverne ancora dai pazienti, che in quel momento erano a contatto solo con noi, lontani da familiari e parenti. Gente di Pesaro, Urbino che ci hanno telefonato e mandato lettere. E’ stata un’esperienza toccante, ma umanamente molto significava, per un periodo difficile e dove si leggeva la paura e la sofferenza”.

L’intero territorio del comune di Camerino ha tenuto cifre ridottissime di contagi e vittime (solo 1 decesso) e questo è un fattore riconducibile anche all’ottima risposta che c’è stata da parte delle persone alle misure di isolamento e prevenzione stabilite al Governo. “Il virus ha trovato più vita facile nelle Rsa e case di riposo per le caratteristiche degli ospiti più anziani o con patologie più attaccabili – precisa Sfascia – per quanto riguarda la casa di riposo di Camerino è stato fatto un ottimo lavoro. E’ stato bravo il presidente Sante Elisei a chiudere tutto subito ed a gestire al meglio la situazione, tenendo lontano famigliari e parenti degli ospiti. L’unica vittima che abbiamo registrato a Camerino, per la quale non c’è stato nulla da fare anche quando è arrivata dalla sua casa in ospedale, è stata la suocera del collega dott. Antonio Talpacci. Per il resto c’è da sottolineare come anche la popolazione si è comportata bene rispettando attentamente i vari decreti governativi sull’isolamento”.

I dati ad oggi del Gores riguardanti Camerino sono i seguenti: 3 ricoverati in terapia intensiva, 1 in semintensiva e 16 in non intensiva, per un totale di 20 pazienti, che saranno i primi ad essere trasferiti dal prossimo 1 giugno presso il neo Covid-Hospital allestito all’ex Fiera di Civitanova, dove i primi ad arrivare sono proprio in questi giorni quelli spostati dall’ospedale di zona della città rivierasca.

A Camerino, infine, i casi positivi attuali sono 5 di cui 0 in isolamento domiciliare. Nei momenti del picco il Covid-Hospital di Camerino ha ospitato anche circa 70 pazienti.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 23-05-2020 alle 11:55 sul giornale del 25 maggio 2020 - 4587 letture

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