Il parco dei Sibillini protagonista del rilancio dell'entroterra: "Chi ci frequenta deve rimanere sempre soddisfatto"

5' di lettura 31/07/2020 - Turismo e natura sono tra le principali fonti per il rilancio della montagna nell'entroterra maceratese e marchigiano in generale dopo il lungo periodo di confinamento dovuto al Coronavirus.

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha un suo fascino particolare che attira da sempre l'attenzione di vacanzieri, sia italiani che stranieri, ma che in periodo di Coronavirus ne ha subito le conseguenze. La pandemia, infatti, ha avuto i suoi effetti anche sulla natura e lo si è toccato con mano, con la presenza di animali selvatici che hanno abbandonato il loro habitat naturale per avvicinarsi ai centri abitati, andando incontro a grossi rischi e mettendo in pericolo anche le persone. Così, i paradisi naturalistici dei Sibillini sono diventati ancor più rilassanti, mentre nelle periferie dei centri abitati si notano, sempre più di frequente, specie faunistiche con cui fino a poco tempo fa era difficile imbattersi.

Diverse le iniziative che si stanno attuando attraverso varie forme di turismo, dalle ciclabili collegate addirittura con la costa, ad escursioni organizzate a piedi o in bici che propongono Comuni alle porte dei Parco insieme a pacchetti culturali ed enogastronomici. Manca un coordinamento uniforme e ognuno va per conto suo, con proposte proprie ed altre che potrebbero essere condivise, ma l'importante è ricreare un certo movimento. Un ruolo importante, per la ripresa lo gioca sicuramente sul territorio l'Ente Parco dei Sibillini, lo ricopre anche l'università di Camerino, sia per la ricerca e lo sviluppo dello stesso con un interesse sempre più concentrato sul sistema ambientalistico, un settore che propone anche nuove figure per l'inserimento nel mondo del lavoro.

Degli effetti del lockdown sull'ambiente all'interno e fuori del Parco Dei Sibillini e delle varie prospettive di rilancio ne abbiamo parlato con il neo presidente dell'Ente naturalistico, il prof. Andrea Spaterna, pro-rettore e docente presso la Scuola di Medicina Veterinaria di Unicam. "E' evidente che la natura si riappropria dei suoi spazi. Evidentemente - dice Spaterna - quando la pressione umana ha cominciato ad allentarsi a fronte del blocco conseguente all'emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, è chiaro che il contesto naturalistico, gli animali in modo particolare, si sono riappropriati di spazi che gli erano interdetti a causa della presenza umana".

Seppur raramente e considerata la sua posizione, Camerino aveva avuto visite in passato di qualche volpe a ridosso delle mura o leprotto che si era spinto fino all'interno del porticato di Palazzo Ducale, ma ora in città si vedono intere famiglie di caprioli e cinghiali, specie mai notate prima così in prossimità del centro. "Sono animali schivi - spiega Spaterna - timorosi, finché c'è la pressione della presenza umana loro rimangono a debita distanza, quando invece il contesto diventa libero (per così dire) ne approfittano e si avvicinano alle abitazioni singole o agli agglomerati, ma questo è abbastanza naturale."

Anche l'Ente Parco dei Monti Sibillini ha in atto iniziative e progetti per rilanciare il il turismo all'interno dello stesso. "Noi, al di là della manutenzione ordinaria dei sentieri del grande anello dei Sibillini, dei sentieri natura, come tradizionalmente ogni anno facciamo, da quest'anno abbiamo iniziato anche quella dei sentieri escursionistici, cosa che non era mai stata fatta prima e addirittura, quella dei sentieri bike - aggiunge Spaterna - Questo per fare in modo che, chi frequenta attraverso questi percorsi i vari territori, possa rimanere sempre soddisfatto, tornarvi e consigliare ad altri di venire. E questo sempre nell'ottica, oltre che di una possibilità di fruizione di un contesto naturalistico che è tra i più belli al mondo (potremo dire), anche in prospettiva di una ripartenza economica, di cui questo territorio ha bisogno."

Un territorio, quello del Parco, che negli ultimi anni è stato colpito da diverse problematiche, come quelle legate al sisma prima ed al Coronavirus poi. "Direi che prima ancora di tutto questo c'è da considerare lo spopolamento demografico, poi il terremoto del 1997, prima di arrivare all'ultimo sisma di 4 anni fa ed alle conseguenze portate dal Covid-19. E' chiaro che questo è un contesto territoriale frammentato da tutti questi eventi negativi. Un territorio che va pertanto ricomposto. Chiaramente non esiste la soluzione complessiva, ma c'è bisogno di tante soluzioni, che tutte insieme possano permettere questa rigenerazione del territorio" fa sapere Spaterna.

L'Università di Camerino gioca un ruolo fondamentale per lo sviluppo e la ricerca sul'intero territorio dell'entroterra, compreso quello del Parco con le sue specificità. "L'importanza dell'Università di Camerino è strategica, è la più grande industria dell'Appennino, chiaramente Unicam è fondamentale per questo territorio. Credo che tutti dovrebbero apprezzare e considerare l'importanza di avere in queste zone una realtà come l'ateneo di Camerino, che tra l'altro e a fronte di tante difficoltà, si è riconfermato ai vertici della più autorevole classifica relativa alle università italiane come quella redatta dal Censis. Un risultato che conferma come il territorio può ricavare dall'ateneo riscontri importanti per il proprio sviluppo e la propria economia."

L'ateneo di Camerino si dimostra infatti sempre più attento alle esigenze ed alle problematiche delle varie realtà territoriali, inserendo nella propria offerta formativa corsi attinenti alla salvaguardia ed al progresso dell'ambiente, una orientamento possibile anche grazie alle sue facoltà scientifiche. "Il contributo che può dare Unicam al territorio con i suoi corsi di laurea è determinante. Da quest'anno è stato attivato dall'ateneo un nuovo corso di laurea specifico per il contesto ambientalistico e naturalistico, come le Scienze Ambientali. Chiaramente è un'università che anche attraverso il trasferimento, la terza missione, può e aiuta moltissimo le piccole microaziende del territorio, che sono, nemmeno a dirlo e a fronte di tutto quello che è accaduto negli ultimi tempi, in grande difficoltà. Questo Unicam lo fa attraverso dei progetti di concertazione territoriale come UnicaMontagna, che abbiamo celebrato poche settimane fa presso il Lanciano Forum. Questa piattaforma è in grado di supportare, attraverso una serie di servizi, digitali e non solo, il tessuto imprenditoriale del territorio, in modo tale da permettere un riposizionamento competitivo dello stesso."


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 31-07-2020 alle 11:30 sul giornale del 01 agosto 2020 - 388 letture

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