Parroco di Camerino scelto tra i testimonial della nuova campagna Cei "Insieme ai sacerdoti"

4' di lettura 26/11/2020 - Tra i 34mila preti diocesani segnaliamo nelle Marche Don Marco Gentilucci, parroco di San Venanzio a Camerino, prete in prima linea per la gestione dell’emergenza post-terremoto.

Annunciatori del Vangelo in Parole ed opere nell’Italia di oggi, promotori di progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione, in prima linea nella gestione dell’emergenza Covid-19, i sacerdoti si affidano alla comunità per essere liberi di servire tutti. “Ogni Offerta è il segno concreto di questa vicinanza. Raggiunge tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro - spiega il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni - Tanto più nell’anno difficile del Covid, in cui da mesi i preti diocesani continuano a tenere unite le comunità disperse, incoraggiano i più soli e non smettono di servire il numero crescente di nuovi poveri. Oggi più che mai i nostri sacerdoti sono annunciatori di speranza, ci incoraggiano a vivere affrontando le difficoltà con fede e generosità, rispondendo all’emergenza con la dedizione”.

Le Offerte sono lo strumento che permette a ogni fedele di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani che assicurano una presenza costante in tutte le parrocchie per annunciare il Vangelo e supportare le comunità. Ogni Offerta rappresenta dunque un importante segno di appartenenza e comunione. Destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, le Offerte sono uno strumento perequativo e di solidarietà nazionale scaturito dalla revisione concordataria del 1984, per sostenere l’attività pastorale dei circa 34.000 sacerdoti diocesani. Infatti da oltre 30 anni i sacerdoti non ricevono più uno stipendio dallo Stato, la congrua, ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso questa modalità.

DON MARCO GENTILUCCI - Le scosse del terremoto del 24 agosto 2016, seguite da quelle del 26 e del 30 ottobre, hanno ferito anche Camerino, danneggiando gravemente la parrocchia di San Venanzio martire, dichiarata inagibile. Fortemente legata alla chiesa dedicata al Santo Patrono, la comunità ha patito la mancanza di un punto di riferimento importante. La presenza di Don Marco Gentilucci, sacerdote dal 2013 dopo una lunga esperienza fra gli scout e giovane parroco della chiesa, è stata determinante per la ristrutturazione ed il restauro della basilica. I lavori da eseguire erano importanti, si dovevano rinforzare tutte le murature portanti all’interno della basilica con reti di carbonio. Tenendo fede all’impegno preso con la comunità parrocchiale Don Marco ha seguito quotidianamente i lavori rispondendo alle chiamate dei parrocchiani, preoccupati per la lunga chiusura della chiesa, ed è sempre stato al fianco della collettività gestendo l’emergenza terremoto con grande partecipazione. Per tre anni ha celebrato la Messa in una tensostruttura e all’aperto, incontrando la gente nei luoghi di ritrovo, assistendo ad un vero e proprio esodo. "Non è in gioco solo la conservazione di beni culturali - spiega Don Marco Gentilucci - ma la sopravvivenza di intere comunità cristiane che intorno e dentro le loro chiese trovano quella casa accogliente e quelle porte aperte che tanto Papa Francesco ci ricorda".

Poi l’appello del parroco è stato raccolto e grazie ad un finanziamento privato, un vero e proprio “miracolo”, è stato possibile colmare le lungaggini pubbliche, che avevano determinato un ritardo nel bandire gli appalti. Grazie alla generosa donazione dei coniugi Giovanni Arvedi, industriale cremonese imprenditore nel settore dell’acciaio, e Luciana Buschini, tramite la fondazione che porta i loro nomi, in soli otto mesi e con un budget nettamente inferiore a quello preventivato, è stato possibile effettuare i lavori di ristrutturazione e restituire la parrocchia alla comunità. Finalmente domenica 15 dicembre 2019 Don Marco insieme all’arcivescovo di Camerino monsignor Francesco Massara ha riaperto con gioia le porte della basilica di San Venanzio, riemersa dai danni del sisma (nelle foto sotto). Un segno di rinascita per il territorio a dimostrazione del fatto che l’impegno di un parroco può fare la differenza con gesti concreti. Il restauro della basilica ha permesso ai fedeli, di Camerino e dei paesi limitrofi, di poter fare riferimento, dopo la prima emergenza sanitaria dovuta a Covid-19, ad un luogo per celebrare le funzioni religiose pur nel rispetto delle disposizioni di prevenzione. Essendo la chiesa più grande fin ora restaurata è divenuta il luogo di unità di un intero territorio.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-11-2020 alle 19:25 sul giornale del 27 novembre 2020 - 1204 letture

In questo articolo si parla di religione, attualità, camerino, cei, comunicato stampa

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