Preoccupazione per lo sbocco della Pedemontana a Camerino: "Uno scempio far finire la strada nella zona artigianale"

5' di lettura 10/01/2021 - Cresce la preoccupazione degli abitanti e imprenditori della zona industriale in località Rio a Camerino, lungo la SP 132 Varanese, dove è previsto l’ultimo tratto di raccordo della Pedemontana proveniente da Matelica per indirizzare il traffico in direzione Sfercia.

La realizzazione di queste due bretelle è stata apportata nelle ultime modifiche rispetto alla realizzazione del tracciato previsto inizialmente per poi immettersi sulla SP Muccese 256. Una soluzione, questa della deviazione per Rio, che non è stata gradita nemmeno dalla Cna, che ritiene quel tratto che va a confluire con la strada comunale per San Marcello inadeguato e che andrebbe ad aumentare la lista delle opere incompiute o di quelle inutili. Fra i timori della Cna c’è anche il fatto che ci si accorga dell’errore ad opera finita, pertanto l’associazione chiede che a tal proposito vengano ascoltati anche imprenditori e abitanti della zona ed un incontro con i vertici della Quadrilatero per rivedere la progettazione ed evitare allo stesso tempo spreco di denaro pubblico.

Il punto d’arrivo secondo l’ultimo progetto sul quale prenderanno il via i lavori, prevede che l’’ultimo tratto in località Rio, prima di sfociare in una rotonda in pendenza, finisca a ridosso di alcune case e ditte prossime a dove è prevista la rotatoria. “Inizialmente il progetto era stato fatto diversamente – dice Stellio imprenditore e residente nella zona industriale di Rio - ed era sicuramente più funzionante, anzi era perfetto. Invece poi è stato cambiato, non so per quale motivo. Giustificano la questione con motivi economici, solo che nella realtà questa modifica è da considerarsi uno scempio ed una scelta non giustificabile per una strada a scorrimento veloce andare a morire dentro una zona artigianale e con ben 7 uscite da aree private fra imprese e abitazioni, inoltre in salita con difficoltà di transito in inverno per gli automezzi pesanti”.

“Non è un’opera che finisce bene - aggiunge la signora Lorella anche lei della zona – magari è partita bene ma termina in un posto sbagliato e con delle conseguenze. Qui ci sono gli abitanti, i passi carrabili di tutte le attività, quindi tutto questo traffico che dovrebbe esserci non ci rassicura. Pensiamo che questa strada scorrevole non debba finire qui, ma finire o unirsi ad altri tratti in un altro punto”.

Il fatto che ancora non siano iniziati i lavori in questo ultimo tratto in direzione Sfercia nel territorio di Camerino, spinge gli stessi abitanti a chiedere una revisione del progetto con altre alternative. Il tutto con motivazioni ben sostenute e documentate, che potrebbero portare anche ad una raccolta di firme. Si sa però che la burocrazia è molto più lenta dei lavori, in questo caso della Pedemontana, con la realizzazione che ha subìto un’accelerazione nel tratto tra Fabriano e Muccia, che sta avanzando velocemente e quindi anche per il ramo di congiungimento fra località Caselle di Camerino e la SP Muccese 256 con raccordo per Rio il dado sembra tratto. Sui terreni in direzione sud verso Muccia spuntano i picchetti che segnano il passaggio della nuova strada. “Il progetto iniziale (mi ripeto) – prosegue Stellio su eventuali altre soluzioni – era sempre lo stesso tracciato principale della Pedemontana, solo che la soluzione architettonica era di farla interrata (in galleria) e lasciare tutto com’era in superficie. Quindi la zona artigianale non veniva interessata ed anche a livello di inquinamento acustico e di smog, non creava alcun problema. Mentre con questa soluzione, si aggiungono anche eventuali rischi e pericoli per lo scorrimento del traffico, con tutti i passi carrabili a raso”.

Un’altra riflessione che sorge, valutando il raccordo fra la SP 256 Muccese e località Rio zona industriale per immettere il traffico lungo la SP 132 Varanese in un punto di unione in forte pendenza, è se sia conveniente per l’utenza farlo, viste anche le difficoltà che potrebbero incontrare con gelo e neve i mezzi pesanti e non solo. A questo punto sarebbe più opportuno potenziare il traffico solo verso Muccia ed evitare ulteriori bretelle e spese, visto il poco guadagno in termini di percorrenza e impatto ambientale, considerando che a Maddalena di Muccia ci si può immettere sulla SS77 Valdichienti nel tratto Civitanova – Foligno. Per di più nel breve tratto della SS77 Civitanova – Foligno fra Muccia e Sfercia, non ci sono altre zone industriali da toccare se non quella appunto di Maddalena per Visso lungo la Valnerina e prossima ad uno svincolo della superstrada. “Vedendo la soluzione a cui dovrebbe servire questo tratto – dice la signora Lorella – non credo che sia poi tanto conveniente per tutti tornare indietro se si viene da Caselle e se si sale da Sfercia non si elimina del tutto la salita. Si evitano sì due brutti tornanti finali in salita verso Camerino, ma anche in quel caso si costringerà il traffico a deviare prima verso Muccia e poi tornare indietro verso Camerino. Poi in questo tratto di forte pendenza dalla rotatoria finale di Rio fino a raggiungere la Varanese, cosa faranno i mezzi pesanti in condizioni climatiche avverse con gelo e neve. Che fanno, si fermeranno su questa salita? Così creeranno problemi al transito e all’intera area: si sa che quando un camion parte da fermo crea più danni all’ambiente causando maggiore inquinamento. Inoltre non è solo una zona industriale, ma in molti abbiamo anche le abitazioni oltre all’attività, quindi non ci fa piacere respirare più smog, ma anche più rumori, sia di giorno che di notte”.

Inoltre gli imprenditori locali non hanno mai lamentato o richiesto miglioramenti alla viabilità per le proprie attività (in espansione nella zona) se non quelle di manutenzione ordinaria e di necessità immediata in caso di imprevisti. Esigenze mai manifestate anche da eventuali corrieri e camionisti con i quali collaborano, in quanto per la maggior parte si tratta di una zona dove sorgono ditte artigianali o di servizi.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 10-01-2021 alle 16:02 sul giornale del 11 gennaio 2021 - 2216 letture

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