Foibe: una tragedia da ricordare e una ferita da chiudere

Foibe 3' di lettura 05/02/2010 - Il 10 febbraio di ogni anno si celebra il “Giorno del Ricordo”, istituito dal Parlamento italiano con la legge 92/2004 “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe (le cavità carniche dove furono gettati, vivi o morti, migliaia di italiani), dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Quest’anno la Provincia di Macerata (Presidenza del Consiglio provinciale e Giunta provinciale) hanno organizzato una serie di iniziative per celebrare la ricorrenza anche “per affrontare con serio e sereno rigore storico la questione giuliana, ritenendo che sia giunto – ha detto in occasione delle conferenza stampa di presentazione il presidente del Consiglio, Umberto Marcucci, citando il presidente emerito della Repubblica, Ciampi - il momento che i ricordi ragionati prendano il posto dei rancori esasperati”.


Tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1945 in diverse aree della Venezia Giulia si scatenarono violenze di massa a danno di militari e civili, in larga prevalenza italiani. “Violenze – ha ricordato Marcucci - che procurarono migliaia di vittime non solo con la tremenda strategia dell’infoibamento, ma anche con deportazioni, campi di prigionia, arresti e brutalità conseguenti all’occupazione di quel territorio da parte delle truppe iugoslave del Maresciallo Tito”. La tragedia delle foibe, come ha detto anche il Presidente delle Repubblica, Napolitano, ha subito la triste beffa di essere una delle barbarie del secolo scorso, ma al tempo stesso di venire cancellata nella memoria, sommersa dalle polemiche e dalle censure politiche.


Con la Provincia di Macerata sono coinvolti nella organizzazione degli eventi per la celebrazione del “Giorno del Ricordo” i Comuni di Porto Recanati e di Montecosaro e le Università di Camerino e di Macerata. Il programma, a cui è stato dato il titolo “Foibe; una tragedia da ricordare, una ferita da chiudere”, prevede tre appuntamenti di cui due tra i giovani delle scuole, ha sottolineato l’assessore all’Istruzione, Nazareno Agostini. Venerdì 12 febbraio alle 18,30, il prof. Quirino Principe, poliedrico intellettuale goriziano che della vicenda giuliana conserva una testimonianza personale, parlerà delle foibe al teatro comunale di Montecosaro in un incontro aperto a tutta la cittadinanza, mentre il mattino seguente (sabato 13) lo stesso relatore parlerà agli studenti nell’aula magna dell’Istituto tecnico commerciale “Gentili” di Macerata.


Venerdì 19 febbraio, Fulvio Salimbeni professore di storia contemporanea a Udine e presidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano a Trieste, sua città natale, e Gorizia, sarà invece relatore alla seduta del Consiglio provinciale “aperto”, che si terrà a Porto Recanati, nell’auditorium dell’Istituto “Enrico Medi”. Nei vari incontri si parlerà di foibe, ma anche degli esodi dei giuliano-dalmati. Tra le foibe e gli esodi infatti vi è uno stretto legame: essi “sono parte di un unico processo di distruzione dell’italianità adriatica”.


Se la questione degli esodi successivi al 1945 è rimasta ancora più in ombra, è soltanto perché – ha ricordato il presidente del Consiglio provinciale, Marcucci - l’orrore delle violenze del ’43 e del ’45 ha catalizzato l’attenzione degli storici, rispetto al lento dramma dell’abbandono delle terre natie”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2010 alle 17:58 sul giornale del 06 febbraio 2010 - 538 letture

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