Castelraimondo: preoccupazione per i 44 dipendenti della Vitaviva

fabio badiali 2' di lettura 08/04/2010 - Sciopero ad oltranza da ieri mattina, dei 44 dipendenti della Villeroy e Boch, oggi Vitaviva Italia srl specializzata nella produzione di vasche da bagno e docce multifunzione, che resteranno davanti all'azienda, ai Piani di Lanciano, finchè non riceveranno risposte certe dai vertici aziendali.

Sciopero ad oltranza da ieri mattina, dei 44 dipendenti della Villeroy e Boch, oggi Vitaviva Italia srl specializzata nella produzione di vasche da bagno e docce multifunzione, che resteranno davanti all'azienda, ai Piani di Lanciano, finchè non riceveranno risposte certe dali vertici aziendali. "Vogliamo avere risposte entro breve tempo, sul mantenimento dei posti di lavoro e sulla presentazione di un piano industriale che permetta il rilancio produttivo - spiegano le rsu aziendali – ci è stato presentato solo un piano commerciale che però non dà nessuna garanzia sui livelli occupazionali".


Ieri mattina, intorno alle 9 è giunto in visita l'assessore regionale uscente al lavoro Fabio Badiali, per ascoltare i dipendenti ed avviare le azioni per fronteggiare la crisi, in attesa dell'insediamento della giunta Spacca. Nei giorni scorsi, in un comunicato comparso sull'intranet aziendale, è stata data notizia della vendita dell'unico siti produttivo italiano del gruppo, alla Certina Holding Ag, di Monaco di Baviera, specializzata in acquisizioni industriale ai fini della ristrutturazione. Lo stesso giorno il collegamento alla rete aziendale sarebbe stato tolto.


La proprietà della sede e dei due capannoni di 13 mila metri quadrati totali, è stata trasferita alla Villeroy e Boch, sede di Milano, che commercializza gli altri prodotti della multinazionale, comprese le vasche di alta gamma prodotte in Olanda, mentre da diverso tempo la produzione realizzata a Castelraimondo, è uscita dai cataloghi ufficiali del gruppo.


Una lunga agonia, quella dello stabilimento ceduto dalla Merloni termosanitari nel 2001 alla multinazionale tedesca, con 120 dipendenti, ridotti nel corso del tempo agli attuali 44.


Ieri mattina sono intervenuti al presidio i consiglieri regionali Giannini e Sciapichetti, l'on.Cavallaro, il consigliere provinciale ed ex assessore al lavoro Salvi, i consiglieri comunali Cavallaro e Miliani. Ognuno di loro presenterà un'interrogazione urgente, relativa alla crisi dell'azienda. Salvi ha avanzato la proposta di estendere all'azienda il pacchetto di ammortizzatori sociali previsto per l'A.Merloni.






Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2010 alle 17:28 sul giornale del 09 aprile 2010 - 1787 letture

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