Voto sulla massoneria: maggioranza in polvere, dalla Lega discriminazioni

daniele salvi 13/05/2010 - Nell’ultimo Consiglio provinciale abbiamo assistito alla polverizzazione della maggioranza che governa la Provincia ad opera di una delle forze che la costituiscono: la Lega Nord. La mozione sulla Massoneria, presentata dalla Lega Nord ed emendata da esponenti del Pdl, ha trovato nell’inedito asse Lega-Udc il cuneo dissolutore di una maggioranza finita ben presto nel pallone e in evidente crisi di nervi.


Neopaganesimo e integralismo cattolico si sono uniti contro i Lumi, si potrebbe dire. Ma la cosa è stata molto più prosaica. Si è trattato di una vera e propria “pesatura” interna alla maggioranza su chi conta e quanto. La Giunta era completamente assente, la Lega ha dimostrato di esistere (per la verità non ce ne eravamo accorti, visto il suo continuo silenzio sulle questioni più importanti a partire dai temi della crisi e del lavoro), il Pdl si è dissolto e l’Udc ha voluto precisare che quello in provincia è un “accordo basato sul programma” e che invece sull’ “etica” ha le mani libere, volendo con ciò dimostrare di essere l’ago della bilancia della maggioranza.

Nel recente passato a Macerata dallo stesso partito avevamo sentito dire che l’alleanza con la Pdl era fondata su valori comuni!

Per il resto ciò che è avvenuto non ha nulla a che fare con la trasparenza, che viene richiesta solo a chi fa parte di una specifica associazione. Casomai la trasparenza e un trattamento equanime avrebbero preteso che gli amministratori esibissero la propria appartenenza a qualsiasi associazione.

L’atto, quindi, seppure edulcorato, rappresenta un chiaro segno di volontà discriminatoria, che è figlia di una concezione intollerante ed integralista. Il Pd e tutte le forze di opposizione, uscendo dall’aula al momento del voto, hanno inteso evidenziare lo stato comatoso della maggioranza e le contraddizioni che l’attraversavano.

Infine, una considerazione più generale. La Lega vuole entrare non solo nelle banche, ma nello Stato, non certo per moralizzarlo, né cambiarlo, bensì per farsi tutt’uno con il potere. Questo è il senso di una mozione che non viene presentata solo nella nostra Provincia. Insomma, sono finiti i tempi di “Roma ladrona”! Che tutto questo avvenga nell’imminenza dell’anniversario del 150esimo anno dell’Unità d’Italia e mentre si cerca di ridicolizzare la figura e l’apporto che ad essa ha dato Giuseppe Garibaldi dovrebbe far riflettere.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-05-2010 alle 20:03 sul giornale del 14 maggio 2010 - 556 letture

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