Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini alla presentazione della Strategia per la biodiversità

parco dei sibillini 25/05/2010 - Sabato 22 è stata presentata a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la Strategia Nazionale per la biodiversità, documento redatto da un apposito comitato istituito, nel mese di marzo, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La strategia nazionale si è sviluppata secondo un approccio multidisciplinare che ha coinvolto i rappresentanti di sette ministeri, del Consiglio dei Ministri, delle regioni, del mondo accademico e scientifico e delle associazioni ambientaliste.

Il mondo delle aree protette – dei veri e propri scrigni in cui è custodita la gran parte della biodiversità del nostro Paese - contribuisce da tempo ad arrestare la perdita di diversità biologica: prima i parchi storici, istituiti all’inizio del secolo scorso, poi le riserve regionali, sorte a cavallo degli anni ‘70 e ’80, ed infine i parchi nazionali, nati in seguito all’emanazione della legge quadro del 1991 (la legge 394/91), hanno messo in pratica azioni concrete di tutela e salvaguardia del patrimonio naturale italiano sperimentando, con risultati anche lusinghieri, attività economiche compatibili con le specie e gli ecosistemi tutelati.

Anche il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha contribuito, sin dalla sua istituzione, alla conservazione e al miglioramento della diversità biologica italiana con molti progetti, anche originali come quello di reintroduzione del pino mugo e dell’abete bianco che, nel 2003, è valso alla nostra area protetta il Panda d’oro, prestigioso riconoscimento del WWF.

Attualmente sono in corso alcuni importanti progetti di conservazione attuati in collaborazione con altri enti; è il caso del Progetto Life Ex-tra che, attraverso il coinvolgimento diretto di agricoltori e allevatori, è finalizzato a eliminate i conflitti tra la presenza della grande fauna selvatica e le attività zootecniche. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini fa inoltre attivamente parte, dal 2007, del P.A.T.O.M., il Piano di Azione Nazionale per la Tutela dell’Orso Marsicano; anche in questo caso, enti di gestione e amministrazioni locali collaborano per garantire la conservazione di una sottospecie autoctona di grande importanza.

Una menzione particolare merita il programma di reintroduzione del camoscio appenninico, che vede il Parco dei Sibillini e le maggiori aree protette dell’Appennino centrale alleate per la salvaguardia dell’unica entità faunistica italiana considerata in pericolo di estinzione dai tutti gli organismi nazionali ed internazionali che si occupano di fauna selvatica.

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è impegnato nella prevenzione dei rischi sanitari connessi alla presenza di animali pascolanti, nella regolamentazione e nel monitoraggio delle attività turistico ricreative e zootecniche nell’area del rilascio e nell’attività di sensibilizzazione e coinvolgimento dei visitatori e degli operatori economici locali; ma, per la riuscita del progetto e per non vanificare gli sforzi fatti sin’ora, sarà di fondamentale importanza procedere con altre immissioni in natura ed aumentare, così, il numero degli individui dell’esigua neo-colonia che ora abita i Sibillini.


Per la rilevanza conservazionistica, nonché per la complessità dell'operazione e degli Enti coinvolti, il programma di reintroduzione del camoscio appenninico nei Sibillini merita certamente di essere annoverato tra le azioni prioritarie e strategica nelle politiche di conservazione a livello nazionale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-05-2010 alle 19:05 sul giornale del 26 maggio 2010 - 378 letture

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