Musicultura incorona Serena Ganci

2' di lettura 21/06/2010 -

E' Serena Ganci, la vincitrice dell'edizione 2010 di Musicultura. Ritira il premio di ventimila euro, direttamente dalle mani di Corrado Mariotti (presidente Banca Popolare Ancona) sotto la pioggia battente, che poco prima ha fermato i Dik Dik poco dopo aver cantato “Sognando California”.



La sua canzone “Addio” scritta un anno fa dopo la fine di una storia d'amore, a Parigi dove viveva da sette anni, è stata definita “dirompente” dallo stesso Fabrizio Frizzi durante la conferenza stampa subito dopo la conclusione dello spettacolo.
Fasciata in un abito “portafortuna” rosso bordò, lo stesso con cui si era esibita la prima sera e realizzato da suo padre, è stata lei la più votata dal pubblico, scelta tra i quattro finalisti con Andrea Epifani, Francesca Romana, Terrasonora.


L'ultima serata di Musicultura come sempre ha regalato emozioni a piene mani. La carrellata di ospiti è iniziata con una vivacissima Lina Wertmuller, di cui Frizzi ha ricordato il record dei titoli più lunghi per i film, dall'inconfondibile chioma canuta e il vezzoso occhiale dalla montatura candida. “Per il futuro? Vorrei fare altri 25 film”, ha annunciato schrzando tra gli applausi del pubblico.


La farsa romanesca ed i versi irreverenti dall'intramontabile verve comica di Gioacchino Belli e Trilussa sono stati protagonisti nell'esibizione di Gianni Bonagura con Paola Minaccioni, sulle note della fisarmonica di Alexander Ion. Dal cielo sono iniziate a scendere le prime gocce, ma i Mannarino e le melodie di Roberta Di Lorenzo hanno tenuto incollato il pubblico alle sedie, complice la scarsa intensità delle precipitazioni.

Ad un certo punto la sorpresa, già preannunciata dagli organizzatori. Sul palco si catapulta “L'Extraterrestre”, come il titolo della sua famosa canzone, Eugenio Finardi, chiamatoa sostituire Pino Daniele, il quale ha dovuto anticipare la partenza per l'America, unico italiano chiamato da Eric Clapton a partecipare al Crossroad Guitar Festival. Il cantante ha promesso che parteciperà l'anno prossimo.

Le parole intense del poeta Ennio Cavalli, il suo declamare versi sull'acqua come elemento primordiale sembrano convincere la pioggia a impegnarsi a scendere di più, mentre l'Arena è tutta un fiorire di ombrelli ed inizia prima una lenta, poi più cospicua emorragia di pubblico. Al termine dell'esibizione dei Dik Dik qualcuno scherza sul gruppo “I delfini”, come prossimo a salire sul palco.


L'incedere della pioggia non ha tolto nulla al fascino dello Sferisterio, con la maggior parte del pubblico che è rimasta al suo posto, in primis un inossidabile sindaco Carancini, con il presidente uscente della Provincia Capponi.










Questo è un articolo pubblicato il 21-06-2010 alle 09:37 sul giornale del 22 giugno 2010 - 511 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, monia orazi

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