Camerino....città chiusa?

5' di lettura 06/07/2010 -

Occorre riconoscere che se vogliamo una città rinnovata è necessario che tutti sopportiamo i disagi che i lavori alle infrastrutture stradali inevitabilmente comportano. Ma non mi pare che la situazione di emergenza che stiamo vivendo venga gestita nel migliore dei modi dal punto di vista della circolazione stradale.


 



Camerino non è una città con grande traffico, ma ciononostante si è sempre esagerato nei sensi unici e nei divieti. Ci sono strade che potrebbero sopportare benissimo il doppio senso di circolazione ma ci si ostina ad imporre sensi unici che costringono gli utenti a lunghi e scomodi giri: per esempio via Viviano Venanzi potrebbe consentire benissimo la circolazione nei due sensi di marcia, ma si preferisce fare parcheggiare le automobili a pettine dalla Porta Boncompagni fino all’Archivio di Stato e contemporaneamente imporre il senso unico di circolazione solo in salita. E non si dica che la Porta Boncompagni è stretta, perché se c’è una Porta che non è pericolosa è proprio quella, in quanto le strade che si fronteggiano a monte e a valle sono perfettamente diritte, con massima visibilità, e perciò sarebbe sufficiente imporre un senso alternato con la precedenza a chi procede a salita per evitare ogni pericolo. Del resto ciò è stato fatto in passato senza alcun inconveniente ed avviene comunemente in molte città delle Marche con situazioni simili. Anche a via Narco si preferisce ad un possibile senso doppio di circolazione il parcheggio di auto giorno e notte, nonostante a pochissima distanza ci siano ampi parcheggi, come quello di piazzale Giovanni da Varano e quello nuovo avanti al convento di Santa Chiara.


Ma ci sono anche delle contraddizioni come nel caso di strade pubbliche, che sono percorribili nel doppio senso di marcia, ma siccome sono strette, sono riservate ai soli residenti, come via Madonna dei Giustiziati e via delle Scalette. Sarebbe molto più giusto, visto che sono vie mantenute a spese del Comune, farle usare a tutti, ma siccome sono strette allora qui, si, bisognerebbe imporre il senso unico.


Tuttavia le contraddizioni e soprattutto i divieti diventano ancora più intollerabili in una situazione di emergenza come quella presente. Nelle settimane scorse si è tenuta via S. Agostino aperta in salita e chiusa in discesa (ma non per la navetta del trasporto urbano !?) costringendo tutte le auto in uscita verso nord ad interminabili giri intorno alle mura. Via Sant’Agostino, sia pure con limiti severi di velocità, consentirebbe benissimo la circolazione nel doppio senso di marcia. In queste settimane sono chiuse al traffico per lavori sia via Favorino, nel primo tratto, sia via Roma. A causa di queste chiusure è stata riaperta, giustamente, via Marrotto a salire, mentre il senso di marcia di via Fabio Filzi è stato vietato in salita e consentito solo in discesa. Ne deriva che l’unica via d’accesso al centro della città è via Morrotto, la quale non è affatto agevole per i lavori in corso all’edificio dell’istituto Antinori e anche per i troppi parcheggi consentiti anche lì. Per limitare i disagi si dovrebbe attuare il senso doppio di circolazione in via Fabio Filzi, la cui larghezza lo consente comodamente. Ma anche qui si preferisce occupare una parte di strada per far parcheggiare le auto, anziché snellire la circolazione.

Eppure pochi metri più a valle c’è il parcheggio meccanizzato e pertanto quei posti auto in via Filzi non sembrano essenziali. Resta il fatto che un’ambulanza che dovesse salire da viale Leopardi a Largo Sessanta, deve fare un giro molto più lungo passando dalla Rocca, via Morrotto e via Favorino. Lo stesso dicasi per qualsiasi altro utente dalla strada che deve salire in centro dai quartieri periferici orientali (Le Mosse) o settentrionali (Montagnano e San Paolo). Anche l’uscita per Santa Maria in Via sembra troppo stretta e disagiata: anche lì per far parcheggiare troppe automobili in piazzale Umberto 1° e in via San Giacomo si sacrifica l’unica via di uscita dalla città da quel lato. Tutti ci auguriamo che non venga un altro terremoto e che non sia necessaria un’evacuazione rapida del centro storico, ma se dovesse succedere la situazione attuale, con via Roma e via Favorino chiuse contemporaneamente, non sembra la più sicura. Non sono responsabilità di poco conto!


In futuro come saremo messi? Non mi pare che certe opere stradali che già si vedono faciliteranno le cose. In via Antinori è stato costruito un largo marciapiede sulla destra per chi sale, che non consentirà più in futuro di ritornare al doppio senso di circolazione. Ma ancora meno sensato sembra il marciapiede costruito in via Ridolfini a sinistra per chi sale. Esso impedisce l’agevole accesso al parcheggio sotto i platani sulla sinistra, indispensabile per la farmacia e i medici che lavorano nei pressi, mentre un marciapiede, se proprio si doveva fare, sarebbe stato molto più utile lungo le case sulla destra, dove si trovano le abitazioni, gli studi medici, la farmacia e un esercizio commerciale.


A tutto quanto sopra aggiungasi che alcuni vigili urbani non mostrano sempre una sufficiente tolleranza adeguata alla situazione di emergenza. E’ necessario che l’Amministrazione Comunale approfondisca questi temi e cerchi anche di imporsi su chi, forse, non conosce troppo bene Camerino e le esigenze dei camerinesi.



Gruppo consiliare Camerino città viva




Questo è un articolo pubblicato il 06-07-2010 alle 21:37 sul giornale del 07 luglio 2010 - 625 letture

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