Università: geologia, ricerca sulle nuove tecnologie per la gestione dei fluidi sotterranei

geologia 2' di lettura 17/09/2010 -

La sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino sta portando avanti un progetto di ricerca coordinato dal Prof. Emanuele Tondi e finanziato, sulla falsariga di quanto avviene da tempo nelle università e nei centri di ricerca di paesi europei, come ad esempio Inghilterra e Germania, ed extraeuropei, su tutti gli USA, da un consorzio di compagnie petrolifere comprendente la Shell, la Statoil ed ora anche la TOTAL.



“L’obiettivo del progetto – spiega il prof. Emanuele Tondi – è quello di generare nuove tecnologie per la gestione, in termini di produttività e sostenibilità per l’ambiente, delle risorse idriche ed energetiche (acque minerali ed oligominerali, petrolio e gas) e termali (curativo-benefiche e fluidi geotermici) nelle rocce carbonatiche”.

“I risultati di questi studi - prosegue il prof. Tondi – pubblicati su riviste specializzate e presentati in convegni internazionali, hanno permesso di affinare le competenze dei ricercatori UNICAM e di arricchire le conoscenze specifiche degli studenti dei corsi di laurea in Geologia, aumentandone quindi la possibilità, alla laurea, di trovare un lavoro qualificato. Ciò si è di fatto verificato per alcuni di essi, assunti da aziende che operano nel settore energetico come la compagnia sudamericana YPF (leader in Argentina) o europee come la francese TOTAL e BEICIP-FRANLAB, l’inglese FUGRO-ROBERTSON e l’ italiana ENI”.

La presenza di cospicui capitali privati, accanto ai fondi pubblici, favorisce la costituzione di gruppi di ricerca qualificati ed altamente specializzati. Limita inoltre la fuga all’estero dei giovani ricercatori, incoraggiando addirittura il rientro di quanti hanno trascorso un periodo di formazione all’estero e, dall’altro, di migliorare la preparazione specifica degli studenti di geologia.

“Non si può non evidenziare poi – conclude il prof. Tondi – l’effetto che ciò può avere in futuro sulla qualità dell’ambiente naturale nelle quali si svolge la vita delle nostre comunità. Non va infatti dimenticato che i geologi rappresentano i “medici” del nostro pianeta, le cui “diagnosi” e “prescrizioni” saranno tanto più efficaci quanto più qualificata sarà la loro preparazione e competenza”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-09-2010 alle 17:10 sul giornale del 18 settembre 2010 - 645 letture

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