San Severino: torna l’appuntamento con 'Salvalarte' e Legambiente

2' di lettura 02/12/2010 -

Sabato e domenica (4-5 dicembre) anche a San Severino Marche torna l’appuntamento con “Salvalarte”, la “veterana” tra le iniziative di Legambiente nel settore beni culturali.



Duplice il suo obiettivo: da una parte, segnalare le emergenze monumentali più a rischio e promuovere una campagna di sensibilizzazione per attivare i meccanismi per il loro recupero. Dall’altra, far conoscere, promuovere e valorizzare anche quei beni culturali così detti “minori”, al di fuori degli itinerari turistici tradizionali e sconosciuti al “grande pubblico”, ma non per questo meno importanti. I volontari di Legambiente, a San Severino, saranno al fianco degli amministratori per la difesa di un patrimonio che rappresenta l’unica ricchezza di cui l'Italia dispone più d’ogni altro Paese al mondo. A curare l'ideazione e l'organizzazione dell’iniziativa, infatti, è il Circolo “il Grillo” che si avvale dell'ormai consolidata collaborazione dell'Amministrazione comunale di San Severino Marche e dell'Accademia di Belle Arti di Macerata.

La due giorni sarà dedicata quest’anno a Venanzio Bigioli e sarà aperta, sabato 4 alle 17,30 presso la sala degli Stemmi del Municipio dal convegno di studi dal titolo: “Cercando Venanzio”. I relatori, Lucia Cataldo, Luca Maria Cristini, Lorenzo Losito, Francesca Pappagallo, Anna Verducci, coordinati da Paolo Gobbi, inquadreranno la figura di Venanzio Bigioli nel suo tempo e illustreranno un progetto di collaborazione con l'Accademia di Macerata. Domenica 5, con partenza da piazza del Popolo alle ore 15 si effettuerà un trekking urbano, guidato da Raoul Paciaroni e Luca Maria Cristini, alla scoperta delle opere di Venanzio Bigioli in città. A conclusione del tour è prevista anche una merenda a base di orzo caldo e ciambellone offerti a tutti i partecipanti dal circolo “il Grillo”. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Per informazioni ci si può rivolgere al numero 331/6020428.

Nato a Frontale, località ai tempi inclusa nel territorio del comune settempedano, Venanzio Bigioli era figlio di un artigiano falegname che aveva trasferito la bottega in città. Avendo dato prova di talento nella lavorazione del legno, grazie allo zio sacerdote filippino Giovanni Battista, ebbe la possibilità di affinare la sua preparazione in due soggiorni a Roma e Venezia. Tornato nelle Marche e rilevata la bottega paterna, la fece diventare un laboratorio di prima importanza nella produzione di ornati lignei intagliati, dipinti e dorati, che ebbe commissioni da moltissime città dello stato Pontificio e persino dalla Capitale. Venanzio Bigioli dette prova del proprio talento artistico anche nel campo della scultura lapidea e dell'avorio, nel disegno dell'architettura e nella realizzazione di apparati effimeri per solenni festeggiamenti cittadini. Morì a San Severino nel 1854.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2010 alle 16:47 sul giornale del 03 dicembre 2010 - 584 letture

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