Matelica: Premio Nazionale di narrativa Libero Bigiaretti, vince 'Barbara Garlaschelli'

2' di lettura 12/12/2010 -

E’ Barbara Garlaschelli con l’opera “Non ti voglio vicino” la vincitrice della settima edizione del Premio Biennale di narrativa “Matelica - Libero Bigiaretti”. La cerimonia conclusiva si è tenuta stamane 12 dicembre nella splendida cornice del Teatro Piermarini a Matelica.



La Garlaschelli, che purtroppo per motivi di salute non ha potuto essere presente a Matelica, ha superato di pochi voti gli altri due finalisti dell’edizione 2010, Gian Mauro Costa con “Il libro di legno” edito da Sellerio e Dante Maffìa con “Milano non esiste”, Hacca Edizioni.

“Avrei voluto essere con voi, non ci sono con il corpo almeno- ha dichiarato la Garlaschelli in un messaggio letto per lei da un suo familiare- Quelli che mi sono stati assegnati sono riconoscimenti importanti per me, perché credo molto in questo libro. Credo nel valore delle parole e delle storie e questo libro è stato scritto ascoltando molte storie”.

La mattinata si è aperta con il saluto del Sindaco di Matelica Paolo Sparvoli, dell’Assessore alla Cultura Luciano Farroni e del prof. Piero Angeli, per l’Università di Camerino. Il prof. Alfredo Luzi, Presidente della Commissione scientifica del Premio, ha dato poi il via alla tavola rotonda sul tema “La Famiglia Bigiaretti, non solo Libero”, per ricordare tutti gli illustri personaggi della famiglia stessa. Sono poi seguiti gli interventi della prof.ssa Carla Carotenuto e del prof. Eugenio Ragni. E’ stata poi la volta dello spoglio delle schede consegnate dai 100 lettori componenti la giuria popolare, che hanno decretato l’opera vincitrice della settima edizione del Premio.

Nel corso della cerimonia infine una giuria composta da studenti Unicam ha assegnato il premio speciale “Università di Camerino”: anche gli studenti dell’Ateneo camerte hanno scelto “Non ti voglio vicino” di Barbara Garlaschelli. “Non ti voglio vicino” – si legge nella motivazione – è un romanzo dove protagonista è il sentimento umano, che si manifesta nei suoi eccessi, nelle sue contraddizioni, che spaventa per la sua forza indomabile e incontrollabile e per la sua capacità di determinare il futuro e la crescita dell'individuo. Nonostante la sua crudezza, non si può fare a meno di apprezzare e rimanere affascinati dalla forza delle parole. Parole che vengono utilizzate sia come carezze che come lame taglienti. Una lettura appassionante e emozionante, dove il cuore accoglie i crudi sentimenti della protagonista, le piccole commozioni per le piccole cose e l’orrore per un passato incancellabile. Una speranza finale, sigilla per sempre poi questa opera al cuore del lettore.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-12-2010 alle 14:47 sul giornale del 13 dicembre 2010 - 656 letture

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