San Severino: struttura per la cura della malaria nel ricordo di Luca, Alessio e Cristina

2' di lettura 21/12/2010 -

Tutto ha avuto inizio con un asilo, poi ne è arrivato un secondo, insieme ad una piccola chiesa e ad un pasto caldo grazie al quale poter sfamare più di quattrocento bambini al giorno, e poi sono giunte le attrezzature, il materiale didattico, i capi di vestiario, un pronto soccorso, del materiale sanitario ed ora anche una struttura per curare la malaria.



La solidarietà di molti settempedani, insieme a quella di tanti maceratesi, in Etiopia porta il nome di Luca, Alessio e Cristina, tre giovani settempedani deceduti in un drammatico incidente stradale nel 2005. In occasione del Capodanno le famiglie di questi tre ragazzi che ancora vivono nel ricordo di molti loro coetanei, si recheranno nella regione del Wolaita, e precisamente nel villaggio di Lenda dove, dicono, “Dio esiste davvero”. Andranno lì per inaugurare una struttura presso la quale saranno curati dalla malaria tantissimi bambini, ma anche ragazzi ed adulti. E dove verranno consegnate anche alcune apparecchiature per aiutare persone non vedenti. Asili, chiesa, pronto soccorso ed altro sono stati costruiti ed acquistati grazie alla vendita di alcuni lavori nei mercatini natalizi, in bancarelle improvvisate, in un commercio che ogni giorno vede nascere nuovi clienti grazie ad un passaparola senza fine che sembra essere l’unica e vera pubblicità.

“Grazie a questi genitori straordinari molti settempedani hanno potuto conoscere una realtà poverissima come quella del Wolaita – spiega il sindaco, Cesare Martini, che ha appoggiato fin da subito l’idea dei mercatini della solidarietà, il quale aggiunge – Da un dramma è nata una speranza e questo commuove come commuove la grandezza del cuore dei settempedani”. Proprio in occasione del Natale dai lavori realizzati dalle famiglie di Alessio, Luca e Cristina si è ricavata anche un po’ di solidarietà destinata a Luca Biondi, il giovane pilota di cross rimasto coinvolto in un gravissimo incidente in moto, ed all’associazione Scan Onlus.

“Cerchiamo di aiutare anche chi ha bisogno dalle nostre parti – spiega il papà di Cristina, che aggiunge – In Africa abbiamo realizzato le strutture e ci siamo impegnati a portarle avanti. Operiamo anche in un’altra serie di azioni: acquistando e dotando alcune fabbriche del posto dei necessari macchinari, regalando bestiame alle famiglie dei villaggi più poveri dell’Etiopia. La nostra missione ha come unico obiettivo quello di essere vicino a chi soffre”. Chi volesse sostenere il progetto in ricordo di Alessio, Luca e Cristina può mettersi in contatto con la signora Vincenza Costantini al numero di telefono 3384484774.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-12-2010 alle 15:46 sul giornale del 22 dicembre 2010 - 1007 letture

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