Le meraviglie del Barocco

1' di lettura 11/01/2011 -

Da anni segnaliamo inutilmente il cattivo costume di appendere striscioni e bandiere su edifici pubblici e religiosi senza l’autorevole autorizzazione della Soprintendenza competente, come prevede il Codice Urbani.



Il balcone del Municipio di Macerata è diventato una sorta di Albo pretorio dove appendere ogni schifezza, una sorta di tazebao da balaustra dove gli amministratori manifestano al popolo bue di aver aderito alle più svariate iniziative di routine: fame nel mondo, pena di morte, pari opportunità, liberazione sessuale, centenari, bicentenari eccetera. Stessa cosa vale per l’incompiuta facciata della chiesa dedicata a San Paolo da dove occhieggia un’improbabile immagine di padre Matteo Ricci. La stessa osservazione vale per il ludico Sferisterio durante l’effimera stagione melodrammatica. La moda è stata ripresa dal Comune di Recanati e da quello di Montelupone dalla cui torre civica sventolano bandiere lacerate e vessilli più consoni ai giochi senza frontiere.

A margine della mostra “Meraviglie del Barocco nelle Marche” curata da Vittorio Sgarbi in San Severino Marche, segnaliamo il cattivo gusto dello striscione appeso all’ottocentesca Torre dell’orologio, progettata da quell’Ireneo Aleandri che tanto si osanna. Questa volta Sgarbi, di solito attento alla tutela dei monumenti, ha commesso un errore come l’infallibile Ispettore Rock, quello della brillantina Linetti: non ha ancora fatto ammainare lo stendardo che pubblicizza la mostra barocca.


   

da Gabor Bonifazi
architetto






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2011 alle 16:25 sul giornale del 12 gennaio 2011 - 604 letture

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