'L’Università che vorremmo: otto Tesi per cambiare', incontro ad Unicam

università 3' di lettura 22/02/2011 -

“L’Università che vorremmo otto Tesi per cambiare” è il tema che sarà sviluppato nel corso delle due giornate di studio in programma a Camerino, nella Sala della Muta di Palazzo Ducale, per il 24 e il 25 febbraio 2011. Il convegno si propone di far emergere un modello di sistema universitario che risponda ad alcune necessità centrali della società con le quali ci si dovrà misurare nel processo di attuazione delle nuove normative, un modello che rappresenti una possibile alternativa complessiva nell’ipotesi di una diversa visione politica dell’istruzione superiore e della ricerca scientifica.



“Tra i poli opposti di una discussione astratta, centrata sulle idee generali relative all’università nel momento attuale o di un eccessivo pragmatismo attento soprattutto alle azioni immediate – sottolinea il Prof. Giunio Luzzatto, uno dei relatori dell’incontro – si vuole trovare un punto di equilibrio mediano per far sì che le necessarie proposte specifiche per la prima scadenza di grande rilievo, la riformulazione degli Statuti universitari, non risultino da mere elaborazioni “tecniche” ma derivino in modo chiaro dalle opzioni fondamentali sull’università che vorremmo”.

L’iniziativa, che prevede la partecipazione nella veste di relatori di docenti di alcune fra le più importanti Università italiane, prenderà il via giovedì 24 alle ore 14 con una relazione di Guido Martinotti e Roberto Moscati dal titolo “Un quesito preliminare: quali università per la società italiana”. Seguiranno gli interventi di Alessandro Cavalli e Marco Pitzalis sul tema “Diritti (e doveri) degli studenti”. Andrea Stella e Vincenzo Zara presenteranno una relazione su “Autonomia didattica e progettazione dell’offerta formativa”. I lavori della prima giornata saranno conclusi da Carlo Maria Bertoni e Giorgio Sirilli che si occuperanno di “Ricerca libera e ricerca orientata”.

“Nell’attuale condizione dell’università italiana - sottolineano i Professori Guido Martinotti e Roberto Moscati - sembra indispensabile puntare sull’uso “intelligente” degli spazi di libertà che comunque anche la nuova legislazione consente, per perseguire le finalità che il contesto locale e le potenzialità interne all’istituzione consentono a partire dalle modifiche degli statuti e da una governance che sviluppi reali politiche di ateneo”.

L’incontro del 25 febbraio si aprirà alle ore 9.00 con l’intervento di Stefano Boffo e Michele Rostan sul tema “Terza missione, dialettica territoriale e nuove competenze”. Seguiranno le relazioni di Giuseppe De Nicolao e Luciano Modica dal titolo “Reclutamento aperto della docenza, doveri dei docenti, sviluppo delle carriere”. Fulvio Esposito e Giunio Luzzatto si occuperanno di “Governo, partecipazione, gestione”. Nel pomeriggio sono previste le relazioni di Gianfranco Rebora e Massimiliano Vaira sul tema “Valutazione, accreditamento e ruolo dell’Autorità centrale” e di Guido Fiegna e Matteo Turri che concluderanno il dibattito parlando di “Risorse, pubbliche e private, per l’università”.

“L’esercizio responsabile dell’autonomia didattica – sottolineano i Professori Andrea Stella e Vincenzo Zara – dovrebbe trovare la sua piena espressione nella progettazione di un’offerta formativa che, tenendo conto e valorizzando al meglio le specificità della sede, ponga al centro del percorso formativo le competenze che devono essere acquisite dallo studente. Purtroppo, la progettazione dell’offerta formativa sta diventando sempre più difficile a causa di una stratificazione negli anni di vari provvedimenti ministeriali che hanno contribuito a creare delle vere e proprie “gabbie normative” entro cui è complesso districarsi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2011 alle 16:37 sul giornale del 23 febbraio 2011 - 792 letture

In questo articolo si parla di attualità, università di camerino, camerino, Unicam

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