San Severino: Martini sul caso Sgarbi, 'Vicenda chiusa, confusione creata ad arte'

Cesare Martini 3' di lettura 01/03/2011 -

“Sul caso Sgarbi la figuraccia, e pure grossa, ancora una volta l’ha fatta il capogruppo del Pdl Gilberto Chiodi che non solo non si è informato ma ha meschinamente tirato in ballo l’intera città di San Severino”.



Il sindaco Cesare Martini si dice “intenzionato a chiedere i danni al Pdl dopo le parole pronunciate da Chiodi sulla questione del compenso reclamato dal critico d’arte Vittorio Sgarbi a margine dell’organizzazione della mostra “Meraviglie del Barocco”. Definire la nostra come ha fatto Chiodi una “città insolvente” è inqualificabile - dice scandalizzato Martini -. Mi auguro, per il bene di San Severino, che non tutto il Pdl la pensi così. Anche in questa vicenda, come sempre, i fatti si commentano da soli e sono presto detti: il 12 novembre 2010 l’avvocato Cicconi, che ha tirato fuori la questione proprio in queste ore con un dispaccio d’agenzia, inviava un fax al Comune chiedendo il pagamento di una prima tranche del compenso pattuito con Sgarbi, pari a 12mila euro. Il Comune rispondeva che non era stata presentata alcuna fattura dalla società che cura l’immagine del critico, la Areté. Il 23 novembre, dopo dieci giorni, finalmente veniva presentato all’Amministrazione tale documento per il pagamento del quale, appena due giorni dopo, veniva domandato come prescrive la legge l’invio del Durc. L’Inps di Ferrara il 30 dicembre forniva però risposta negativa. L’11 gennaio scorso al Comune giungeva la seconda fattura per la seconda tranche del compenso già pattuito, per ulteriori 8mila euro.

Tre giorni dopo veniva richiesto l’invio del Durc tramite diversi solleciti alla segreteria di Sgarbi, allo stesso avvocato Cicconi, all’Inail di Macerata ed all’Inps di Ferrara. Finalmente il 22 gennaio è arrivato il Durc regolare emesso il 18 gennaio. A questa data, dopo verifica online, il Comune ha risposto con due determine per il pagamento delle fatture di cui sopra. L’Amministrazione, di fatto, ha dato mandato a Banca Marche di pagare – spiega ancora Martini, che aggiunge – A questo punto è intervenuta Equitalia che ha però bloccato la prima fattura. Il secondo mandato, invece, è stato bloccato dopo che era stato portato in banca per l’incasso dalla società di Sgarbi, la Areté di cui è proprietaria la mamma del critico. Motivo? La richiesta di cambio del conto su cui doveva essere fatto l’accredito. La comunicazione del nuovo conto è poi arrivata solo il 4 febbraio ed il nuovo mandato di pagamento, inviato alla tesoreria presso Banca Marche, è stato fatto il 7 febbraio. Il giorno 8 Equitalia ha però bloccato tutti i pagamenti per le ragioni che lo stesso Sgarbi ha chiarito.

Personalmente ho cercato Vittorio più volte in questi giorni. Ho avuto modo di confermargli la mia stima personale e la profonda gratitudine per l’amicizia e l’affetto da lui dimostrati nei confronti della Città cui ha sempre offerto la sua opera di promozione. Sono convinto che sia all’oscuro di tutto. Gli ho voluto ribadire la correttezza del Comune che ha svolto quanto di sua competenza con assoluta diligenza e la massima disponibilità attenendosi alle disposizioni avute. Quanto all’intervento di Chiodi – conclude Martini – credo che esso sia stato un pessimo biglietto da visita per il futuro candidato sindaco del Pdl. Dopo le sue battute chiederemo un risarcimento, convinti che alla città spetti in pieno”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-03-2011 alle 16:57 sul giornale del 02 marzo 2011 - 805 letture

In questo articolo si parla di politica, san severino marche, Comune di San Severino Marche

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